Il Generale e il Pangolino

PANGOLINO

Il Generale e il Pangolino

Coronavirus

 

di Enzo Primerano - Medico Rianimatore

DR. ENZO PRIMERANO

Settima settimana

Ho imparato a rispettarti Generale Covid perché sei maledetto ma leale proprio come un guerriero vero. Ancora tante perdite dal fronte. Cominciamo ad avvertire la stanchezza ed organizzarsi per gestirla al meglio riposando il corpo e la mente. Cominciano a scarseggiare farmaci, materiali respiratori e tutte le armi e cartucce ma è sempre più forte la solidarietà della gente nei nostri confronti che si fa a pezzi per non farci mancare nulla.


Ormai i luoghi hanno una dimensione irreale; gli alberi sembra che non respirino più e gli animali percepiscono un senso di imminente pericolo che li rende nervosi. Ma le vere insidie ci arrivano dagli umani. Quelli che fanno cattiva informazione avocando a se l’autorità di emettere dati distorti. Quelli che ancora davanti alla morte cercano di trarre benefici o profitti dal disastro che ci stai provocando.

La tua cattiveria entra nella profondità delle nostre emozioni e ci fa vedere dritta in faccia la morte quando la gente ormai senza respiro ti invoca di restituirgli quella vita che si sta spegnendo. Quella morte che ci appare come Atropo (la più feroce delle Parche del destino) alta longilinea e dalla faccia mostruosa come la sua malvagia crudeltà. Da lontano sembra una dea ma man mano che si avvicina intravedi la sua ammaliante ferocia che con un colpo di forbice recide il filo della tua esistenza. Ma grazie a te generale ho imparato a smascherare tutti quei nemici del genere umano guardandoli negli occhi.

Hanno occhi impersonali senza emozioni non come gli occhi dei nostri soldati in trincea che sparano piangono, si arrabbiano pregano quando portano soccorso alla gente. Quindi non montarti la testa generale.

Tu con le tue truppe stai portano morte e distruzione appare evidente che il vero problema siamo noi che pur essendo vittime diventiamo tuoi inconsapevoli alleati. Comunque il tuo incedere come per magia ci ha liberato da molti mali della moderna società. Non uscire di casa ha quasi eliminato attività illecite come lavoro nero, spaccio di stupefacenti, prostituzione furti estorsioni che spesso erano mascherate dalle più nobili e legali coperture. i auguro di batterti generale ma la vera guerra sarà dopo.

Bisognerà ricostruire tutto il mondo ripulendolo dalla disonestà intellettuale e morale di molti cosiddetti baluardi della società. E soprattutto ripristinare la biodiversità e l’armonia degli ecosistemi nel nostro pianeta affinché riconquisti il primato di più bel giardino di periferia della Via Lattea.

Le Stelle da lassù ci perdoneranno e ci ringrazieranno con una nuova civiltà fatta di pace e prosperità per molto tempo.

Il Generale e il Pangolino

Tutte le volte che qualcuno si arroga il diritto di cambiare la storia regolarmente cambia la geografia.

Ottava settimana

La nostra battaglia continua. Dopo lo smarrimento iniziale al tuo agguato improvviso adesso siamo pronti consapevoli, equipaggiati, armati, determinati e cattivi. Siamo ormai vestiti con le nostre armature ed elmi per proteggerci dai tuoi fendenti. All'inizio eravamo goffi e distratti nell'incedere ma adesso siamo più attenti ad ogni mossa per poterti schivare e colpire. Sentiamo che stai intraprendendo battaglie in tutto il mondo dimostrandoti stratega di alto livello perché ancora gli altri che ti sottovalutano non riescono a prendere misure efficaci a fermare la tua maestria. Non abbiamo il tempo di piangere e di contare le perdite che ci infliggi che sono molte di più di quelle che dispacci da quartier generale sono soliti, all’ora del te, dare ad un uditorio mediatico sempre più indifferente quando non indignato.

Con l’avanzare della lotta ci stiamo accorgendo che quelli che credevamo nostri alleati stanno facendo il doppio gioco cercando di metterci in difficoltà nel momento del bisogno per avere la meglio alla fine delle ostilità.

Ma ignari della stupidità dei presunti furbi ci hanno fatto due immensi favori. Hanno permesso di smascherare la loro falsa alleanza di comodo anche a quelli che fino alla fine ci avevano creduto. E ancora una volta, caro generale, ti hanno sottovalutato perché con la tua spietata semplicità arriverai anche da loro a ricordare loro la tua grandezza. Hai risvegliato sentimenti di appartenenza e consapevolezza di unità popolare persino a comunicatori e politicanti che fino a ieri ti compiacevano ed oggi si trovano in imbarazzo nel nascondere il voltafaccia di chi si faceva passare per tuo alleato.

Anch’io ormai ho imparato a pensare come te. Tu non hai ideologie o religioni, non conosci ricchezza o povertà, per te non esistono confini dentro e fuori la Terra. Tu sei un essere che cerca la sopravvivenza in un ambiente che non è più lo stesso. Sono spesso gli umani che inconsapevolmente ti rafforzano con la loro mentalità relativa, settaria e spesso piena di contraddizioni.

A furia di pensare come te Generale Covid alleverò anch’io una bestiolina, come il tuo Pangolino, per poterti combattere e ti terrò nascosto, come fai tu, se questa bestiolina è un demone o un’angelo.

E tutto con la benedizione delle stelle.

 

RIANIMAZIONELe Rianimazioni Italiane

e soprattutto quelle lombarde si sono trovate a dover affrontare improvvisamente una patologia ad elevata letalità che ha bisogno di tanti sforzi da parte di team ben rodati a lavorare in equipe. Dopo il primo momento di scoramento, nonostante tornassimo a casa stanchissimi, ci siamo messi a studiare di notte per saperne di più sul virus e sulla polmonite che provoca.

Avevamo già letto la letteratura scientifica che ci proveniva dalla Cina ma lo spirito era più accademico che da attivo combattente. Tutti noi sappiamo di quante risorse umane e tecnologiche c'e bisogno di erogare per avere una sia pur piccola possibilità di averla vinta sul virus. E' legittima quindi la nostra rabbia nei confronti di chi minimizza questa epidemia come un problema che riguarda anziani plurimalati che sarebbero morti comunque.

Non solo NON E' VERO ma diventa anche un'offesa alla dignità dell'uomo giovane vecchio o malato che sia oltre che un offesa al giuramento deontologico che ogni medico ha fatto. Gli anziani, spesso portatori di una o più comorbilità, hanno una ridotta riserva multiorgano che li fa divertare più fragili nei confronti del virus ma la malattia colpisce anche i giovani eccome e spesso anche in forme iperaggressive. E’ evidente che da una analisi statica dei numeri si evince che i primi a morire sono soprattutto gli anziani portatori di gravi patologie ma questa patologia se mal comunicata rischia di lasciare sul campo tante giovani vittime. Ma aldilà di questa considerazione c’è da rammentare che questa epidemia ha provocato il blocco acuto di tutte le prestazioni ospedaliere e sul territorio tanto che molti malati per patologie acute muoiono per non sufficiente assistenza. Infarti cardiaci, Ictus o emorragie cerebrali, i Trapianti i grandi Traumi della strada, Parti complicati rischiano di non ricevere qualificata e tempestiva assistenza per colpa dell’Emergenza COVID-19

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