LAZIO. PIANSANO (VT). 20 marzo 2011, ''Per dire no al pesante scempio ambientale di 270 torri eoliche''... di Paolo D'Arpini


Lettera aperta ai Cittadini, Massmedia, Associazioni Protezioniste, Istituzioni Preposte,   è a tutti noto che i lavori per la realizzazione dell’impianto eolico industriale nel nostro territorio dell'alta Tuscia stanno proseguendo a ritmo serrato e a breve il devastante impatto paesaggistico ed ambientale sarà sotto gli occhi di tutti.

 

Noi riteniamo che tale opera sia un attentato senza precedenti alla nostra terra, perché pregiudicherà irreparabilmente ogni ipotesi di sviluppo sostenibile e quindi il futuro delle generazioni avvenire. Per di più, l’intero procedimento di autorizzazione è stato condotto da una ristrettissima cerchia di amministratori che in pratica hanno messo la popolazione di fronte al fatto compiuto, ponendo in essere atti e decisioni che sono al vaglio dell’autorità giudiziaria.

 

Abbiamo lottato con ogni mezzo democratico per scongiurarlo, ma, al momento, una sentenza davvero singolare del TAR Lazio ci costringe ad intensificare l’opposizione con i mezzi legali consentiti: è stato avviato un ricorso al Consiglio di Stato avverso la citata sentenza del TAR del 2 dicembre 2010, e sono tuttora in corso delle istruttorie presso la procura della Repubblica di Viterbo (fascicolo n. 3940/09).

 

Mentre seguiremo con tutta l’attenzione possibile l’iter giudiziario, chiediamo a tutti di partecipare ad una grande dimostrazione pacifica di dissenso, fissata nel nostro paese per domenica 20 marzo 2011. Una dimostrazione che vale per Piansano come per l’intero comprensorio, perché Piansano è in realtà la punta d’iceberg di un progetto che prevede complessivamente 270 torri eoliche in cinque comuni confinanti: Tuscania, Canino, Cellere, Arlena di Castro, Tessennano. Le popolazioni, come al so lito, ne sono state tenute quasi completamente all’oscuro e solo qualcuno ne va prendendo coscienza ora. La manifestazione dovrà essere dunque la voce delle popolazioni contro l’aggressione dissennata a uno dei territori più belli e incontaminati del Paese.

 

Pensiamo che una grande mobilitazione della società civile possa costituire un segnale importante, sia per una più vasta e capillare presa di coscienza, sia come “incoraggiamento” per istituzioni, forze politiche e magistratura. In ogni caso, sarà un gesto di dignità al quale sentiamo di non poterci sottrarre.

 

Piansanesi, non abbiate paura di partecipare all’iniziativa. Essa è al di fuori di ogni schieramento partitico e nasce solo dall’attaccamento alla nostra terra, che abbiamo il dovere di lasciare in eredità ai nostri figli con tutte le sue meravigliose potenzialità. Se non lo facessimo, li avremmo semplicemente traditi.