"HOW TO SPEND IT" FESTEGGIA IL PRIMO COMPLEANNO: È IN EDICOLA IL NUMERO DI NOVEMBRE

htsit24oreb

 

 

How to Spend It punta sull’Arte

per passione, per business, per charity

La bellezza al centro del magazine del Sole 24 Ore

in edicola da venerdì 6 novembre 2015

E il 10 novembre prende il via The Anniversary Artwork Exibition, iniziativa charity a favore di Save the Children, frutto di un progetto di comunicazione e visibilità integrata che ha conquistato le aziende del lusso.

how to spen it novembreIl nuovo numero di How to Spend it, in edicola da oggi, venerdì 6 novembre, pone al centro l'Arte e ne esplora il potere di trasformazione, che attraversa business, formazione, charity. Un fil rouge dettato dalla “bellezza”. How to Spend it festeggia il primo anno in Italia compiendo un viaggio nel meglio delle capacità produttive e artigianali - dalla moda al design, dalla tecnologia all'alta gioielleria - con un obiettivo charity: sostenere Save the Children e il progetto “Illuminiamo il futuro”.

Un Paese come l'Italia, che su bellezza e qualità della vita fonda la sua fortuna internazionale, ha uno dei tassi di dispersione scolastica più alti d'Europa (il 15 per cento) e un ragazzo su quattro è sotto il livello minimo di competenze quando si tratta di leggere, scrivere, contare. I Punti Luce di Save the Children sono centri ad alta densità educativa che promuovono il talento dei bambini nei quartieri svantaggiati delle città italiane: l'obiettivo dell'Anniversary Project è di aiutare ad aprirne il maggior numero possibile. Ne è nata una vera e propria gara di solidarietà fra le maggiori aziende del lusso. Ciascuna ha aderito all'iniziativa dedicando quello che più e meglio sa fare: tempo e lavoro, know how e manifattura, realizzando un'opera originale e fatta a mano, in un solo esemplare. Il risultato è una mostra, al Mudec, il prossimo 10 novembre a cui seguirà un'asta on line, aperta a tutti, i cui proventi saranno interamente devoluti a Save the Children. Dall'11 novembre e sino al 15 dicembre 2015 si accende la luce su www.charitystars.com/howtospendit.

La bellezzahavalore concreto, misurabile in termini di ‘business’: lo raccontano i maggiori collezionisti di fotografia di moda, nuovo settore di ricerca e investimento, su cui ancora si possono fare affari. Il nuovo numero di How To Spend It dedica un approfondimento al settore del collezionismo di fotografie di moda: in un mercato che spinge a livelli proibitivi i classici stranieri di fotografia, vale la pena, secondo l’autrice dell’articolo Laura Leonelli, puntare sui nomi e sul patrimonio nazionale.

Collezionare fotografia di moda italiana, infatti, equivale a raccontare l’Italia più bella, significa andare alla ricerca dell’inconfondibile stile italiano. Puntare alle opere di De Antonis, Moncada, Castaldi, Barbieri - ovvero dagli anni ’30 alla fine dei ’70 - oggi può rappresentare secondo How to Spend It una forma di investimento sicuramente redditizio.

L’arte ha un valore sia economico che creativo. Lo ribadisce sul numero di novembre del magazine del Sole 24 Ore l'imprenditore Dimitris Daskalopoulos:

«Si può essere fortunati e vivere congiunture favorevoli di grande crescita e rivalutazione. Ma si colleziona soprattutto per passione».

Formare la società attraverso l’arte è un aspetto non meno importante per gli effetti che può avere: la valorizzazione di bellezza e talento può sviluppare infatti anticorpi contro l'impoverimento culturale.

Ne è convinto Sandro Chia, artista toscano fra i più noti e quotati nel mondo e protagonista della copertina di How to Spend It, per il quale l'arte non è solo mercato, né mero piacere estetico, intrattenimento, ma ‘leva del cambiamento’, occasione di relazione e sviluppo. «L'oggetto di qualità, che sia artigianale o artistico, che sia un quadro o una bottiglia di vino, un ricamo o un pezzo design, è un simbolo. Nel momento in cui lo realizzi o lo acquisti, crei un mondo. Tu non compri oggetti, ma vita e tempo».

Nell’intervista di Nicoletta Polla Mattiot al pittore toscano emerge chiara la sua visione artistica ed educativa della bellezza: “Un messaggio di coscienza e di risveglio: la bellezza fa sì che non ci si dimentichi che l’uomo non è fatto per finire.”

Il canone estetico crea così anticorpi contro il brutto, inteso come l’imbarbarimento, la volgarità, il degrado.

 

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

Edicola