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Sanremo 2015... un grande successo

01Conti Bis?… Leone voleva dire “Conti bischero!”

di Mauro Caldera

Un festival che ha regalato agli italiani delle belle canzoni che si ascoltano in radio, in tv e su tutte le piattaforme web: l’obiettivo Sanremo è stato raggiunto! Carlo Conti, reduce dalla sua prima sfida sanremese è soddisfatto, così come l’Italia che l’ha seguito e sostenuto. Un conduttore delle e per le famiglie che con grande professionalità ha trasformato l’evento dell’anno in una festa aperta a tutti. Le aspettative e i sogni? Dichiara: «Come mi piacerebbe, tra due mesi, prendere un taxi e sentire il tassista che canticchia le canzoni di Sanremo».

Sanremo per te è…

Dopo Firenze e dopo Roma, Sanremo è la mia terza casa: l’ho vissuto con 30 prime serate e con le mitiche edizioni di Canzonissima. Quel camerino lo conosco bene….e mi fa sentire in famiglia!

Qual è il tuo ricordo legato alla città del festival?

Correva l’anno 1985, quando venni a Sanremo per la prima volta con il mio 127 arancione e il registratorino per intervistare i cantanti. Mi ero messo in testa che volevo intervistare i Duran Duran o gli Spandau Ballet. Naturalmente, ripresi la mia macchinina e ritornai a Firenze, inviato dalla mia radio, senza nessuna intervista. Dopo trent’anni mi sono voluto prendere la soddisfazione di invitare i grandi Spandau Ballet: grande soddisfazione personale.

Quanto Sanremo, oggi, si fa condizionare dai commenti del web e dei social?

Una delle belle novità di questa evoluzione è quella del commento in tempo reale; personalmente non seguo quanto viene detto sui social, non per mancanza di rispetto ma per non essere influenzato da quanto viene scritto. Sono passati i tempi in cui le canzoni si commentavano il giorno dopo al bar.

A Sanremo con la famiglia al completo: quanto è stata importante in questa tua tappa professionale?

È stata la mia ricarica. Il mio figliolo, tra l’altro, proprio durante Sanremo ha compiuto un anno.

Quanto della tua esperienza radiofonica c’è stata in questo Festival?

Ho cercato di farlo esclusivamente con quel criterio. La mia formazione è radiofonica e quando ho iniziato, nel lontano ‘76, ho fatto la più bella gavetta della mia vita. Ogni canzone scelta l’ho selezionata con quell’orecchio radiofonico dei miei esordi assieme alla sensibilità e all’esperienza degli anni, in cui ho vissuto anche il mondo della televisione. Il vecchio direttore artistico della radio è venuto fuori nella scelta delle canzoni: spero di aver fatto un buon lavoro!

Se dovessi tirare le somme di questo Festival?

Sono felice: lo spirito di questo festival si è trasformato in programma televisivo. È stato un festival dedicato alla gente, per la gente, e sono onorato che il pubblico lo abbia apprezzato.

Come hai vissuto il tuo gruppo di lavoro?

Sono orgoglioso delle mie compagne di viaggio che nell’ultima serata mi hanno commosso con la loro letterina: anche se non l’ho dato a vedere mi sono commosso e mi hanno riempito il cuore di gioia. Un ringraziamento speciale va a Maurizio Pagnussat assieme a Riccardo Bocchini, Marco Lucarelli e al Maestro Pirazzoli: siamo una squadra fortissima! Senza dimenticare gli autori, molti di loro, storici - da quando lavoravo ai tempi di Big.

Stai già pensando alla 66ma edizione?

Credo sia prematuro parlare di Sanremo 2016. Ne parleremo tra un mese: orientativamente dico di no perché per me è difficile riproporre questi numeri. Non mi dispiacerebbe ritornare tra qualche anno.

Qual è la ricetta segreta di questo successo?

Ci sono tanti fattori! L’unica cosa che avevo chiesto, quando ho accettato la sfida, era quella di tornare a fare l’Eredità. Gli italiani mi devono vedere come il conduttore di tutti i giorni: non voglio passare dalla parte dei grandi. Non mi dispiacerebbe tornare come direttore artistico. Il cambio arricchisce e rafforza. Entro giugno si sveleranno gli altarini e scopriremo il conduttore della prossima edizione.

Che rapporto hai con le moderne tecnologie?

Il Carlo Conti nazionalpopolare non ha account Twitter: tutti quelli esistenti non corrispondono all’originale: non avrei materialmente il tempo di mettermi a scrivere e non ne sento la necessità.

Hanno detto di te che sei il nuovo Pippo Baudo: cosa ne pensi? Quale taglio hai voluto dare?

Molti mi hanno definito come il prolungamento di Pippo Baudo o Fabio Fazio: il taglio è “alla Carlo Conti” e al mio mondo nazionalpopolare; ho approfittato di questa cassa di risonanza per dare dei piccoli spunti. Tutti cantano Sanremo, voleva essere espediente per invitare degli amici a Sanremo (microidee venute naturalmente).

Qual è stato il tuo brano preferito di questa edizione?

Sicuramente quello di Raf: la musica è soggettiva.

Cosa ne pensi della vittoria de Il Volo?

Il Volo ci darà delle soddisfazioni all’Eurofestival e farà il giro del mondo: il bel canto e la bella musica della canzone italiana si faranno strada.

Una cosa di cui sei particolarmente soddisfatto?

Sono felice di aver portato i giovani in primissima serata: una scommessa che siamo riusciti a vincere.

© Marco Piraccini

Eventi Sanremo 2015    

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