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TORINO. SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO 2016: ospiti nazionali e internazionali

salone libro torino b

di Luca Medici

Tra gli ospiti internazionali, spicca Shirin Ebadi, la prima donna mussulmana a ricevere il Premio Nobel per la pace. Indomabile avvocato iraniano, si è sempre battuta per la difesa di donne e bambini dalle brutalità del regime e racconta in Finché non saremo liberi (Bompiani) una storia di coraggio e di ribellione.

Antoine Leiris è l’uomo che a Parigi ha perso la moglie nella strage del Bataclan. La sua lettera ai terroristi, Non avrete il mio odio, è diventata un libro ed esce presso Il Corbaccio. Ha scritto Massimo Gramellini: «Se ciò che chiamiamo Occidente ha un senso, questo senso palpita nelle parole con cui il signor Antoine Leiris si è rivolto ai terroristi».

Grande attesa per l’americana Marilynne Robinson, vera icona nazionale cui ha reso omaggio Barack Obama in persona, rendendole visita a casa sua. La Robinson viene a ritirare il Premio Mondello Internazionale dalle mani di Michela Murgia, giudice monocratico.

La giapponese Marie Kondo (Vallardi) è diventata un caso internazionale con il suo Il magico potere del riordino, proposta di un metodo insieme pratico e filosofico per mettere ordine nelle proprie cose e nella propria vita, che ha sinora coinvolto cinque milioni di persone.

Per la prima volta al Salone l’americano Michael Cunningham con la sua riscrittura noir delle fiabe più famose (La nave di Teseo); i francesi Muriel Barbéry dopo il successo di L’eleganza del riccio con Vita degli elfi (e/o); e Bernard Quiriny (Storie assassine, L’Orma). Ci saranno anche l’indiano Amitav Ghosh che festeggerà anche i 70 anni del suo editore italiano Neri Pozza; Jeffrey Deaver (Rizzoli), Clara Sánchez (Garzanti), l’olandese Tommy Wieringa (Iperborea), il greco Petros Markaris (La nave di Teseo), l’emergente russo Andrej Astvarsaturov, l’americana Wednesday Martin con la sua satira impietosa della ultraricchi newyorkesi dell’Upper East Side e dei loro rituali (Book Me).

Tra i saggisti, Enzo Bianchi dialoga con Umberto Galimberti sul tema della Misericordia. La lezione di Luciano Canfora prende spunto dal suo nuovo libro dedicato a Tucidide e a un’Atene opaca, attraversata da tensioni e conflitti, ma capace di produrre Sofocle, Socrate e Fidia. Massimo Recalcati presenta il suo libro su Lacan, Alessandro Barbero la sua biografia di Costantino, Carlo Ossola il suo intenso profilo di Italo Calvino. Giorgio Ficara si interroga insieme ad Alfonso Berardinelli sulla sopravvivenza della letteratura. Benedetta Craveri presenta il suo elegante saggio Gli ultimi libertini, sette storie di aristocratici francesi che hanno incarnato con suprema eleganza le migliori qualità dell’Età dei Lumi. Alberto Angela racconta le meraviglie di San Pietro. Lo chef Antonino Cannavacciuolo, ormai assurto a star, le emozioni che si possono creare in cucina tra Nord e Sud. Il grecista Giulio Guidorizzi fa raccontare ad Agamennone il mondo omerico, culla della civiltà occidentale. Vittorino Andreoli insegna a costruire qui e ora il tempo della gioia, senza rincorrere un futuro impossibile. Carlo Sini si chiede se l’Occidente, che continua a parlare del proprio tramonto, ne abbia almeno compreso le origini. Infine lunedì i saggi consigli di Paolo Pejrone per «un giardino semplice».

Un vero evento è la prima traduzione italiana del Talmud babilonese (Giuntina), impresa che ha coinvolto 70 redattori e traduttori per un testo che abbraccia ogni aspetto della vita e della legge ebraica, occupandosi anche di scienza, medicina, economia. La illustrano Rav Gianfranco Di Segni, Alberto Melloni, Armando Massarenti e la curatrice Clelia Piperno.

