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MILANO. SARA GIUDICE: ''Perché la Meloni non dice nulla sul bunga bunga?''


SARA GIUDICE A VANITY FAIR


“PERCHÈ LA MELONI NON DICE NULLA SUL BUNGA BUNGA?”

Sulle ali di 12 mila firme raccolte in tre settimane – ha lanciato una petizione a gennaio chiedendo di scegliere quale (giovane) generazione si voglia, se quella delle feste di Arcore o quella che alla fatica del lavoro aggiunge anche la passione per la politica - Sara Giudice, 24 anni, è militante del Pdl da cinque, viene dalla gavetta dei gazebo, dei volantini «e anche degli insulti» nei mercati, è consigliere di zona, ed è una spina nel fianco del partito già dall’anno scorso: contestò pubblicamente l’inserimento della Minetti nel cosiddetto listino blindato di Formigoni alle elezioni regionali. Entrata nel cono d’ombra del partito, ignorata dai maschi, dalle donne di prima fila del Pdl ha incassato silenzi, al massimo l’insinuazione di aver fatto chiasso perché il posto della Minetti in Regione lo voleva lei. A Vanity Fair, in edicola oggi,  smentisce, ribadisce e rilancia.

Lei è andata contro Berlusconi. Non sa chi decide le candidature nel suo partito?

«Ho cercato un confronto con lui, all’inizio della raccolta firme, per spiegare il mio punto di vista. Mi ha negato un appuntamento, anche solo telefonico: ma come, ha avuto il tempo per chiamare Ruby e non lo trova per me che politicamente gli ho dato l’anima? E poi telefona da Gad Lerner e mi annovera tra le “cosiddette signore”? No, guardi, vivo tutto questo con dispiacere, come un tradimento: sono una militante, lui mi conosce, magari solo per nome, e io gli ho voluto bene».

Tornando a una valutazione più politica? 

«La questione che pongo è: vogliamo cambiare le cose, ora? E la pongo a lui, ovvio, a chi sennò? E gli chiedo: presidente, dove è finito tutto il grandioso progetto per il Paese? È rimasta solo la Minetti? Ci sono scelte che noi della base abbiamo accettato, scelte quanto meno dubbie, ma il troppo stroppia». 

Cosa ne pensa della Santanchè?

 «Ecco, un’altra che non capisco. Pensi che quando correva da sola stavo per votarla, mi sembrava su posizioni coraggiose e a Berlusconi rispondeva per le rime (ricorda quando gli rinfacciava di vedere le donne solo in orizzontale?). Per questo adesso non è credibile». 

Tra le donne del Pdl considerate di prima fila ci sono anche Brambilla, Prestigiacomo, Meloni… 

«Brambilla non la conosco; Prestigiacomo non saprei; la Meloni, beh, fa politica da quando aveva 16 anni, è della vecchia scuola di An, può piacermi o meno ma ha una storia: purtroppo anche lei non ha detto una parola. E non è solo un’occasione persa, ma qualcosa di più grave, visto che è ministro della Gioventù».

Insomma, chi promuove? 

«Giulia Bongiorno, anche se è passata con Fini: lei sì che ha spessore e si è fatta da sola. Le pasdaran della situazione in realtà hanno meno carte e molto più da perdere. Per questo sono state chiamate a fare il lavoro sporco, e non possono dire di no: se dal niente hai avuto tutto, devi accettare tutto per non tornare al niente. Una deputata europea mi ha confidato: “Sara, a lui devo tutto, non posso mandarlo nella cacca”».

Ha visto la nuova rubrica Web della Minetti, Il favoloso mondo di Nicole? 

«Ho dato un’occhiata: scrive, ammesso che sia farina del suo sacco e non credo, che “la bellezza non è una qualità minore ma un punto di forza”. E chi ha mai detto che la bellezza va mortificata? Il fatto è che non deve essere il requisito per le donne in politica». 

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