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I MISTERI DI VILLA SIMONETTA

STORIE E LEGGENDE MILANESI

villa  simonetta milanovilla simonetta ecoUn governatore illuminato nella Milano del ‘500, una nobildonna che faceva strangolare i suoi giovani amanti, una banda che trasformava le feste in festini lussuriosi. Misteri e leggende popolari avvolgono Villa Simonetta, la dimora rinascimentale di via Stilicone 36. Costruita alla fine del XV secolo dal cancelliere di Ludovico il Moro, Gualtiero da Bascapé, eletta a reggia del governatore di Milano Ferrante Gonzaga (figlio di Isabella d'Este), venne ereditata dalla famiglia Simonetta a seguito del richiamo in Spagna del governatore, nel 1555. A dispetto dei luoghi comuni che descrivono come un periodo buio gli anni della dominazione spagnola a Milano, il governatore trasformò in dieci anni la città in un fiorire di allestimenti teatrali, giochi carnevaleschi e iniziative editoriali. Riorganizzò Piazza Duomo e avviò la costruzione delle nuove mura, dette appunto spagnole, la più grande fortificazione militare del ‘500 in Italia, per controllare i dazi e per evitare il diffondersi delle epidemie.

Poi il lento degrado: da reggia Villa Simonetta divenne luogo di feste e, secondo la leggenda, di omicidi. Nel 1820 la villa venne ribattezzata "Villa dei balabiott", perché Baron Bontemp, capo della celebre "Compagnia della Teppa", ne aveva fatto il principale teatro dei gozzovigli della banda. Una "teppa" che Francesco Angiolini nel suo Vocabolario Milanese-Italiano del 1897 definisce: "Una compagnia di giovinastri, prepotenti e crudeli che fanno il male per amore del male e per smania di sbevazzare". Nel 1836 Villa Simonetta venne convertita in asilo per i colerosi e in seguito subì varie trasformazioni: fabbrica di candele, officina meccanica, osteria, falegnameria e caserma. Il nome della villa è rimasto immutato fino ai nostri giorni nonostante i passaggi di proprietàsuccessivi (tra cui le famiglie Castelbarco, Clerici e Osculati): dal ’59 Villa Simonetta è di proprietà del Comune di Milano che, dopo aver effettuato i necessari restauri, ha adibito la villa a sede della Civica Scuola di Musica. La villa ha goduto di molta celebrità anche grazie alla sua acustica: si dice di un'eco incredibile sotto il colonnato del pianterreno. Intorno all’eco si erano sviluppate storie, a volte dai contorni misteriosi… Alcuni sostengono persino che fra le aule si aggiri ancora oggi il fantasma di Clelia Simonetta: si racconta che la nobildonna si divertisse a far strangolare i propri amanti dopo notti d'amore e passione. Lo stesso Stendhal, giunto in villa durante il suo soggiorno a Milano nel 1816, testimoniò di aver sentito risuonare cinquanta volte un colpo partito dalla propria pistola. Ma il bombardamento del 1943 distrusse la villa, poi restaurata, e con essa anche l'eco di questa ‘Villa dei misteri’.

Paolo Minotti

 

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