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I restauri della chiesa di San Francesco di Treviso dall'archivio Coletti_13 ottobre_Fondazione Benetton

La biblioteca incontra... 2015

Con I restauri della chiesa di San Francesco di Treviso, dalle carte dell’archivio Coletti si apre il ciclo di incontri sulle collezioni del centro documentazione della Fondazione Benetton.

Alberto Alpago Novello sezione sull'asse del transetto ACSF r

Martedì 13 ottobre 2015 ore 18 - Fondazione Benetton, via Cornarotta 7-9, Treviso

In seguito alle occupazioni militari francesi e austriache, iniziate con la caduta della Serenissima Repubblica di Venezia, e alla soppressione dell'Ordine dei minori conventuali francescani ad opera di Napoleone Bonaparte (1806), la Chiesa di San Francesco a Treviso subì danni ingenti, dovuti a continue spoliazioni e atti di vandalismo. Nel 1921 l'edificio, che versava in condizioni disastrose, venne acquisito dal Comune e restituito al culto e alla dedizione dei cittadini grazie all'impegno e alla tenacia dell'Associazione per il Patrimonio Artistico trevigiano, presieduta dallo storico e critico dell’arte Luigi Coletti (1886-1961).

I restauri della chiesa di San Francesco di Treviso, dalle carte dell’archivio di Luigi Coletti è il tema del primo appuntamento de La Biblioteca Incontra…il ciclodi incontri dedicato alle collezioni del centro documentazione della Fondazione Benetton.

Martedì 13 ottobre 2015, alle ore 18, Elena Khalaf e Chiara Voltarel, storiche dell’arte, ripercorreranno le tappe salienti del restauro, avvenuto principalmente tra il 1925 e il 1928 e concluso nel 1942. Lo studio dei restauri, che si è sviluppato finora soprattutto sulla base  della documentazione conservata nel convento trevigiano, ha potuto trovare conferme e nuovi spunti dalla consultazione del materiale del fondo Coletti: attraverso lo studio e l’interpretazione dei numerosi carteggi, fotografie e ritagli di quotidiani, appartenuti allo storico dell’arte trevigiano, è stato infatti possibile approfondire e integrare diversi aspetti del recupero della chiesa curato dallo stesso Coletti. Ne è emersa la trama di un racconto vivo, fatto anche di retroscena e di aneddoti, dove la narrazione dei fatti si sviluppa attraverso le voci dei protagonisti e delle testimonianze dell’epoca. I documenti analizzati rappresentano solo una piccola parte dell’archivio della famiglia Coletti, conservato dalla Fondazione Benetton, che comprende un patrimonio vastissimo, formato da 14.440 volumi e opuscoli, 409 miscellanee tra buste e scatole con articoli, estratti o pubblicazioni, un centinaio di riviste, manoscritti e oltre 200 buste e registri che vanno dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla fine del secolo scorso.

Con l’obiettivo di indagare e valorizzare il patrimonio documentario conservato alla Fondazione Benetton, La Biblioteca Incontra… coinvolge interlocutori che, a vario titolo, ne hanno approfondito l’analisi e lo studio. Condividere con i cittadini e con il pubblico i risultati dei loro lavori e delle loro ricerche rappresenta un’opportunità per fruire in modo inconsueto delle collezioni, che spaziano dai temi del paesaggio alla storia veneta e trevigiana, fino alla storia e civiltà del gioco.

Il programma proseguirà il 10 novembre con un secondo incontro dedicato alla città dal titolo Conoscere per tutelare e valorizzare: il centro storico di Treviso e l’avventura di una tesi di laurea, con gliarchitetti Silvia Roma e Francesca Susanna, con Rossella Riscica e Martina Zanatta. La storia del gioco tra documenti, libri e riviste è il tema che Patrizia Boschiero, della Fondazione Benetton, e Alessandra Rizzi, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, affronteranno il 15 dicembre. Si continua con Arte e scienza militare nella biblioteca della Fondazione Benetton Studi Ricerche: la collezione di Giampaolo Soranzo  assieme a Piero Del Negro (19 gennaio) per chiudere a febbraio con un incontro che esplora le modalità e le tecniche attuali della rappresentazione del progetto di paesaggio, guidati da Anna Costa, architetto e paesaggista e Luigi Latini dell’Università Iuav di Venezia. L’ingresso è libero.

Per informazioni e prenotazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.512103, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

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