LE NUOVE SFIDE DI REGIONE LOMBARDIA PER I MALATI CRONICI

"La presa in carico del paziente: sostenibilità  economica,

appropriatezza prescrittiva  e adeguatezza terapeutica”

convegno cb

UN MODELLO INNOVATIVO PER  UNA RIQUALIFICAZIONE DELLE CURE PRIMARIE

 A FAVORE DEL RAFFORZAMENTO DEL DIALOGO MEDICO-PAZIENTE

RIFORMA SANITARIA LOMBARDA:

UNA GRANDE SFIDA  CHE SI VINCE UNITI SUL TERRITORIO

In Regione Lombardia diciotto miliardi e mezzo sono dedicati alla gestione socio-sanitaria, e con l’incremento dei malati cronici, urge una svolta organizzativa perché a  loro va il 70 per cento delle risorse. “Questa riforma è un atto di coraggio a favore di piani di assistenza individuali per i cittadini e rappresenta una autentica rivoluzione culturale oltre che gestionale”, ha detto Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia, a Milano ad una platea di oltre 200 tra operatori sanitari, farmacisti, medici di base, associazioni di pazienti, direttori di strutture sanitarie pubbliche e private, medici specializzati ad un convegno  nazionale organizzato da Motore Sanità all’hotel Hilton, Se in precedenza tra pubblico e privato c’era una sana concorrenza in competizione virtuosa a favore dei pazienti, ora, con questa riforma, promuoviamo una collaborazione virtuosa, una sana alleanza tra ospedali e territorio, per avviare una modalità di condivisione di dati per la presa in carico del singolo paziente, soprattutto per l’incremento di malati cronici. Hanno aderito il 48 per cento dei medici di base, uno su due: è un risultato positivo. Dal primo gennaio a tutti i malati cronici arriverà una lettera dalla Regione con indicazione delle strutture di riferimento: 294 gestori. Il Piano di assistenza individuale è personalizzato. Si eviteranno gli accessi errati e impropri ai pronto soccorsi, negli ospedali si ridurranno  le liste di attesa perché vi andranno solo le persone che è giusto che vi si debbano recare. Sono sicuro che il cento per cento dei medici di base aderiranno anche per richiesta degli stessi pazienti nei prossimi due anni, in quanto questo modello sanitario toglie anche ansie ai caregivers, ai familiari a medio e lungo termine”. I temi trattati nella giornata sono stati vari dal ruolo centrale del medico di medicina generale alle farmacie, quali presidio assistenziale del malato cronico, all’interazione tra realtà pubbliche e private, all’innovazione con soluzioni di telemedicina e di homecare.

foto 29.11.17 tavolo relatori

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda in cui tutti gli attori coinvolti nella riforma sanitaria regionale hanno evidenziato i punti salienti del work in progress dell’implementazione territoriale delle scelte regionali per la presa in carico del paziente soprattutto cronico. È emerso che gestire il paziente cronico richiede  multidisciplinarietà, un lavoro in rete (rete di diagnostica, servizi cognitivi etc.), dei percorsi condivisi, una innovazione di metodo con un connubio socio-sanitario di assistenza ed ascolto permanente, continuativo, traininig, case manager per le cooperative dei medici di base. È stato evidenziato, dal dibattito della giornata di Motore Sanità, che è necessario condividere i dati dei singoli pazienti ed armonizzare i servizi a favore deicittadini. L’accompagnamento del paziente nel suo iter di cura punterà a migliorare la qualità di vita del cittadino con  una integrazione socio-sanitaria territoriale. La centralità dell’assistito rimane il clou del lavoro del medico di base. Tre delibere regionali attuative della legge 23 Art. 9, è stato ricordato, mettono in primo piano il fatto che l’integrazione sanitaria deve diventare sistematica: si supera il concetto di ospedale territorio, il paziente con il suo percorso PIA comprenderà meglio i suoi bisogni ed avrà risposte più veloci per la sua assistenza. Sono stati presentati i dati della stratificazione clinica dei cittadini lombardi su cui si è modulata la riforma per dare risposte ai bisogni reali: sono 150mila i pazienti con fragilità clinica (con 4 o più patologie); 1.300.000 i pazienti con cronicità polipatologica; 1.900.000 i cittadini con cronicità iniziale di una patologia e tre milioni i pazienti non cronici, mentre sono ben 3.500.000 i cittadini non utilizzatori del sistema sanitario. Inoltre i relatori hanno evidenziato che, con questa riforma, si responsabilizzano sia i medici di medicina generale che gli stessi pazienti per un percorso di cura condiviso. Il  cittadino deve essere libero di scegliere chi lo assiste, ma c’è una nuova sfida per personalizzare l’assistenza e razionalizzare la “presa in carico” dei pazienti, soprattutto quelli cronici.

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

Eventi