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FINARTE S.P.A., RINASCE LA STORICA CASA D’ASTE MILANESE

Finarte

Una nuova società per tornare leader nel mercato

Un gruppo di investitori ha rilevato il prestigioso marchio fondato nel 1959

e punta a valorizzare l’arte italiana scommettendo sugli strumenti online

e avvalendosi di un team di esperti giovane e competente

La nuova iniziativa imprenditoriale - Finarte S.p.A. - ha l'obiettivo di restituire al marchio professionalità e affidabilità, riportando la casa d’aste a una posizione di leadership nel mercato dell’arte italiana. In programma per l’autunno la prima asta del 2015.

Finarte, con la nuova sede in via Brera 8 a Milano, ha conservato lo storico marchio nato nel 1959 e rinasce per volontà di sei investitori professionali provenienti principalmente da altri settori (management finanziario, electronic ecommerce, corporate finance, consulenza aziendale ai massimi livelli): Diego Piacentini, Senior VP International di Amazon, Rolando Polli, ex Chairman Mc Kinsey&Co, Giancarlo Meschi ex Amministratore Apple Italia, Attilio Meoli, con un passato in Finarte all’epoca della gestione Porro, Marco Faieta già responsabile di grandi commesse ingegneristiche per il Gruppo Finsider e Simona Valsecchi, fiscalista con incarichi negli Organi di Controllo di alcuni fondi di investimento, che hanno affidato a un team di manager e curatori provenienti dal mondo dell’arte il rilancio della casa d’aste.

L’attività sarà affidata a quattro Dipartimenti, ciascuno dei quali guidato da un professionista di grande esperienza nel settore.

Arte Moderna & Contemporanea, diretto da Camilla Prini (ex responsabile Bonhams Italia), che presenterà in catalogo opere dal Novecento Italiano all’Arte Contemporanea;

Dipinti Antichi, affidato allo storico dell’arte Michele Danieli e dedicato ai maestri dell’arte italiana antica, dal XIII al XVIII secolo;

Ottocento, che verrà curato da Marco Bertoli, già consulente di Christie’s New York e curatore di mostre a livello internazionale, senza tralasciare la Fotografia che, affidata alle esperte mani del critico Roberto Mutti, proporrà opere di questo settore in forte crescita.

I quattro Capi Dipartimento si avvarranno di un giovane e capace team di persone, tutte provenienti da altre realtà internazionali del settore.

Anche grazie alle competenze ed esperienze dei soci fondatori, uno dei focus su cui si concentrerà Finarte è quello offerto dalle piattaforme online art trade, così da ampliare a livello internazionale l’orizzonte delle compravendite in asta. “Intendiamo rilanciare il commercio dell’arte italiana nel mondo. Grazie alle potenzialità delle aste online, fenomeno complesso e in grande ascesa, Finarte punta a un orizzonte internazionale. - spiega Giancarlo Meschi, Presidente di Finarte - le piattaforme online permettono di raggiungere nel mondo i player del mercato dell’arte; strumenti preziosi per chi, come noi, vuole scommettere sulla scelta controcorrente di operare nel mercato dll’arte anche dal nostro Paese”.

Innovazione e storia, dunque, dato che l’attenzione delle aste di Arte Moderna sarà sugli artisti del Novecento italiano storicizzati, che negli ultimi anni hanno risentito dei successi in asta degli artisti contemporanei all’estero. Naturalmente l’obiettivo sarà quello di dare a tutte le epoche la degna rilevanza, e, spiega Meschi, “le nostre aste punteranno ad allargarsi rispetto alla vendita dei pochi “soliti nomi” protagonisti delle ultime Italian Sales, trattati dai nostri concorrenti esteri: ci sono almeno altri sette secoli da valorizzare, ed è per questo che vogliamo inserirci in quel vuoto che si è creato negli ultimi anni per diventare la casa di cui tanti collezionisti sentono il bisogno”.

Finarte opererà anche nei settori del Design Contemporaneo e dell’Arte Extra-europea, con particolare attenzione alle opere provenienti da Africa e Asia Centrale, avvalendosi della collaborazione di curatori esterni: il Design Contemporaneo sarà coordinato da Lella Valtorta, studiosa e promotrice di designer contemporaneo internazionale e co-fondatrice della galleria Dilmos, mentre l’Arte Extra-europea sarà affidata a Leonardo Vigorelli, studioso e mercante internazionale alla guida della galleria Dalton-Somarè.

Un’operazione, quella del rilancio del marchio Finarte, promossa e fortemente voluta dall’Amministratore Delegato Attilio Meoli che della Finarte fondata dal banchiere milanese Gian Marco Manusardi conserva un affezionato ricordo: “Ho maturato in Finarte un‘esperienza lavorativa durata quindici anni a cavallo fra gli anni ’80 e ‘90 e ho poi seguito con una qualche apprensione e attenzione le vicende del marchio durante l’ultimo periodo. Ricordando i successi vissuti in prima persona, dalla vendita di Fiumana, ai rilievi del Bambaia, alla Collezione Jucker, ho condiviso l’idea di far rivivere lo storico marchio milanese con Giancarlo Meschi e poi con gli altri investitori. Obiettivo successivo, una volta consolidata l’attività di casa di vendite all’asta, sarà quello di affiancare all’attività “core” quella di art advisory per il sistema bancario e per il mercato finanziario in generale. Accennando brevemente agli aspetti finanziari del progetto, va segnalato che la società ha recentemente deliberato la trasformazione in Società per Azioni e contestualmente un aumento di capitale in due tranche di cui la prima a seicentomila euro, in fase di esecuzione, e la seconda, con delega al Consiglio di Amministrazione, per un ulteriore aumento con sovrapprezzo prevedendo l’apertura del capitale a terzi. Ambizione di medio periodo sarà invece quella di riportare il titolo ad essere quotato sul mercato borsistico.

(Milano, 4 marzo 2015)

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