MILANO. CAMPUS DELLA PACE DAL 10 AL 15 FEBBRAIO

NON SOLO SANREMO!

CAMPUS DELLA PACE DAL 10 AL 15 FEBBRAIO

“SETTIMANA DELLA PACE”

OLTRE MILLE GIOVANI SIA ITALIANI CHE DI ALTRI STATI

a GRATOSOGLIO, ROZZANO e MILANO

Roberto Usardi  Resp. CFP - AfolMed di Rozzano e don Giovanni ideatore e coordinatore della Settimana della Pace

EVENTI INTERCULTURALI

ARTISTICI, SPORTIVI, MUSICALI ED ESPERIENZE DI VOLONTARIATO

La Settimana della Pace è un Campus, un modo innovativo per riunire i giovani di varie etnie Europee e di paesi extra Europei, mostrando le differenze culturali e religiose. È un’iniziativa che intende sensibilizzare contro razzismo e discriminazioni.

“La Settimana della Pace è un Campus ovvero una esperienza di convivenza per adolescenti e giovani di culture e religioni differenti, nata a Gratosoglio,” spiega don Giovanni Salatino, vicario parrocchiale incaricato della Pastorale Giovanile al Gratosoglio, “L’idea ci è venuta dopo i tragici attentati di Parigi. Allora avvertivamo che il tessuto di convivenza del quartiere si stava sgretolando. Così abbiamo realizzato questa iniziativa che anche nel 2019 rappresenta un'azione simbolica: una settimana di pratiche sportive, di visite alla città, di riflessioni e di laboratori creativi ma anche di spazi condivisi di preghiera assieme, di scambi di esperienze di vita e di volontariato, tra persone e giovani di varie etnie e diverse religioni. Perché solo nel concreto, incontrandosi, con eventi, veglia interreligiosa, cene multietniche si può comprendere che la pace e la coesistenza non sono solo un'utopia irrealizzabile”.

gli studenti della terza INFO B  del CFP di AFOLMed a  ROZZANO che si occupano della comunicazione della Settimana della Pace

Sono parte attiva gli studenti del Liceo Parini, Kandinskij, CFP di Rozzano, Varalli e Berchet. La quarta edizione del “Campus di Educazione alla Pace” ha il titolo: “ De-centramento – centro e periferia, oltre ogni confine esistenziale” ed ha un fitto calendario di iniziative che si svolgono a Milano, Rozzano, Gratosoglio dal 10 al 15 febbraio a cui saranno presenti anche diverse autorità. “E’ importante che i giovani possano collaborare nella realizzazione degli eventi; gli studenti interagiscono tra loro e sono coinvolti sia per l’ambito catering che per la promozione della Settimana della Pace; imparano cosa vuole dire cooperare e ascoltare esperienze di vita e volontariato positive”, dice Roberto Usardi, Resp. CFP AfolMed. Iniziative particolarmente attese sono la lezione del Prof. Charmet al Castello Sforzesco mercoledi 13 mattina sulla "Bellezza dell'incompiuto" ovvero una lettura psicanalitica per prepararsi a contemplare la Pietà Rondanini di Michelangelo, in cui risuoneranno i temi delle periferie esistenziali e dell'adolescenza; una veglia interreligiosa di preghiera per la pace che unirà assieme cattolici, buddisti, islamici e rumeno-ortodossi alla presenza dell'Arcivescovo di Milano Mons. Delpini e con la partecipazione del Sindaco Dott. Sala; venerdì 15 alle 10 al centro Asteria l'incontro-testimonianza sulla scelta di difendere la Sarajevo assediata negli anni del conflitto bosniaco del già Generale Jovan Divjak e, terminata la guerra, la scelta di aprire un'associazione a sostegno degli orfani di guerra. Degni di nota anche il percorso di osservazione di alcuni studenti dal centro di Milano alla periferia e la restituzione che faranno all'Assessore ai Lavori pubblici e alla Casa Prof. Rabaiotti e al sociologo dell'ambiente e del territorio Prof. Petrillo; e infine la giornata di volontariato che impegna il 14 febbraio oltre 100 studenti in una decina di realtà associative della città. Quest'anno il campus si è definitivamente esteso alla città di Milano coinvolgendo sin dall'inizio nella progettazione alcune scuole dal centro alla periferia e il Servizio Giovani del Comune di Milano e lo staff della Vicesindaco. “Il tema tocca un altro fondamento per la convivenza di pace nella città: l'integrazione fra il centro e la periferia di Milano,” spiega don Giovanni Salatino, “Il centro non può rinunciare alla profezia di umanità che si sprigiona dalle periferie e la periferia non può smarrire il suo centro attorno a cui orbitare, pena la disgregazione e il degrado. I giovani di una e dell'altra parte della città sono chiamati, a partire dal riconoscimento della dignità dell'uomo e nella concreta possibilità di emanciparsi attraverso la cultura e il lavoro, a dare un nuovo volto alla città contro ogni chiusura e discriminazione”. Il programma è reperibile al blog www.campusdellapace.altervista.org su cui è ancora possibile iscriversi.

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