LOMBARDIA. VALMALENCO (SO). F.A.B. SpA UNA STORIA LUNGA... 5O ANNI - 16 e 17 dicembre


 

VALMALENCO

50 anni da protagonista

nel Turismo e nello Sport

Costituita il 15 novembre 1961, la Funivia al Bernina F.A.B. S.p.A., era frutto dell’unione di circa 700 sottoscrittori, locali e non, che avevano l’obbiettivo di portare il turismo invernale a Chiesa in Valmalenco, così come stava già accadendo nella vicina Caspoggio.

Tra i sottoscrittori del capitale sociale anche il Cav. del Lavoro Francesco Vismara, allora Amministratore delegato del salumificio Francesco Vismara S.p.A. di Casatenovo, che all’epoca rivestiva, per scelta dell’on. Vanoni, anche la carica di Presidente della locale Azienda di Promozione Turistica. La società sotto la presidenza del sindaco di Chiesa in Valmalenco, Schenatti Michele, conobbe agli inizi alterne vicende che la portarono sull’orlo della bancarotta, a questo punto le redini dell’impresa furono prese dal Cav. Vismara, il quale, con grossi sforzi economici personali, seppe portare termine la costruzione degli impianti e traghettare la società verso lidi più sicuri, nel frattempo i 700 soci iniziali avevano abbandonato al suo destino la società così che la F.A.B., da public company quale era, divenne una società a conduzione praticamente familiare in quanto il 93% del capitale sociale fu sottoscritto da Vismara.

La società partì con un ambizioso programma di impianti, furono infatti realizzati un’ardita funivia che dai 1.000 metri di Chiesa in Valmalenco portava ai 2.000 metri dell’Alpe Palù, una modernissima cabinovia ad agganciamento automatico, assoluta novità per quei tempi e tre moderni ski lift  per una portata complessiva di circa 3.000 persone, portata di tutto rispetto per quell’epoca e che permetteva di sciare dai 1.800 metri dei Barchi ai 2370 del Monte Motta, per tracciare le piste, che avevano uno sviluppo di circa 40 km. fu chiamato il mitico Zeno Colò.

Insieme agli impianti furono realizzati anche due moderni ristoranti in quota.

Negli anni ’70 furono aggiunte una seggiovia biposto che permetteva di raggiungere i campi di sci anche dalla località di San Giuseppe ed un quarto skilift su una pista più impegnativa richiesta dalla clientela.  Meta preferita dai milanesi i campi di sci dell’Alpe Palù portarono benessere alla Valmalenco consentendo lo sviluppo di fiorenti attività imprenditoriali sia nel settore alberghiero e della ristorazione, sia soprattutto in quello edilizio, consentendo così alla popolazione di rimanere  nella propria terra senza dover emigrare per cercare lavoro. Dopo un periodo di alterne vicende, la Funivia al Bernina F.A.B., con la guida di Franco Vismara,  figlio di Francesco, avvocato con la propensione all’imprenditoria, che dal 1976 affianca il padre nella conduzione della società,  sul finire degli anni novanta lancia un programma di rinnovamento degli impianti che la portano ad essere nuovamente una delle stazioni più moderne dell’arco alpino e le danno alcuni primati mondiali. Così l’avv. Franco Vismara, validamente supportato dall’amico Livio Lenatti malenchino doc e profondo conoscitore di montagna e di neve, nonché direttore degli impianti  realizza nel breve arco di circa 10 anni:

·     La pista disegnata dal Gustavo Thoeni, votata dai lettori di Sciare fra le 10 più belle piste dell’Arco Alpino;

·     La seggiovia quadriposto ad agganciamento fisso del Monte Motta che è stata la prima seggiovia con tecnologia Pomagaski ad essere realizzata in Italia;

·     La funivia Snow Eagle che con le sue cabine dia 160 posti cadauna ed il dislivello di 1.000 superato con un solo balzo si può vantare dell’ambito titolo di FUNIVIA PIU’ GRANDE DEL MONDO;

·     La seggiovia quadriposto coperta ad agganciamento automatico, San Giuseppe – Barchi – Palù, prima seggiovia in curva realizzata in Italia;

·     La seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico dello Scerscen;

·     La seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico del Sasso Nero,

·     La copertura di quasi tutte le piste con impianti di innevamento programmato così da consentire un ottimo innevamento anche negli anni più scarsi di neve.

 

Nel 2006 la F.A.B., nel generoso tentativo di riavviare l’attività sportiva nella vicina Caspoggio rileva anche quella società arrivando così ad essere l’unico operatore impiantistico della Valmalenco e nel 2008 ospitando le FIS SNOW BOARD & FREE STYLE GRAN FINALS porta la Valmalenco a divenire la capitale italiana dello SNOWBOARD.

 

Per la storia della Funivia al Bernina non vanno dimenticati oltre alla famiglia Vismara, che ha saputo difenderla e farla crescere negli anni e Livio Lenatti direttore della società dal 1990, anche lo storico direttore dott. Gianfranco Ruffini, direttore nei primi vent’anni della F.A.B., l’ing. Pietro Giuppani progettista dei primi impianti e responsabile tecnico della società per oltre 30 anni a cui è seguito il figlio ing. Piergiacomo ed ultimo, ma non per importanza, la guida Alpina Enrico Lenatti che ha insegnato al figlio Livio il molto che sapeva sulla montagna ed al quale si deve la scoperta  e l’indicazione di tutte le più belle zone oggi raggiunte dalla F.A.B.  ed anche di quelle che sono nei progetti futuri della società. Il futuro della Valmalenco e della Funivia al Bernina F.A.B. è oggi in un ambizioso progetto di ulteriore potenziamento sia delle piste che degli impianti che delle infrastrutture alberghiere nella direzione che i primi sognatori della Valmalenco avevano indicato.

 

Oggi la Funivia al Bernina F.A.B. S.r.l. può contare su:

·         1 funivia va e vieni con una portata di 2000 persone ora

·         3 seggiovie ad agganciamento automatico con una portata complessiva di 7.000 persone ora

·         1 seggiovia quadriposto fissa con una portata di 1.800 persone ora

·         4 seggiovie biposto con una portata complessiva di 4.800 persone ore

·         60 kilometri di piste da discesa quasi tutte con innevamento programmato

·         1 anello di sci di fondo di circa 8 km

·         1 Halfpipe omologato per le competizione di Coppa del Mondo

·         1 snow park con video riprese automatiche delle evoluzioni

 

 

Fonte: Uff. Stampa FAB