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LIBRI. 'DONNE SENZA GUSCIO' DI LUISA POGLIANA

MERCOLEDÌ 17 MARZO 2010

 
Se sei una Donna, e non una "aspirante-uomo", questo libro ti farà bene
...
a cura di Girolamo MELIS


Ecco una pagina scelta a caso:

(.........) Il lavoro può essere un grande piacere. Come il compiere i «doveri» della vita privata è anche manifestazione di amore, così accade con il lavoro. Non solo lavorando si va oltre il dovere, non solo il lavoro può essere fonte di piacere. Più precisamente, il lavoro è luogo dove agiscono i sentimenti e si manifesta l’amore. È un mondo vitale, un’attività creativa e dunque anche piacevole: la donna che lavora non solo crea cose, non solo crea se stessa, crea anche relazioni.
Il lavoro può dunque diventare il territorio franco dove abita la libertà e dove vive la felicità. Il piacere e l’affettività non stanno solo nel privato.
Questo modo di intendere il lavoro è, soprattutto per la donna, certo meno tollerabile della tradizionale rappresentazione che intende il lavoro come necessità. Il lavoro come necessità è chiaramente collocato in una scala di priorità: superato il bisogno, appena possibile, appare normale ritrarsi nel porto della vita privata, luogo deputato degli affetti e della realizzazione personale.
Ma qui vediamo invece un’inversione nei luoghi: succede che il lavoro diventi un po’ casa e la casa diventi un po’ lavoro. Succede che il lavoro diventi, per la donna, strumento di pienezza, luogo di costruzione di un’altra identità, luogo dove si vive un’altra vita, al di fuori della coppia, della famiglia.
Dopotutto, diceva Karl Kraus, «La famiglia è un’interferenza nella vita privata». (Detti e contraddetti, Adelphi 1972)
Viene da dire, con Kraus, che esiste anche una vita «privata», separata e diversa rispetto alla vita di coppia e alla vita familiare. Situazione interessante e coinvolgente, che può però diventare davvero conflittuale con la vita «di casa». Qui non è più solo in gioco il tempo che il lavoro assorbe.
Non stiamo parlando necessariamente di relazioni alternative, più o meno amorose. Bastano a dar corpo a questa «vita di lavoro» vissuta con pienezza grandi soddisfazioni e grandi passioni.
Succede. Per esempio quando lei vola più in alto di lui.
(.......)

*********
E siccome da cosa nasce cosa, ho pescato, in un'altra pagina, un rimando che ti passo pari pari. Luisa Pogliana scrive:
"Annette Weiner, etnografa, agli inizi degli anni Settanta, è tornata alle isole Trobriand, nei luoghi dove cinquant’anni prima aveva compiuto le sue ricerche Bronislaw Malinowski. Ciò che notò non furono differenze legate al tempo passato, ma invece differenze legate al diverso sguardo. Malinowski, osservando quel mondo, l’aveva guardato con occhi maschili. E in certi luoghi, luoghi dove vanno solo le donne, non c’era andato."
Per chi, come me, si è formato anche sull'antropologia culturale e specialmente su Malinowski, questa nota è esplosiva, e mi esorta alla cerca di:
Annette Weiner, Women of Value, Men of Renown: New Perspectives in Trobriand Exchange, University of Texas Press, Austin 1976, p. 12.
Però questo riguarda me. Quello che riguarda te è probabilmente la lettura di "Donne senza guscio" dalla prima all'ultima parola.
LUISA POGLIANA - "DONNE SENZA GUSCIO" - Editore Guerini e Associati
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