FONDI SCUOLA: LE RISPOSTE DELLE UNIVERSITÀ PRIVATE

A cura di Elena Ridolfi

fondi scuolaSi sa che il mondo dell’istruzione è un coacervo di eccellenze da una parte e di forti contraddizioni dall’altra. L’ultima in materia è quella che riguarda l’assegnazione dei fondi ai vari atenei nazionali da parte del MIUR.

La storia è questa: ogni anno le casse statali pagano diverse migliaia di euro per ogni singolo studente iscritto all’università, euro che si vanno ad aggiungere alla retta salata che viene già pagata dalla famiglia del suddetto studente.

Ora, in tempi di crisi, la ragione vorrebbe che questi preziosi fondi fossero erogati secondo criteri di qualità, ed invece quello che accade è che università come quella di Padova, che viene riconosciuta come il centro di eccellenza in Italia in quanto ad organizzazione e ricerca, riceva dallo Stato per ogni iscritto quasi la metà dell’Università della Tuscia che certo figura in cima alle graduatorie per standard di qualità.

Ma c’è di più. Lo stesso Ministero dell’Istruzione devolve ogni anno parte di questi fondi anche agli atenei non pubblici. Ebbene quest’anno è accaduto che, una delle università private di Roma, la Unicusano, si è vista assegnare 100 mila euro di fondi a sostegno dell’istruzione.

Fin qui nulla di strano se non fosse che la stessa Università, per bocca del suo amministratore Stefano Bandecchi, ha pubblicamente annunciato che non solo rinuncerà al fondo e che anzi chiederà al Ministero che tale sostegno non gli venga più erogato.

Il ragionamento di Bandecchi è il seguente; se di università privata si tratta allora è giusto che l’ateneo viva solo delle rette raccolte dai propri studenti. Se questo non accade allora vuol dire che ha fallito il business case che era dietro al progetto iniziale, ed è quindi giusto che l’università chiuda.

Un virtuosismo che è merce rara ai tempi oggi ma che certo depone a favore della maggior capacità organizzativa ed economica di questa nuova frontiera dell’istruzione rappresentata dalle università online.

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