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GORGONZOLA, “CASEUS DIABOLI”

STORIE E LEGGENDE MILANESI

casaroNon si hanno documenti che certifichino la data di nascita del caratteristico formaggio, noto in tutto il mondo, che prende il nome dalla città di Gorgonzola.

Le prime tracce ne darebbero l’esistenza in questa cittadina dell’hinterland milanese tra il XII e il XV secolo; sta di fatto che il centro della produzione per diversi secoli è stato in questa città. Al tempo il formaggio veniva chiamato “stracchino di Gorgonzola”, preparato in periodo autunnale da latte di mucche delle mandrie provenienti dalle zone di Bergamo e Como e che trascorrevano l’inverno proprio della zona di Gorgonzola. Quel nome rimase fino agli inizi del XX secolo, e fu solo la necessità di distinguere e valorizzare il formaggio prodotto nella zona tipica di origine a dargli il definitivo nome di ‘gorgonzola’.

Intorno a questo formaggio si intrecciano citazioni letterarie e leggende. Manzoni ne parla nei "Promessi Sposi": Renzo, fuggendo per le campagne milanesi, giunge infatti in una locanda situata tra Milano e Gorgonzola dove gli viene offerto dello stracchino ‘verde’ e del vino. Perché "stracchino" e non solo gorgonzola? Perché prodotto con latte delle vacche stracche (stanche) in transito che si fermavano a Gorgonzola per riposare.

La leggenda più famosa vuole il gorgonzola come risultato delle pene d'amore di un giovane casaro innamorato, che viveva in un paese delle Prealpi brianzole. Il giovane era innamoratissimo della bella figlia del padrone, che però coltivava con assoluta noncuranza più di un interesse maschile. Un giorno il giovane casaro, distratto dalla vista della sua bella, mescolò sbadatamente due diverse cagliate formando uno strano formaggio. Quando il padrone, annusatolo, si accorse che puzzava, per punirlo lo pagò con il formaggio “malriuscito” a causa della sua distrazione. Con grande sorpresa, all'assaggio, il giovane trovò il formaggio buono e saporito. Si narra che l´unico apporto che l´invenzione gli fruttò fu una bella forma del suo formaggio donatagli dal padrone quando finalmente riuscì a sposare la sua amata! Un'altra leggenda narra che la notte di San Giorgio (il 23 aprile), i contadini rimasti del tutto incantati a guardare una cometa, dimenticarono completamente il latte che, come ogni giorno, avrebbero dovuto lavorare: fu il potere magico della cometa a far nascere il nuovo formaggio dalle “strane venature”.

Un’ultima storia: un eremita di nome Concordio, contemporaneo del vescovo Ambrogio, viene rappresentato nell'atto di donare al vescovo di Milano una forma di formaggio gorgonzola, divenuto popolare col nome di "formaggio del Diavolo". Dice la leggenda che quel nome venne proibito dal vescovo Ambrogio a cui non dovette sembrare conveniente che al nostro tentatore potesse attribuirsi la bontà di un formaggio. Per volontà del vescovo di Milano il ‘caseus Diaboli’ diventò ‘caseus concordiolus’, cioè formaggio dell'eremita Concordio.

Paolo Minotti

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