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GLI STUDENTI DI TRENTO INCONTRANO IL MAGISTRATO GIUSEPPE AMATO

Nell'ambito del progetto "Caro Magistrato Ti Scrivo...", gli studenti dell’Istituto Comprensivo Trento 3, Scuola Bronzetti Segantini, il giorno 9 aprile incontreranno il Magistrato Giuseppe Amato. Sarà per i ragazzi un'occasione per avere un confronto diretto con chi amministra la giustizia, non solo da un punto di vista istituzionale ma anche personale.

Sono 580 in totale le lettere che gli alunni delle scuole superiori di primo grado, una classe per ogni regione Italiana, hanno indirizzato al Magistrato di riferimento sul territorio, nell’ambito della collana editoriale “Caro...... ti Scrivo...”dell’associazione Cultura&Solidarietà, presieduta da Francesco Vivacqua.

La prefazione a "Caro Magistrato Ti Scrivo..." è stata scritta dal Vice Presidente del Csm, Giovanni Legnini, che ha voluto ricordare come "l'Associazione Cultura e Solidarietà ha meritoriamente promosso una sfida importante, quella di coltivare, con le scuole e con questa particolare modalità espressiva, un dialogo costante sul rapporto tra gli studenti, offrendo loro un canale di comunicazione immediato, e i vertici e rappresentanti delle più importanti istituzioni".

Le lettere - ha sottolineato il direttore generale dell'associazione, Nadia Mazzon - sono raccolte in un volume che viene donato dai Magistrati direttamente ai ragazzi che hanno condiviso il progetto e che risponderanno alle loro domande. E con questo sono oltre 12.000 i volumi che Cultura&Solidarietà ha donato nelle Scuole Italiane. Da Aosta a Palermo destinazione Magistrati – È stato accolto con grande entusiasmo anche dal CSM oltre che dal Segretario Generale della Corte Costituzionale Carlo Visconti, quest’ultimo progetto di Cultura&Solidarietà, associazione che ha già coinvolto il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio , il Sindaco di Milano Pisapia, Papa Francesco, in progetti editoriali che avvicinano gli studenti al mondo delle istituzioni.

Non è sfuggito ai ragazzi la consapevolezza di rivolgersi ad una persona importante gravata dalla responsabilità di amministrare la più delicata delle competenze “la Giustizia”, anche se le domande e le curiosità dovevano vertere, rigorosamente, sull’uomo più che sulla Istituzione. Pertanto l’uomo, ancorché magistrato, che deve confrontarsi con i problemi familiari di tutti i giorni. Tanto che molti dei ragazzi scrivono al Magistrato definendolo un supereroe. Anche se alcuni non hanno remore nel rilevare che anche tra i magistrati c’è corruzione e fanno domande del tipo “hai mai avuto a che fare con un Giudice disonesto? Se si lo avete condannato?” oppure “hai mai trovato persone che volevano corromperti? Come hai reagito?”

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PREFAZIONE al libro “Caro Magistrato ti scrivo…”