Ritorna al Lingotto anche il Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, che ha appena festeggiato novanta splendidi anni, con il suo nuovo libro-intervista Dario e Dio (Guanda). Con lui Giuseppina Manin.

Al solito molto nutrita la presenza degli scrittori italiani. Tra loro giovedì Claudio Magris e Erri De Luca. Venerdì Antonio Moresco, Roberto Costantini, Rosa Matteucci, Antonio Scurati, Francesca Paci, Elena Stancanelli. Sabato Roberto Saviano festeggia con Mondadori i dieci anni di Gomorra che torna in una nuova edizione aggiornata; Walter Veltroni (con Pippo Baudo e Chiara Gamberale), Dacia Maraini con il suo libro sul desiderio di paternità, Eugenio Scalfari, Antonio Manzini in dialogo con Alessandro Robecchi, Paolo Rumiz, Andrea Vitali (con il campione mondiale di bocce Mauro Roggero), Eraldo Affinati, Antonio Pennacchi, Simona Sparaco, Mario Baudino, l’attore Marco Bocci in veste di narratore delle periferie romane.

Domenica Corrado Augias dialoga con Aldo Schiavone a proposito di Cristo e Pilato, Beppe Severgnini nella veste di esperto viaggiatore, Donato Carrisi, Simonetta Agnello Hornby, Paola Mastrocola con Massimo Gramellini, Giovanni Floris narratore, Marcello Sorgi, Diego De Silva in un reading a due voci con Antonio Pascale, Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini sul passaggio delle storie criminali dal romanzo alla tv, Nadia Fusini, Hans Tuzzi, Caterina Bonvicini, Romana Petri, Massimo Carlotto, Mariapia Veladiano, Gianni Farinetti, Giordano Meacci, Carmine Abate. Lunedì Bruno Arpaia, Vittorino Andreoli, Paolo Pejrone, Giancarlo Caselli. E un pomeriggio all’insegna del calcio, che vede in scena una nutrita pattuglia di juventini storici (Trapattoni, Causio, Tardelli, Gentile, Marchisio) e torinisti.

I Premi letterari: il Mondello Internazionale a Marylinne Robinson e l’Alassio per l’editoria alle Edizioni e/o

Due gli importanti riconoscimenti che si assegnano al Salone. Domenica 15 è attesa al Lingotto un’autrice cult della letteratura americana, Marylinne Robinson, che riceve il Premio Mondello Internazionale dalle mani del suo presidente Gianni Puglisi. È stata indicata dal giudice monocratico Michela Murgia, che ha ravvisato in lei uno dei suoi maestri e con lei dialogherà.

Il Premio Alassio 100 libri. Un editore per l’Europa, giunto alla sua 18a edizione, è un riconoscimento destinato a un editore che si particolarmente distinto nel propiziare lo scambio fra le culture. Il Premio 2016 va alle edizioni e/o di Roma, fondate alla fine degli anni ‘70 da Sandro Ferri e Sandra Ozzola Ferri. Sin da subito la e/o ha portato in Italia le letterature dell’Est, ancora ostracizzate, e sotto la direzione di Milan Kundera ha pubblicato Bohumil Hrabal, Christa Wolf, Kazimierz Brandys e Christoiph Hein. Ha poi aperto alla letteratura americana (Pynchon, la Munro), ai Caraibi (Pedro Juan Gutiérrez), all’Africa (Chinua Achebe), e ha lanciato il genere del «noir mediterraneo» (Jean Claude Izzo e Massimo Carlotto). Una particolare attenzione alla letteratura femminile ha portato al successo le opere di Elena Ferrante, Lia Levi e Alice Sebold. Nel 2005 la e/o ha aperto a New York la Europa Editions per far conoscere agli americani autori italiani ed europei solitamente poco tradotti.

Presidente di turno della giuria è Bruno Ventavoli, responsabile di Tuttolibri. Con lui Giovanni Bogliolo, Ernesto Ferrero, Lorenzo Mondo e Antonio Ricci. Giovedì 12 alle 18.30 nella Sala Blu.

