MILANO. Ecco i giovani vincitori del XXI Concorso Musicale della Società Umanitaria

Arte, estro e talento…

Ecco i giovani vincitori del XXI Concorso Musicale della Società Umanitaria

di Maria Helena Polidoro

La Sala Verdi del Conservatorio gremita di gente. La Giuria del Concorso entusiasta. I premiati visibilmente in tensione. In un parola, una serata straordinaria. Anche per noi dell’Umanitaria, che abbiamo seguito passo passo l’andamento di questo Concorso di Esecuzione Musicale – II Edizione Internazionale, è stato un successo. Sia perché, dopo vent’anni di lavoro, il concorso ha raggiunto un prestigio nazionale e internazionale di cui siamo ben fieri; sia perché, ai tanti partner privati e pubblici (Consolati e Conservatori in primis) che hanno creduto in noi fin dall’inizio, da quest’anno possiamo vantare la prestigiosa collaborazione del Ministero degli Affari Esteri che, insieme agli Istituti Italiani di Cultura all’estero, ha organizzato una bella tournée per i “nostri” musicisti (e ci auguriamo che venga replicata almeno fino al 2015).

Credeteci: sono soddisfazioni. Ma nulla vale quanto le emozioni che ci regalano ogni anno i partecipanti del nostro Concorso, ragazzi e ragazze che spesso cominciano la loro carriera proprio in via Daverio (è successo per Anna Tifu, Alberto Nosé, Mariangela Vacatello e tanti altri). Quest’anno sono arrivati da ben diciassette paesi europei. In tutto una cinquantina di musicisti, età media venticinque anni. C’erano pianisti, violinisti, sassofonisti, arpisti e fisarmonicisti che si sono esibiti da solisti, in duo, in trio o in quartetto. Tutti ospitati da tante famiglie milanesi, che si sono messe a disposizione, aprendo le loro case a questi giovani (a loro la nostra gratitudine).

Li abbiamo seguiti, ascoltati, scrutati tra porte, tende e vetrate, perdendoci nella tensione degli archetti, nella ricchezza delle melodie, per la profondità del ritmo. Per il Concorso, infatti, gli spazi dell’Umanitaria hanno cambiato fisionomia, trasformandosi per una settimana in un dedalo di sale prove, disseminate in tutto l’Ente, dove i giovani concorrenti si preparavano ogni giorno all’audizione. Qualcuno, in verità, ha avuto l’onore di “riscaldarsi” anche nel suggestivo Salone degli Affreschi (che, fin dal 1912, fu la sede prediletta per i concerti da camera della sezione musicale del Teatro del Popolo).

Dopo cinque giorni intensi di prove semifinali e finali, la Giuria del XXI Concorso di Esecuzione Musicale – II Edizione Internazionale (Enzo Restagno, Massimiliano Baggio, Dora Pakopoulos, Amalie Malling, Pavel Trojan, Peter Tuite, Alessandro Solbiati), tra i cinquanta candidati arrivati da tutta Europa (26 solisti, 4 duii, 2 trii e 2 quartetti) ha scelto questi vincitori, ex aequo:

·  Alice BACCALINI, pianoforte (Conservatorio “G. Verdi” - Milano)

·  Rika MASATO, violino (Conservatoire National Supérieur Musique et Danse - Parigi)

·  Atyopsis Duo sassofono e pianoforte, composto da:

§ Alexandre SOUILLART, sassofono (Conservatoire National Supérieur Musique et Danse - Parigi)

§ Matthieu ACAR, pianoforte (Conservatoire National Supérieur Musique et Danse - Parigi)

 

la pianista Alice Baccalini La violinista Rika Masato Il duo con Alezander Ouillart, sassofono, e il pianista Matthieu Acar, pianoforte

 “il vastissimo salone non bastò ad accogliere il pubblico” (1913)

Sabato sera, 26 novembre, il Gran Concerto. Ci spostiamo in una delle sale più rappresentative di tutta Milano, la Sala Verdi del Conservatorio, consci che proprio qui si tennero la maggior parte dei grandi concerti del Teatro del Popolo, con musicisti del calibro di Stravinskij, di Poulenc e di Rubinstein. E guardando la sala stipata di pubblico, ci siamo ricordati della cronaca del concerto verdiano dell’ottobre 1913, quando “il vastissimo salone non bastò ad accogliere il pubblico enorme che dopo aver occupati i duemila posti disponibili, si addensava in piedi per le gradinate, riversandosi infine nel piccolo salone da cui si poteva udire se non scorgere l’imponente massa dei trecento esecutori sotto la direzione del maestro Serafin”.

Ecco, oggi come ieri, i posti vuoti si contavano sulle dita; e chi c’era lo potrà confermare: il concerto dei vincitori non lo dimenticheremo facilmente.

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