di Giovanni Legnini

Vice Presidente CSM Consiglio Superiore della Magistratura

Le lettere dei ragazzi ai Magistrati pubblicate nel volume “Caro magistrato ti scrivo...” ci consentono di osservare, da uno speciale punto di vista, la percezione diffusa tra i giovanissimi della funzione e della vita dei Magistrati italiani. Si stratta di testi, scritti da ragazzi e ragazze delle scuole medie, dal sud al nord del paese, che ci sollecitano a riflettere sulla figura del giudice, sulla sua identità e funzione nell’ordinamento e nella società, sulla sua vita personale e famigliare. Sono pagine manoscritte autentiche, volutamente pubblicate in originale anche per valorizzare la pratica della scrittura, che sempre più recede di fronte all’uso delle nuove tecnologie digitali, a volte a caratteri minuti, a volte in grandi caratteri di corsivo o stampatello, ricche di domande, curiosità, interesse e valori propri delle nostre ragazze e ragazzi. Ho accolto con piacere l’invito a scrivere la prefazione a questa pubblicazione, che è parte di un progetto che conta già cinque libri sull’interlocuzione diretta con figure istituzionali e rappresentative, dal Presidente della Repubblica ai Sindaci fino al Papa. L'Associazione Cultura e Solidarietà ha meritoriamente promosso una sfida importante, quella di coltivare, con le scuole e con questa particolare modalità espressiva, un dialogo costante sul rapporto tra gli studenti, offrendo loro un canale di comunicazione immediato, e i vertici e rappresentanti delle più importanti istituzioni. Il fatto che molte scuole, in tutto il paese, abbiano aderito al progetto, attraverso i loro dirigenti scolastici, gli insegnanti, gli studenti, è un bel segnale e al contempo uno stimolo per le istituzioni e il loro funzionamento. Aver scelto di indirizzare le domande, le aspettative, le ansie dei giovani nei confronti dei Magistrati rappresenta una straordinaria occasione per un’estesa riflessione sulla funzione giurisdizionale in questa delicata fase storica nella quale anche l’Ordine giudiziario sembra investito dagli effetti della grave crisi economica e sociale che ha prodotto un affievolimento della fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Non è un caso che da diverse lettere emerga la tendenza ad indirizzare anche nei confronti dei giudici domande, ad esempio sul dramma del lavoro, sull’edilizia scolastica piuttosto che sulla reputazione della politica, che hanno a che fare con la durezza della crisi. Il fatto che le classi hanno approfondito la conoscenza della figura del magistrato attraverso quotidiani, libri, film, televisione, ricerche su internet, accresce l’interesse, sotto tale profilo, per i contenuti delle lettere. E il fatto che si vogliano organizzare incontri per la presentazione del libro in diverse città e luoghi italiani consentirà agli studenti di ottenere risposta alle loro domande, di dare un seguito ai tanti interrogativi che loro hanno proposto, e di sviluppare le ragioni che sono alla base dell’iniziativa editoriale. Conoscenza ed informazione, come ci ricordava Norberto Bobbio, sono le basi della democrazia e di una cittadinanza consapevole. Attraverso le lettere i ragazzi si interrogano sui temi più attuali del rapporto tra il potere giudiziario e la società: corruzione e criminalità organizzata, sicurezza, lunghezza dei processi, sovraffollamento delle carceri, ergastolo e valore rieducativo della pena. Ma anche su questioni più antiche e profonde, che da sempre attraversano il pianeta giustizia: come si fa a decidere?, il giudice ha mai dubbi, ha mai timore di commettere un errore? come si fa a giudicare senza sentirsi affettivamente vicini ad una delle part? e infine, dimostrando un'acuta sensibilità, in tanti si chiedono come si possa giudicare un loro coetaneo, un minorenne. E' merito del progetto aver coinvolto su questi delicati temi gli studenti delle nostre scuole, stimolandoli ad interrogarsi più in profondità sulla figura del giudice, troppo spesso spettacolarizzata, identificata con i personaggi di qualche serie televisiva, o appiattita e schematizzata dai media, anche se è percepibile l’influenza che la proiezione mediatica di talune vicende giudiziarie o di episodi drammatici che hanno riguardato alcuni magistrati ha prodotto tra i cittadini e anche tra i più giovani. Si coglie, scorrendo le lettere, la curiosità verso un mondo di cui troppo poco si conosce: caro magistrato, viaggia sempre con la scorta? perchè ha scelto questo mestiere? riesce ad avere un po' di tempo libero? in base a cosa decide? e poi: ma di preciso, di cosa si occupa? Sono domande destinate a far riflettere chi ha la responsabilità di comporre o rappresentare la magistratura su un tema fondamentale: la comunicazione nel rapporto tra giustizia e società. Non solo, quindi, chi è e cosa fa il giudice, ma anche come vengono comunicate e percepite le decisioni dei magistrati dai cittadini, la loro vita e i loro comportamenti. Alla ripetuta sottolineatura che per fare il giudice bisogna studiare molto ed essere molto preparati, rendendo in tal modo merito ad una professione importante e complessa, si affianca l’evidenziazione della figura dell'eroe incarnata da magistrati che hanno sacrificato la vita nella lotta alla mafia - tema presente quasi trasversalmente nelle lettere di tutti gli studenti. L’attività quotidiana e mediaticamente “non visibile” dei magistrati sembra, invece, poco conosciuta, generando talvolta anche la sensazione di un’incompleta consapevolezza dell’ampiezza della funzione giurisdizionale, il che costituisce a sua volta prova della preziosità della diffusione della cultura della legalità e della giurisdizione nelle scuole italiane. Ritengo, a tal fine, che sia altrettanto importante e prezioso che a questo primo approfondimento segua l'incontro degli alunni con i magistrati, che in tutta Italia hanno dato disponibilità a rispondere di persona alle tante domande già inviate dagli studenti e alle altre che sicuramente, nel corso della presentazione del libro, sorgeranno. Un confronto che servirà alla crescita culturale e civica degli studenti, ma che sarà utile anche ai magistrati, perché l'incontro con i ragazzi è sempre uno stimolo ad approfondire, a capire, a scoprire, a non dare per scontato nulla: è quel "fresco sguardo" di cui il Presidente della Repubblica Napolitano ha sottolineato l'importanza in occasione dell’insediamento del nuovo Consiglio superiore della magistratura. Questa pubblicazione, dunque, è preziosa ed importante per la scuola italiana e per la magistratura: le domande dei ragazzi ci interrogano sullo stato della giustizia oggi in Italia, ponendoci in modo diretto, dal punto di vista di giovanissimi cittadini e senza filtri ideologici, quegli interrogativi che ogni magistrato si pone e deve porsi, per cercare di interpretare al meglio il fondamentale ruolo che la Costituzione gli affida, di amministrare la giustizia in nome del popolo. 

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