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IL SOLENNE INGRESSO DEL NUOVO ARCIVESCOVO DI MILANO


IL SOLENNE INGRESSO DEL NUOVO ARCIVESCOVO DI MILANO

Salutato da oltre 30mila fedeli, l'ingresso del nuovo Arcivescovo Cardinal Angelo Scola che il 25 settembre sotto una pioggia di applausi è entrato ufficialmente a far parte dei porporati ambrosiani.  Nominato direttamente da Benedetto XVI, il 144esimo successore di Sant’Ambrogio ha preso il posto del Cardinale Dionigi Tettamanzi, che ha servito la diocesi milanese per nove anni e che ha detto di Scola, annunciandone la nomina a Milano: «Un uomo di grande cultura, di molteplice esperienza, di forte passione ecclesiale».   

Il benvenuto del sindaco Pisapia

La giornata del cardinale Scola è iniziata a Malgrate, il paese nel lecchese in cui è nato 69 anni or sono. Una breve tappa al cimitero comunale per rendere omaggio alla tomba dei genitori prima di partire per Milano - come da tradizione verso la Basilica di Sant'Eustorgio, il più antico luogo di culto cristiano della città. Qui è stato accolto dal Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e dal Vicario Episcopale della città mons. Erminio De Scalzi, insieme ai tantissimi giovani che lo aspettavano tra canti e manifestazioni di festa. «Sono molto contento di aver potuto dare il benvenuto al nuovo arcivescovo - ha dichiarato il sindaco Pisapia - sono certo che sarà un cammino in comune nell'interesse dei più deboli e degli emarginati per rendere più ricca la nostra città».

«Milanesi, ho bisogno di voi, di tutti voi»

Poco dopo il cardinale si è recato in Duomo dove ad accoglierlo al suo arrivo sul sagrato del Duomo, è stato il suo predecessore il cardinale Dionigi Tettamanzi, che lo ha abbracciato e poi, nella cattedrale, gli ha ceduto il pastorale di san Carlo Borromeo, uno dei maggiori simboli del potere spirituale ambrosiano.  In piazza lo attendevano, oltre alla folla, diverse autorità, come il presidente della Regione Roberto Formigoni, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il prefetto Gianvalerio Lombardi e il presidente della Provincia Guido Podestà. Si tratta «di un grande dono del Papa alla diocesi», ha spiegato Formigoni dalla piazza. Poi, dopo aver attraversato la Piazza, ha fatto il suo ingresso in assieme al vicario generale monsignor Carlo Redaelli, i due segretari arcivescovili, don Luciano Capra e monsignor Gabriel Richi Alberti e il moderator Curiae Gianni Zappa. L'arcivescovo si è poi rivolto direttamente ai fedeli, chiedendone l'aiuto: «Ho bisogno di voi, di tutti voi, per poter svolgere nella gioia e nel lamento questo gravoso compito di cui, ne sono ben consapevole, dovrò rendere conto». Parla da milanese ai milanesi, semplici fedeli laici e consacrati, ai sacerdoti, ai vescovi, spiega di aver bisogno di tutti per fare il vescovo con «gioia» e «senza lamento». E saluta la Madunina.

«Tutto il suo cuore sarà per Milano»

L’Arcivescovo Scola, commosso dell’«impensabile accoglienza» ricevuta ha citato le parole di Benedetto XVI nel momento in cui gli ha consegnato il Pallio: «L'Arcivescovo viene da Milano e tutto il suo cuore sarà per Milano», ricordandogli che le sue origini lombarde gli faciliteranno il compito. Riprendendo un concetto ribadito il giorno prima dallo stesso papa Ratzinger, a Friburgo, parlando ai cattolici laici tedeschi, ha sottolineato la necessità di una Chiesa che torni a farsi prossima alla gente, «per fermare quel processo di separazione fra fede e vita tipico del nostro tempo». Poi, richiamando le parole del suo predecessore, il cardinale Francesco Montini, futuro Paolo VI, ha aggiunto: «un cristianesimo che non investa tutte le forme di vita quotidiana degli uomini, cioè che non diventi cultura, non è più in grado di comunicarsi». Fu questa l’origine, ha spiegato, infine, di quella separazione tra fede e vita che ha portato al deperimento della fede e del vissuto quotidiano delle persone.

«Non perdete di vista Dio!»

«Questo è l’augurio che mi viene spontaneo per la nostra Milano, metropoli illuminata, operosa e ospitale: Milano, non perdere di vista Dio».

Chi è Angelo Scola

È nato a Malgrate (Lecco) il 7 novembre 1941. Ordinato sacerdote nel 1970 nella diocesi di Teramo, Scola ha conseguito il dottorato in Filosofia all’Università Cattolica di Milano e in Teologia a Friburgo in Svizzera. Negli stessi anni e fino alla sua nomina episcopale è stato tra i responsabili del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione (fu legato da  grande amicizia a don Giussani). Dal 1982 insegna Antropologia Teologica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e famiglia della Pontificia Università Lateranense. Nel 1991 è stato nominato vescovo di Grosseto, dove ha esercitato il suo ministero fino al 1995, quando in luglio  Giovanni Paolo II gli ha affidato l’incarico di Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense a Roma e in settembre quello di Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, presso la stessa Università, dove aveva insegnato antropologia teologica. Dal 1996 al 2001 è Membro del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Sulle questioni relative alla sanità ha scritto diversi volumi: “Se vuoi, puoi guarirmi” ”La salute tra speranza e utopia” ”La buona salute e i luoghi della cura”. Il 5 gennaio 2002 è nominato dal Santo Padre Patriarca di Venezia. Il 28 settembre 2003 viene designato dal Santo Padre Cardinale di Santa Romana Chiesa. Dal gennaio 2009 è Membro del Pontificio Consiglio per la Cultura. Il 28 giugno 2011 viene nominato da Papa Benedetto XVI Arcivescovo Metropolita di Milano. Il 21 settembre riceve il Pallio del Santo Padre nella Cappella privata del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo. Domenica 25 settembre 2011 fa il suo ingresso ufficiale nella Diocesi di Milano.


articolo pubblicato su 24orenews Milano di ottobre 2011
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