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Lingua Madre, voci dal mondo

Il collaudato format di Lingua Madre,nato dalla collaborazione con la Regione Piemonte, porta all’Arena del Lingotto scrittori e musicisti che hanno saputo collegare le loro culture d’origine con quelle occidentali, operando delle ibridazioni che si sono rivelate particolarmente fruttuose, e hanno segnato innovativamente le esperienze espressive. La conoscenza dell’altro, lo scambio delle culture sono più che mai necessarie in un tempo che procede per brutali semplificazioni.

Lingua Madre 2016 si apre con il ricordo di due grandi scrittrici che ci hanno lasciato di recente, la marocchina Fatima Mernissi e l’algerina Assia Djebar, che hanno portato all’attenzione del mondo letterario il contributo delle intellettuali arabe alla riscrittura della storia e all’emancipazione delle donne da una patriarcato oppressivo, in una prospettiva decisamente e coraggiosamente femminile e femminista (giovedì 12 alle 18.30, con Roberta Mazzanti, Lucia Sorbera e Loredana Lipperini).

Venerdì alle 18.30 l’incontro con il giovane scrittore egiziano Saleem Haddad. Siamo al Cairo, tra i ragazzi di Piazza Tahrir. L’omosessualità del giovane Rasa, repressa dal regime e dai fondamentalisti, diventa una chiave di lettura per smascherare ipocrisie e contraddizioni di un’intera società (Ultimo giro al Guapa, e/o). Con Rosita di Peri.

Alle 20, la scoperta di Ibn Battuta ci porta nel cuore del mondo medioevale, e in uno dei classici più fascinosi delle letterature arabe. Questo coetaneo di Marco Polo parte da Tangeri nel 1325, viaggia per quasi trent’anni, visita decine di Paesi, dall’Africa al Medio Oriente dalla piana del Volga alle Maldive, dall’India alla Cina. Il resoconto delle sue peregrinazioni ci restituisce vivacemente il colore delle civiltà che scopre. La lettura delle sue pagine più belle è introdotta da Claudia M. Tresso dell’Università di Torino, che ha curato l’edizione italiana per Einaudi.

Sabato è la volta della giovane scrittrice marocchina, ma parigina di adozione Leila Slimani che ne Il giardino dell’orco (Rizzoli) racconta la storia scandalosa di una donna in fuga dalla quotidianità attraverso la ricerca compulsiva del sesso (con Elena Stancanelli, ore 13). Ignacio Paco Taibo II si muove con la stessa irruente vitalità nel Vecchio e Nuovo Continente (il Messico, sua seconda patria), tra giornalismo, narrativa e militanza civile. Non a caso il suo nuovo romanzo (La Nuova Frontiera) ha per protagonisti due giornalisti d’inchiesta. Alle ore 17.30 in dialogo con Giancarlo De Cataldo.

Domenica un altro giovane scrittore, Karim Miské, di padre mauritano e madre francese, racconta la difficile ricerca di un’identità culturale, travagliata da opposte visioni del mondo (Fazi). Con lui Fabio Geda (ore 17).

Alle 19.30 un omaggio a Nizar Qabbani, uno dei più famosi e osannati poeti arabi del ‘900, a quasi vent’anni della scomparsa. Il poeta del riscatto arabo e della passione amorosa. Ce ne parla un autorevole conoscitore delle culture arabe, Sinan Antoon, letture di Nabil Salameh, il cantautore palestinese leader dei Radiodervish.

E come sempre al Salone, ogni giorno un appuntamento e infine la cerimonia di premiazione delle vincitrici dell’XI edizione del Concorso Nazionale Lingua Madre, l’iniziativa promossa dal Salone Internazionale del Libro con il sostegno della Regione Piemonte e l’organizzazione di Daniela Finocchi per valorizzare il talento letterario di donne straniere che vivono in Italia e scelgono di scrivere in italiano.

Luca Medici

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