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VALLE D’AOSTA. NELLA ''COUMBA FREIDE'' UN CARNEVALE DI SAPORI


CARNEVALE 2011

COUMBA FREIDE

19 febbraio e il 12 marzo 2011

 

AOSTA. Nell’inverno valdostano il carnevale è uno degli eventi più significativi dell’anno: numerose località rivivono con feste e maschere dall’origine lontana gli arcaici riti propiziatori legati alla fine della stagione invernale e all’arrivo della primavera. Nella Valle del Gran San Bernardo compaiono le Landzette, le maschere tipiche del carnevale dei paesi della “Coumba Freide”, la “valle fredda” per i venti che spirano per gran parte dell’anno.  Anche se la prima notizia documentata risale al XV secolo, è solo nel 1800, dopo lo scollinamento del colle del Gran San Bernardo da parte delle truppe napoleoniche che prende il via la tradizionale sfilata delle Landzette, i costumi ispirati appunto alle divise dell’esercito francese. Cappelli multicolore, abiti curati nei minimi particolari, confezionati interamente a mano, rifiniti con perline e paillettes, adorni di coccarde, fiori e specchi: questi i travestimenti delle Landzette, il cui volto è coperto da una maschera originariamente in legno. Alcuni caratteri devono essere parte della rappresentazione. Non possono mancare l’orso che rappresenta l’avvicinarsi della primavera, le code dei muli a rappresentare i venti che servono per allontanare le correnti d'aria nefaste, gli specchi sui costumi per scacciare gli spiriti maligni, il colore rosso a simboleggiare la forza e il vigore per esorcizzare malefici e disgrazie. Durante il corteo carnevalesco, organizzato di paese in paese nel corso dei mesi precedenti la quaresima, le Landzette sono ospiti della popolazione, visitano le famiglie, entrano nelle case, ballano e scherzano per le strade e nelle piazze, mangiano e bevono ciò che viene loro offerto. Da parte loro le Landzette offrono riti propiziatori, ma anche un pout-pourri  fatto di scherzi, risse, canti, balli, con uno spazio di profondissima umanità nel momento in cui vengono ricordati in modo per nulla triste, ma come se fossero lì ancora a festeggiare con tutti quanti, le persone che ci hanno lasciato nel corso dell’anno. Le Landzette vengono così accolte a gustare un’ottima e ricchissima merenda valdostana che onora il territorio, un tripudio di prodotti della Valle, i più ricchi per onorare gli ospiti. E allora ecco offrire Vallée d’Aoste Jambon de Bosses Dop, Motzetta Bio prodotta solo con carne della valdostana, Fontine Dop Bio e, a ricordare la tradizione che voleva l’unica panificazione dell’anno realizzata in questo periodo, fette di pane nero con Miele e Burro di panna, il tutto abbinato ai più rari vini locali, su tutti uno Chardonnay passato in barrique della Maison Anselmet. Niente di più vero, dunque, del detto “se è di montagna, il gusto ci guadagna”: quando parliamo di Jambon, di Lardo, di Motzetta, di Fontina, di Burro di panna, di Vini, parliamo di un patrimonio enogastronomico ricchissimo, legato a una cultura contadina ‘eroica’ che, in un territorio sicuramente non confortevole, non meccanizzabile, non facile, ha saputo trasformare e valorizzare le materie prime locali, dalle carni al latte, dai formaggi al miele, al vino e alle erbe. Come le Landzette anche certi prodotti sono patrimonio della tradizione.

   
 

Partiamo dal  Re dei crudi: il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses Dop, un prosciutto crudo speziato con timo, ginepro ed erbe di montagna, prodotto unicamente nella piccola comunità di Saint-Rhémy-en-Bosses, a 1600 metri di quota. Grazie a una tecnica di produzione tramandata nei secoli, all’abilità dei suoi curatori e a piccoli antichi segreti, lo Jambon possiede un gusto inimitabile: deciso e aromatico, con una delicata venatura di selvatico. Gioiello di un territorio e di un popolo, tutto il processo di lavorazione è sottoposto a controlli costanti tra cui la scelta delle migliori cosce di suini italiani di razza pregiata, la salatura con metodi manuali e l’attenta stagionatura. Il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses Dop  è distribuito in selezionati punti vendita nelle principali città italiane ed estere. Per completare il tagliere non può mancare il famoso Lard d’Arnad Dop e la gustosa, ma meno conosciuta Motzetta Bio, carne essiccata di bovino proveniente esclusivamente dalla Val d’Ayas. La Motzetta è nata dall’antica esigenza di conservare a lungo la carne per il fabbisogno invernale della famiglia. Preparata con tagli crudi interi, compatti e poco grassi, viene ‘strofinata’ con erbe aromatiche di montagna, sale, spezie e  aromi naturali. In seguito si procede alla sua breve stagionatura, appendendo le porzioni di carne in luoghi freschi e ben arieggiati, per un tempo che varia da uno a tre mesi, a seconda della dimensione del

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