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MILANO. GIORNATA DELLA MEMORIA. OLTRE 50MILA EURO ALLA “FONDAZIONE PER IL MEMORIALE DELLA SHOAH”

MILANO. Il contributo destinato alla realizzazione di un museo al Binario 21. Molte le iniziative e gli eventi promossi dall’Assessorato alla Cultura “per non dimenticare” – Quest’anno Milano celebra il ricordo delle persecuzioni e dello sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti non solo con una serie di iniziative culturali ed educative, ma anche con gesti concreti che contribuiscono alla realizzazione di un presidio culturale permanente contro l’estinzione della memoria, unico baluardo contro ogni totalitarismo presente e futuro.  È stato liquidato, infatti, alla “Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus”, un contributo di 56.600 euro corrispondente agli incassi della mostra “Maurizio Cattelan” che si è svolta a Palazzo Reale dal 24 settembre al 24 ottobre 2010. Il contributo andrà a supporto delle iniziative per la realizzazione a Milano di un museo della Memoria al Binario 21 della Stazione Centrale. Un Museo che vuol essere una testimonianza permanente in ricordo di tutti coloro che da quel binario partirono per i campi di sterminio e non tornarono. Allo stesso scopo, l’Amministrazione ha deciso di devolvere gli incassi del Museo del Castello Sforzesco e del Museo del Risorgimento del 27 gennaio 2011. “Ho voluto destinare risorse da una mostra di arte contemporanea a favore di un’altra arte non meno importante e non meno discussa: quella della memoria, del ricordare come strategia di pace – ha detto l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory –. In una società come la nostra, in cui spesso i giovani vengono accusati di accidia e indifferenza, sono proprio loro, invece, i nostri interlocutori, quelli a cui affidare le chiavi di un museo che parla di Storia. Mai come oggi – ha concluso – la tradizione giudaico-cristiana è così unitaria nel credere, nel pensare e nel rappresentare la memoria di una cultura che parla di libertà e verità come antidoto all’odio e alla violenza”.  “Ieri il silenzio è stato complicità – ha detto il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri – e anche oggi è così. Ascoltare invece la voce delle testimonianze è sempre utile per la nostra società, che non può e non deve chiudere gli occhi né di fronte al buio del passato, né di fronte ai rischi del presente: l’assenza di memoria, che contiene in sé il germe dell’indifferenza, e l’ignoranza, che contiene in sé il germe della violenza. Hitler voleva che gli ebrei diventassero ‘popolo estinto’ e ogni atto di ricordo e verità serve a far prevalere il Bene sul Male, rafforzando gli strumenti con cui sconfiggere l’antisemitismo di oggi, che non è né nato né morto col nazismo”. La Giornata della Memoria, istituita dieci anni fa con legge dello Stato il 27 di gennaio, inizia in realtà a Milano qualche giorno prima, con una serie di iniziative culturali ed educative, promosse o patrocinate dall’Assessorato alla Cultura del Comune.  In collaborazione con la Casa della Poesia e con l’Associazione “Amici del Museo d'Arte di Tel Aviv onlus”, il 23 gennaio 2011 alle ore 18.00, alla Palazzina Liberty si terrà la serata “Il giorno della memoria dedicato ai giusti", con ospiti italiani e internazionali (Andrea Riccardi, Pino Petruzzelli, Gabriele Nissim, Gad Lerner, Gottfried Wagner). Martedì 25 gennaio 2011, alle ore 18.30, presso la Sala del Grechetto alla biblioteca Sormani, sarà presentato il libro di Anthony Majanlahti intitolato "Roma occupata 1943-44", un capitolo del quale è interamente dedicato al ghetto ebraico della Città Eterna. Mercoledì 26 gennaio 2011, alle ore 9.30, all’Auditorium San Fedele di via Hoepli 3/b, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Il Memorioso – Breve guida alla memoria del bene”, tratto da “Il Tribunale del Bene” e “La Bontà Insensata” di Gabriele Nissim. L’iniziativa è promossa dal Comitato Foresta dei Giusti con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura. I legami tra “Risorgimento e Sionismo” saranno invece oggetto di un incontro che si terrà sempre mercoledì 26 gennaio, alle ore 18.00, presso la sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera (via Balzan 3, angolo via S. Marco 21). Alla conferenza sui legami ideali tra Risorgimento italiano e nascita di Israele interverranno l’assessore Finazzer Flory, Piergaetano Marchetti, Presidente della Fondazione Corriere della Sera; Shlomo Avineri, docente di Scienze politiche all’Università Ebraica di Gerusalemme; Marco Cuzzi, docente di Storia contemporanea all’Università di Milano; David Meghnagi, direttore del master in Didattica della Shoah all’Università Roma Tre; Alceo Riosa, docente di Storia contemporanea all’Università di Milano; il coordinamento è a cura di Piero Ostellino, in collaborazione con l’Associazione Italia Israele di Milano. Sempre presso la Fondazione Corriere della Sera, nel foyer della Sala Buzzati, prima dell’incontro su “Risorgimento e Sionismo”, alle 17.30 sarà inaugurata la mostra “Per non dimenticare la Shoah. Documenti e fotografie  dalla Collezione Gianfranco Moscati”. L’esposizione, aperta fino a giovedì 3 febbraio, (da lunedì a domenica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00) con ingresso libero, mette in mostra 40 pannelli, formato cm 67 x 97, selezionati tra gli oltre mille documenti che Gianfranco Moscati, noto collezionista e studioso dell’antisemitismo italiano, ha raccolto durante la sua lunghissima e appassionata attività: un suggestivo percorso che presenta manifesti, quotidiani, fotografie, francobolli, lettere e cartoline postali scritte da ebrei rinchiusi nei ghetti o nei lager nazisti.  

Giovedì 27 gennaio 2011 sono ancora molte le iniziative proposte:

il Cinema Gnomo di via Lanzone 30 propone due proiezioni a ingresso gratuito. Si inizia alle ore 18.30 con “Il falsario - Operazione Bernhard” di Stefan Ruzowitzky (Austria, Germania 2007), vincitore del Premio Oscar 2008 come miglior film straniero. Alle ore 21 seguirà la proiezione di “Monsieur Batignole” di Gerard Jugnot (Francia 2002). Attraverso le vicende dei protagonisti entrambe le pellicole, ambientate negli anni bui del nazionalsocialismo, insinuano nello spettatore il dubbio se e fino a che punto compromettersi per garantire la propria sopravvivenza a scapito delle vittime designate. In
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