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SALONE DEL MOBILE MILANO - GIAN LUCA GALLETTI MINISTRO DELL'AMBIENTE AL 500X100 TALK

Gian Luca Galletti Marco Predari Alfonso Femia Achille Colombo  Clerici

Gian Luca Galletti  Achille Colombo Clerici Paola Pierotti“Ho un sogno: una città ricca di verde, non inquinata, non grigia, senza il caos del traffico, dove ci si sposta con i mezzi pubblici, con bici ed auto elettriche, dove si ristrutturano edifici già esistenti e si costruisce soltanto sulle aree ex industriali evitando il consumo del territorio, dove si recuperano le periferie eliminando i quartieri degradati e vi si sviluppano attività ricreative e culturali”. L’auspicio è stato espresso dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti intervenendo, nell’ambito del Salone Internazionale del Mobile di Milano,  a 500x100 talk, seconda tappa dell’iniziativa presentata lo scorso anno alla Fenice di Venezia.

Per contribuire a realizzare la città migliore possibile si sono alternati in quattro giorni e 25 incontri decine di imprenditori, professionisti, sindaci, rappresentanti delle istituzioni, ciascuno dei quali ha portato un contributo di analisi e di proposte.

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, la più antica associazione di proprietari immobiliari d’Italia – quelli, in altre parole, che hanno “fatto” le città – ha richiamato l’attenzione sullo stato attuale delle città italiane coinvolte dalla recessione e in particolare su Milano alla vigilia di Expo:

“Evento – ha esordito – del quale all’estero, per carenza di comunicazione, si parla poco, come ci ha riferito lo storico inglese John Foot, recente autore di un libro su Milano pubblicato da Feltrinelli.

Il problema del futuro delle nostre città è legato alla loro attrattività ed alla competitività a livello internazionale.

Le città italiane partono da una posizione di grande vantaggio in quanto esprimono quella diversità che permetterebbe di giocare il ruolo del fascino: sistema Italia permettendo.

Quanto alla situazione interna del Paese, occorre dire che la crisi economica ed il passaggio culturale che stiamo vivendo - con i processi di dematerializzazione e di finanziarizzazione e in atto, fortemente deterritorializzanti - stanno ulteriormente accentuando il gap tra Milano e le poche aree nazionali competitive da un lato e il resto d'Italia che arranca, d'altro lato.

La nuova finanza internazionale ci sta aspettando al varco ed il rischio di fondo è quello di essere compravenduti estero su estero ed a nostra insaputa.

“Si dirà: ma è irrilevante in una situazione di finanziarizzazione globalizzata. Nient'affatto, crediamo. Soprattutto quando queste vicende sembrano essere l'effetto non di dinamiche fisiologiche, bensì, crediamo, patologiche: conseguenti alla gravissima crisi economica che stiamo attraversando e che attanaglia tutto il settore immobiliare, premuto da un regime fiscale interno penalizzante la maggior parte dei risparmiatori italiani”.

“E comunque, rimane alla fine l'interrogativo di fondo a generare una certa preoccupazione: si tratta di un processo reversibile o viceversa prospetticamente irreversibile ?”.

Al dibattito, coordinato dall'architetto e giornalista Paola Pierotti, sono intervenuti inoltre Silvia Viviani, presidente INU nazionale; Guido Avigdor, direttore creativo, Eggers 2.0; Franco Costa, presidente e ad di Costa Group; Alfonso Femia, architetto -

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