Milano. World Thrombosis Day | 13 ottobre

Milano. World Thrombosis Day - 13 ottobre 2019 

Milano - World Thrombosis DayL’Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus (Alt) aderisce alla sesta edizione del World Thrombosis Day, giornata che in tutto il mondo viene dedicata alla sensibilizzazione sulla Trombosi come meccanismo di malattie note con il nome dell’organo, come Infarto del miocardio, Ictus cerebrale, Embolia polmonare, Trombosi delle arterie e delle vene. Alla sesta edizione della Giornata mondiale della Trombosi, organizzata da ISTH, Società Internazionale per lo Studio della Trombosi e dell’emostasi, aderiscono oltre 2000 realtà provenienti da 100 Paesi. Tema della campagna di quest’anno: la relazione pericolosa Trombosi e cancro.

Il nostro sangue scorre fluido, spinto dal cuore, nelle arterie, nei capillari, nelle vene. Le arterie portano dal cuore alla periferia sangue di colore rosso vivo, ricco di ossigeno, ramificandosi in arterie sempre più piccole e arrivando alle cellule più lontane, dove, trasformate in arterie capillari, cedono alle cellule le sostanze necessarie alla loro sopravvivenza. Sporco e carico di sostanze dannose scaricate nel sangue dalle cellule, il sangue ripercorre poi il cammino inverso, attraverso i capillari venosi che si raccolgono in vene sempre più grandi, e ritornando la cuore. Dal cuore il sangue viene spinto nei polmoni a ripulirsi e a riossigenarsi, e da qui ritorna nelle arterie e il ciclo ricomincia.
Per fare tutto questo giro il sangue impiega solo due minuti: non deve mai fermarsi e non deve mai venire a contatto con altro che non siano le piastrelle (endotelio) che foderano l’interno dei vasi, altrimenti coagula diventando gelatinoso e consistente.
Un trauma, l’aterosclerosi, una malattia infiammatoria, un tumore possono infiammare le pareti interne delle pareti e delle vene e attivare la coagulazione del sangue causando la formazione di un trombo, che chiude il vaso e provoca un evento che prende il norme dall’organo colpito: infarto, ictus cerebrale, embolia polmonare, Trombosi delle arterie o delle vene. La Trombosi può èssere molto grave: dipende da quale vaso e quale organo colpisce.
I trombi che si formano nelle arterie fanno morire le cellule provocando infarto o ictus, i trombi che si formano nelle vene rallentano il ritorno del sangue al cuore causando dolore e gonfiore (flebite) e spesso liberando frammenti che attraverso il sangue arrivano al polmone causando embolia polmonare.
La Trombosi non va mai sottovalutata perché può cominciare come una “flebite” in una gamba e arrivare al polmone: a volte si risolve da sola, ma anche in questo caso non va sottovalutata perché può essere un campanello d’allarme di qualcosa di più grave.
La coagulazione del sangue è un processo che si attiva per una buona ragione: per fermare una emorragia, per guarire una ferita o una infiammazione. Ma deve essere limitato nel tempo e nella estensione.
I pazienti che hanno un tumore hanno un sangue che coagula più del normale: sono quindi più esposti al rischio di avere una trombosi. Trombosi e cancro sono due killer molto temuti: oggi sappiamo anche che esiste una relazione pericolosa fra questi due nemici. La Trombosi può essere addirittura il primo sintomo di un cancro misconosciuto: non a caso, quando si verifica una trombosi, in assenza di un fattore scatenante noto come fattore di rischio, si eseguono accertamenti mirati ad escludere un cancro nascosto. Il cancro provoca nel nostro organismo uno stato infiammatorio generalizzato, che attiva i fattori pro coagulanti. La probabilità di Trombosi in generale aumenta in caso di:

  • immobilizzazione prolungata per una malattia, soprattutto se accompagnata da febbre 
  • intervento chirurgico recente
  • trauma o una ingessatura
  • malattia autoimmune
  • nella donna in gravidanza parto e terapia ormonale
  • lungo viaggio aereo (maggiore di 4-6 ore) in posizione scomoda (sindrome da classe economica)

a maggior ragione aumenta in pazienti con cancro, con chemioterapia in corso, portatori di un catetere venoso centrale.

