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VALLE D’AOSTA. VERRES IL CARNEVALESTORICO 2011

VALLE D’AOSTA

IL CARNEVALE 2011  

Il Carnevale è una festa le cui origini si perdono nella notte dei tempi: alcuni antropologi sostengono che tali celebrazioni simboleggino un sovvertimento dei ruoli sociali per dar sfogo a pulsioni altrimenti dannose, c’è chi invece ritiene tale ricorrenza un passaggio dalla stagione invernale alla primavera, ma in ogni luogo le celebrazioni carnevalesche hanno radici particolari. In Italia, patria di maschere come Arlecchino, Pulcinella, Colombina o Pantalone, il Carnevale si festeggia con musiche, sfilate di carri, travestimenti, e l’immancabile buonumore!

Verrès (AO)

Alla morte di Francesco di Challant, tutti i suoi averi andarono in eredità alle figlie Caterina e Margherita. Mentre quest’ultima, debole e irrisoluta, aveva ceduto i suoi domini alla sorella, quella teneva testa a tutti coloro che desideravano la sua ricchezza, aiutata dal marito Pierre Sarriod, Signore d’Introd. Nel 1450 accadde un fatto tanto insolito quanto sensazionale data l’epoca: il 31 maggio, di buona mattina, Caterina di Challant ed il consorte, scortati da alcuni uomini armati, scendono a Verrès, nella pubblica piazza sottostante la chiesa. Al suono del piffero e del tamburo tutti si mettono a ballare e Caterina, lasciato il consorte, danza con la balda gioventù del paese. L’entusiasmo è al massimo, un solo grido echeggia: “Vive Introd et Madame de Challant”.Il ricordo di quel gesto altamente democratico viene tramandato negli anni e nei secoli. Nonostante la casata degli Challant sia scomparsa e i castelli siano caduti a pezzi, quel fatto rimane nella memoria del popolo, al punto che alcuni Verrezziesi decidono di rievocarlo nel periodo di Carnevale. Come simbolo di continuità tra passato e presente, ancora oggi, dopo più di 50 anni, il sabato di Carnevale, Caterina di Challant accompagnata dal consorte Pierre d’Introd, scende in piazza Chanoux per incontrare il popolo. La vicenda si svolge in mezzo allo sfolgorio delle fiaccole, alle note delle trombe ed ai rulli dei tamburi. Dopo la presentazione del seguito di nobili, finalmente giunge Caterina che al grido di “Vive Introd et Madame de Challant” balla con un popolano.

                    

Dal sabato al marcoledì mattina, Caterina è la Signora incontrastata non solo di Verrès, ma anche del Castello. Il sabato di Carnevale, tra lo sfolgorio delle fiaccole, il rullare dei tamburi, gli squilli delle trombe, il Gran Ciambellano si presenta sulla scalinata di Piazza Chanoux, attorniato da armigeri, arcieri, portabandiera. Il giorno seguente, nel primo pomeriggio, si ripete la presentazione e la sfilata di Caterina, poi si sale al Castello per un pomeriggio di festa dedicato ai bambini. La sera, sempre al maniero, viene servita la cena, seguita da una serata danzante. Il lunedì, al mattino, la Castellana visita i ristori del borgo e si reca alla Microcomunità. Nel pomeriggio, al Castello, sono i bambini di Verrès i protagonisti della festa. Sempre al castello, la sera, si svolge la rappresentazione teatrale di “Una partita a scacchi” di Giuseppe Giacosa, seguita da un Gran Galà. L’ultimo giorno di Carnevale, il martedì, inizia con la distribuzione di polenta, saucisses, fisous, fisous et vin clair de notre, in piazza René de Challant. Nel pomeriggio, si snoda per le vie del borgo una sfilata di gruppi folkloristici e mascherati, carri allegorici, bande musicali, sempre accompagnati da Caterina e dal suo seguito. L’ultimo appuntamento del Carnevale è il Veglionissimo di chiusura al Castello, serata con ballo in maschera.

 

Fonte. UffStampaTafter

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