Roma. Convegno sulle nuove frontiere della lotta al cancro

La Presidente AIOM Stefania Gori con Paola Neri Silvio Garattini e Fabrizio Nicolis

Roma. Convegno sulle nuove frontiere della lotta al cancro

Oggi il 54% degli uomini e il 63% delle donne colpiti dal cancro sconfiggono la malattia. In un ventennio (1990-2009) la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata rispettivamente del 15% e dell’8%. Un obiettivo raggiunto grazie alle campagne di prevenzione e ad armi sempre più efficaci, come quelle che rientrano nell’oncologia di precisione. Un approccio a cui AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Fondazione AIOM dedicano oggi e domani a Roma un convegno nazionale. Per la complessità dei temi trattati, AIOM ha ritenuto fondamentale coinvolgere nel convegno esperti appartenenti a varie società scientifiche (SIAPEC-IAP, SIBioC, SIF). Inoltre, per facilitare un’adeguata informazione ai pazienti e ai cittadini, Fondazione AIOM terrà domani una sessione parallela durante il convegno.

“Ogni persona colpita dal cancro presenta caratteristiche che la differenziano dagli altri pazienti oncologici – afferma Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Per questo si parla di oncologia di precisione: grazie a dati biologici e clinici, è possibile individuare le caratteristiche del cancro che colpisce la singola persona e costruire una terapia su misura, cioè la strategia di trattamento migliore per ogni paziente.

Oggi sappiamo che non esiste ‘il’ tumore ma ‘i’ tumori, e che la malattia si sviluppa e progredisce diversamente in ogni persona. Le conoscenze delle alterazioni genetiche e molecolari dei tumori sono notevolmente aumentate negli ultimi anni, anche grazie alla disponibilità di nuove tecniche di indagine. In particolare, è stato possibile individuare, in alcuni sottotipi tumorali, peculiari alterazioni genetico-molecolari che rappresentano non solo la causa di alcuni tipi di neoplasie ma anche i punti deboli che possono essere attaccati con armi”. Queste alterazioni, chiamate anche biomarcatori, permettono di individuare i pazienti che possono rispondere alle terapie target (cioè a bersaglio molecolare), disegnate per colpire in maniera precisa e specifica il bersaglio a cui sono destinate. “Anche l’immuno-oncologia, che si fonda sul potenziamento del sistema immunitario contro il tumore, rientra nel concetto di oncologia di precisione – sottolinea la presidente Gori -.

Oggi un solo biomarcatore viene utilizzato nella pratica clinica per la prescrizione di alcuni farmaci immunoterapici, ma sono in corso molti studi internazionali per valutare vari biomarcatori utili all’identificazione dei pazienti che possono trarre maggiori benefici da questa terapia”. “Alla base della precisa selezione del paziente in relazione alle caratteristiche molecolari della neoplasia, vi è infatti, nei pazienti accuratamente selezionati, il potenziale maggior beneficio clinico ottenibile rispetto al trattamento tradizionale – spiega Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM -. Grandi vantaggi che possono essere garantiti anche da una ‘attenzione costante’ agli effetti collaterali. Gli effetti collaterali devono essere conosciuti dagli oncologi e ri-conosciuti quanto più precocemente possibile quando si manifestano al fine di assicurarne una gestione ottimale. Anche i pazienti devono esserne informati: ecco perché Fondazione AIOM da anni sviluppa il progetto dei Quaderni informativi per i pazienti oncologici, disponibili sul sito di Fondazione AIOM”.

Stefania Gori presidente AIOM - Dario Bordet direttore testate 24orenews e Fabrizio Nicolis presidente Fondazione AIOM. Aprile - Galà di solidarietà a Milano

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