Conoscere le situazioni che possono aumentare il rischio e i sintomi della Trombosi sono le due armi a nostra a disposizione: diagnosticare e curare presto e bene una Trombosi può salvare la vita, tutti hanno il diritto di saperlo. Un paziente colpito dal cancro potrebbe avvilirsi, se venisse colpito anche da una trombosi, ma su questo abbiamo una in attesa buona notizia: sembra che i farmaci anticoagulanti necessari per curare o prevenire la Trombosi (in particolare le eparine) siano in grado anche di rallentare la progressione del cancro e la migrazione di cellule destinate a produrre metastasi, prolungando la vita di chi è stato colpito dal cancro e dalla Trombosi contemporaneamente.

La Trombosi è un meccanismo che causa malattie conosciute con il nome dell’organo colpito: infarto del miocardio, ictus cerebrale, embolia polmonare, Trombosi arteriose o venose. La ricerca scientifica studia le ragioni per le quali un trombo si forma, i meccanismi attraverso i quali si forma e produce danno, i farmaci che possono prevenirlo e curarlo. I trombi si formano nelle arterie, nelle vene e anche nel cuore stesso, per una attivazione impropria del sistema della coagulazione del sangue. Di questo sistema fanno parte i fattori pro coagulanti, i fattori anticoagulanti, le piastrine (frammenti di cellula che circolano nel sangue in forma inerte ma che si attivano quando vengono provocate), i fattori dell’infiammazione, i fattori prodotti dalle cellule neoplastiche, i fattori della fibrinolisi. Alcune persone sono più fragili nei confronti della trombosi, perché hanno un sangue che tende a coagulare più del normale per ragioni genetiche o acquisite (assetto trombofilico) o per la contemporanea presenza di più fattori di rischio. Queste persone più delle altre dovrebbero conoscere la Trombosi e sapere come difendersi, soprattutto modificando i fattori di rischio modificabili (sovrappeso fumo infiammazione pigrizia ) e imparando a riconoscere i sintomi che possono salvare la vita. La relazione qualitativa e quantitativa fra i componenti della squadra della coagulazione regola l’equilibrio del sangue, facendolo coagulare solo quando serve: se l’equilibrio si rompe si verifica la Trombosi. Conoscere la trombosi, conoscerne i meccanismi e i sintomi, sapere quando e chi rischia di più è fondamentale, è un diritto per tutti, perché permette una diagnosi precoce e una cura efficace. Sul sito www.trombosi.org di ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari onlus si possono sfogliare i diversi numeri del periodico SALTO che spiega con linguaggio semplice che cos’è la trombosi, quali organi può colpire, come evitarla, come riconoscerla e come curarla.

www.worldthrombosisday.org/action/partners-events/
Fondata nel 1969, l’ISTH è la principale organizzazione no profit mondiale dedicata a promuovere la comprensione, la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dei disturbi trombotici e sanguinanti. ISTH è un’organizzazione internazionale di appartenenza professionale con oltre 5.000 clinici, ricercatori ed educatori che lavorano insieme per migliorare la vita dei pazienti in oltre 98 paesi in tutto il mondo. Tra le sue attività e iniziative molto apprezzate ci sono programmi di istruzione e standardizzazione, attività di ricerca, incontri e congressi, pubblicazioni peer-reviewed, comitati di esperti e la Giornata mondiale della trombosi del 13 ottobre. www.isth.org.
ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus è un’Associazione libera, indipendente e senza fini di lucro. Dal 1987 è impegnata a livello nazionale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi: Infarto del miocardio, Ictus cerebrale, Embolia Polmonare, Trombosi arteriose e venose, sostiene la ricerca scientifica, realizza campagne educative mirate a combattere i principali fattori di rischio e a creare consapevolezza sui sintomi precoci delle malattie che la Trombosi determina. Dal 1995 rappresenta l’Italia in EHN, network europeo che riunisce 29 associazioni e fondazioni europee dedicate alla prevenzione delle malattie cardiovascolari ciascuna nel proprio Paese.  

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