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UNA CASA... NEL BOSCO - "IL BOSCO VERTICALE"

milano - bosco verticale tours vertes bassa

Con il progetto “Porta Nuova” Milano si proporrà al pubblico in una veste totalmente inedita, quasi da città del futuro! La sfida che ha ispirato la riqualificazione di quest’area, che restituirà alla città un’area di oltre 290.000 metri quadrati fra verde e nuovi edifici, è stataunica nel suo genere. L’idea è stata quella di ricongiungere i quartieri storici, C.so Como, Isola e Varesine, attraverso la creazione di un unico piano pedonale di oltre 160.000 metri quadrati, dotato di 5 Km di piste ciclabili e di un parco pubblico di ben 90.000 metri quadrati. Fra i vari progetti, oggi vi racconto uno dei miei preferiti: il “bosco verticale”. Si è scritto tanto su questo progetto, ma io ho voluto saperne di più. Non mi sono accontentato di leggere i vari articoli dedicati, ho deciso di carpire nuove informazioni direttamente dai protagonisti che hanno progettatole due torri del progetto "bosco verticale". Ho contattato lo studio di architettura Barreca & La Varra e ho chiesto un incontro. I due architetti sono soci dal 2008 e con Stefano Boeri, associati fino al 2007 in Boeri Studio, hanno firmato il progetto. Arrivo allo studio dove mi accoglie Gianandrea Barreca; una stretta di mano, due parole su quello che desidero sapere, poi ci raggiunge anche Giovanni La Varra. Cominciamo a parlare del progetto “bosco verticale” e si percepisce chiaramente quanto entusiasmo li animi! Si alternano battute e si definiscono concetti, ma soprattutto mi raccontano le difficoltà che hanno dovuto superare per creare le due torri, rispettivamente alte 110 e 76 metri. Si entra nel vivo del discorso: il verde! La caratteristica di questi edifici è senza dubbio la presenza di spazi aperti. Ogni appartamento è caratterizzato da ampie terrazze con vere e proprie “vasche” di terra per contenere diverse specie di piante, alte fino a 9 metri, oltre ad arbusti e piante floreali. I numeri sono sbalorditivi: 900 alberi messi a dimora con una superficie boschiva pari a 10.000 metri quadrati. Ma “il bosco verticale” non è solo verde, è un sistema che ottimizza, recupera e produce energia. Il verde aiuta a creare un microclima e a filtrare le polveri sottili create dall’ambiente urbano. Ma il bello deve ancora venire. Gianandrea e Giovanni mi raccontano come si è arrivati a concepire questo verde verticale. Due Botaniche, Emanuela Borio e Laura Gatti, hanno studiato quali essenze fossero le più adatte per questo tipo di progetto mai realizzato prima. Pensate cosa significa portare a dimora una pianta, magari alta oltre sei metri, a quota 100 metri. Oltre alla difficoltà del “trasporto”, bisogna capire e studiare come si comporterà la pianta stessa, anche in funzione degli agenti atmosferici. Per fare ciò, e per fare comprendere la grandiosità della sfida, si è partiti dalla selezione. Barreca e La Varra mi spiegano che tutti gli alberi sono stati acquistati in vivai di tutta Italia, portati a Milano e piantati provvisoriamente in un luogo “di studio”, una specie di nursery dove allevare le piante, studiarle e capire il loro ciclo di vita. Una volta che ogni specie ha dato le informazioni necessarie, le piante sono state collocate nello spazio precedentemente “pensato” per loro. la messa a dimora infatti non è stata casuale, bensì studiata a tavolino per andare incontro alle esigenze di ogni singola essenza. Sulle facciate a sud sono state inserite piante diverse rispetto alle facciate nord, est e ovest proprio per assecondare le esigenze di luce di ogni singola specie. Ma non è finita qui. Per garantire al verde verticale la manutenzione necessaria è stato studiato un planning, suddiviso in sei interventi annui, che garantirà tutti i cicli di concimazione, potatura e antiparassitari necessari alle piante per vivere bene e a lungo. Squadre di giardinieri specializzati effettueranno gli interventi sia all’interno delle terrazze che all’esterno, garantendo sempre un effetto curato delle due “torri verdi”. Un altro aspetto fondamentale è l’acqua. Le piante vivono se ci sono luce e acqua. Per garantire il giusto approvvigionamento idrico, un sofisticato sistema di irrigazione automatica provvederà a fornire l’acqua necessaria ad ogni singola pianta. Un sistema di rilevamento dell’umidità, studiato per ogni singola specie, calcolerà la giusta dose d’acqua da somministrare! Una vera chicca tecnologica. Ma le torri sono anche luogo per abitare, gli appartamenti sono composti non solo da bellissimi spazi esterni, ma anche di lobbies, aree comuni, area gioco per bambini, sala fitness, sala lettura, sala biliardo e sala home theatre. Oltre ciò, le due torri sono munite di sorveglianza a 360°, domotica, drop-off per auto con ingresso diretto all’ingresso dei palazzi, una conciergerie diurna e notturna, un posteggio biciclette, uno per passeggini e un’area di attesa per gli ospiti. Insomma, tutto è stato curato in ogni minimo dettaglio per garantire ai suoi abitanti il massimo del comfort! Milano si è aperta a nuovi e fantastici progetti! A breve, passeggiando per questo nuovo quartiere, si avrà la sensazione di essere circondati dal verde. Il Bosco Verticale è un progetto che senza dubbio cambierà il volto della città, mettendo in competizione Milano con le altre grandi metropoli europee e mondiali. Un plauso agli Architetti che hanno osato, che hanno saputo reinventare il concetto di verde al servizio dell’architettura e della città. Un verde fruibile da tutti, bello da vedere e utile, uno dei nuovi simboli della Milano che verrà.

Luca Medici

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Tratto da Milano 24orenews mgazine Luglio/Agosto 2013

 

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