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SARDEGNA. Carbonia-Iglesias (CI). ''Passaggi d'Autore: intrecci mediterranei'' - GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO


 

Si è chiusa ieri, 8 dicembre, con un grande successo di pubblico la rassegna cinematografica internazionale "Passaggi d'Autore: intrecci mediterranei" 2011. Bilancio assolutamente positivo, nonostante le difficoltà.

Ieri, 8 dicembre 2011, si è chiusa la rassegna Passaggi d'Autore, con la terza serata della sezione “intrecci mediterranei”. Intrecci che si saldano anche in amicizie tra i registi che vivono insieme in un luogo neutro e nuovo per tutti. Intrecci con la comunità di Sant’Antioco e del Sulcis, che per cinque giorni hanno la possibilità di assistere, sentire, dialogare con realtà lontane e sconosciute. Andare al cinema, vedere film in lingua originale, sentire i registi che parlano dei loro lavori è differente. E' come viaggiare, è un viaggio a volte lontano a volte molto più vicino di quello che pensiamo. Vedere il nostro abituale modo di pensare ri-visto da un'altra cultura, da un'altra posizione è assolutamente grandioso, e anche necessario. Un esercizio della mente a cui nessuno è più abituato: la fatica di pensare, di avere una propria opinione. Normalmente le opinioni, sulla televisione italiana almeno, sono già pre-confezionate, basta solo scegliere quale appoggiare o votare... Il cinema è differente, questa rassegna è differente!

L'ultima serata si è chiusa con lavori provenienti da Israele, Marocco, Tunisia, Spagna, Sardegna, Italia, Algeria, Croazia, Palestina. Diversi film avevano come protagonisti i bambini, a volte fortunati, a volte costretti ad una vita difficile. Particolarmente interessante Paper memories, il lavoro di Theo Putzu, opera prima del regista sardo, trapiantato a Barcellona per inseguire il sogno di regista. Il suo lavoro usa la tecnica dello “stop motion”, solitamente usata per le animazioni. In questo lavoro sono state utilizzate migliaia di foto che unite tra loro hanno creato un video col il ritmo dell'animazione, per visualizzare in modo realistico sullo schermo i tempi diversi della nostra memoria. Da sottolineare che il costo del cortometraggio è stato di 80 euro, realizzato insomma con molta molta passione.

Un lavoro originale il film marocchino Courte vie, di Adil El Fadili. Cerca di sfatare molti luoghi comuni della cultura mediterranea: il destino, l’appartenenza ad una classe sociale e la non possibilità di migliorare, il collegamento obbligatorio tra mussulmani e terroristi. Un film divertente, intelligente e coraggioso. Inizia a parlare dei “fratelli”, come una comunità che accoglie persone disperate, molte volte pochissimo scolarizzate, e pronte a dare un senso ad una vita…

Interessante il corto palestinese The clock and the man, di Gazi Abu Baker. Un contesto palestinese dove i ragazzi vanno a lavorare, sognano un futuro e un buon lavoro, si vestono eleganti. La storia di un uomo che sveglia ogni mattina tutti i ragazzi della città che devono prendere il treno per andare al lavoro. La sveglia umana che funziona come il caffè di ogni mattina. Caffè del progetto  “Coffee between reality and Immagination”, un’idea per unire, almeno nel cinema, palestinesi ed israeliani nella passione comune per il caffè.

Molto forte Lel chamel, di Youssef Chebbi, dalla Tunisia. Il racconto crudo della tratta dei clandestini, dove si vede “dall’interno” il funzionamento dei viaggi della speranza. Sono persone che sognano un futuro migliore, lontano dalla miseria della propria terra. Un futuro oltre la riva del mare, che in molti casi non arriverà mai, a volte si muore prima. Gli scafisti sono pagati per uccidere questi disperati e vendere gli organi. Una storia che si ripete in molte zone del mondo, dove la povertà calcola il prezzo di una vita umana.

Di un’attualità disarmante il film croato Mezanin, di Dalibor Matanic. C’è crisi, non si trova lavoro. La bellezza per una donna può essere la salvezza e la condanna allo stesso tempo. Per essere assunta, una ragazza deve superare un colloquio con un capo che pretende il suo corpo. Se lo prende, e distrugge per sempre la vita di quella ragazza.

Finale divertente con La ultima sequencia, di Arturo Ruiz Serrano, dalla Spagna. Una scalcinata troupe cinematografica deve filmare l’ultima sequenza del film. Tra incredibili difficoltà si troverà la soluzione.

Durante la serata è stata premiata la migliore foto del concorso fotografico "Un'isola per una location", dove si sono scoperti angoli dell'isola di Sant'Antioco dove si immagina di montare un set cinematografico. Si è presentato il lavoro di animazione dei bambini della cittadina, aiutati da esperti della cineteca di Bologna e le maestre di Sant'Antioco. L'edizione 2011 si è conclusa, arrivederci al 2012, con molti altri incontri e "intrecci mediterranei".

Circolo del Cinema "Immagini"
Il Presidente

Adriana Pateri

 

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