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PORDENONE. 2° EDIZIONE DI R.I.V.E. 2018

RIVE 2018

PORDENONE FIERE  - FRIULI VENEZIA GIULIA

II*  edizioneEXPO - R.I.V.E. 2019 

RASSEGNA RIVE FIERA DI PORDENONE La seconda edizione di R.I.V.E., rassegna internazionale di viticoltura ed enologia si è aperta oggi alla Fiera di Pordenone, l’evento è in programma fino giovedì 29 novembre 2018 R.I.V.E. nasce con l’obiettivo di diventare l’alternativa italiana negli anni pari a Sitevi, il Salone internazionale francese di Montepellier dedicato alla produzione vitivinicola – ha esordito Renato Pujatti, presidente di Pordenone Fiere durante il convegno di apertura - ed offrire agli operatori del settore della filiera del vino un’informazione attuale sulle innovazioni del mercato. E in questo, Pordenone Fiere risulta una location strategica. A dirlo sono i numeri: ci troviamo infatti nel cuore di una delle aree a più alta densità di aziende vitivinicole, a cavallo delle regioni italiane con più alta produttività di vino. Friuli e Veneto insieme producono oltre un quarto del vino italiano è il 2018 si preannuncia già come un’ottima annata: sia per la produzione del vino, +25% in Veneto e Friuli rispetto al 2017, sia per la fiera che ne rappresenta la filiera. RIVE 2018 con i sui 160 espositori e gli oltre 220 marchi segna un aumento del 30% nel numero delle aziende presenti”.  In aumento rispetto allo scorso anno anche il numero dei visitatori già nella prima giornata di manifestazione. Rive è una manifestazione specializzata con un target ben preciso di visitatori:viticoltori, cantine sociali, consorzi di produzione, enologi, vinificatori e distributori, operatori che vengono a R.I.V.E. per conoscere lo stato dell’arte del settore vitivinicolo, confrontandosi con colleghi e produttori di tecnologie,materiali e servizi per la produzione del vino. L’offerta è così interessante che sono in arrivo corriere organizzate da Slovenia, Croazia, e da tutta Italia con operatori, consorzi e studenti di istituti agrari e università.   All’inaugurazione erano presenti anche il consigliere regionale Mauro Capozzella,Augusto Viola della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche che ha ricordato come il settore vitivinicolo coinvolga in Friuli Venezia Giulia 5700 aziende e 26mila ettari di vigneti,Marco De Munari della Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato, Luciano Nonis della Fondazione Friuli, Gianfranco Pilosiodella direttore Generale della BCC Pordenonese che sostiene la manifestazione eGuglielmina Ricci,assessore comunale alle attività produttive di Pordenone che ha spiegato: “Pur nella sua recente storia, R.I.V.E. è riuscita a conquistare l’interesse operatori di settore e a inserirsi in un contesto di espositori sempre più qualificati e numerosi in un trend virtuoso che siamo certi proseguirà anche nelle future rassegne. Il momento attuale è di grande crescita del settore vitivinicolo. E’ un settore che va rafforzato da un punto di vista tecnologico, della ricerca e delle conoscenze allo scopo di realizzare un prodotto sempre più competitivo a partire dalla raccolta delle uve fino alla vendita, anche online, delle bottiglie. Ecco perché è importante aumentare la competitività sul mercato mondiale. Il passaggio obbligato è attuare dei modelli di business attuali e tecnologici e quella di R.I.V.E. è l’occasione giusta. RIVE porta con sé anche la diffusione del nome di Pordenone al di là dei confini regionali e nazionali e la associa all’idea di eccellenza e territorio: mettendo assieme le risorse agro-alimentari, vitivinicole ed enologiche è possibile fare sistema con le risorse ambientali e turistiche creando così un brand unico che attrae i visitatori in una logica di turismo slow”.   Per massimizzare la visibilità di tutto il settore durante le giornate di RIVE sono previste anche visitead aziende del territorio con pullman e accompagnatori messi a disposizione da Pordenone Fiere in collaborazione con la CCIAA. Tra le aziende in cui faranno tappa i tour di RIVE Vini La Delizia di Casarsa, la più grande cantina cooperativa del Friuli Venezia e Vitis di Rauscedo, produttore di barbatelle che esporta in tutto il mondo ed espositore di R.I.V.E. 

Il sistema delle autorizzazioni: le prospettive della viticoltura italiana

Nel corso del primo appuntamento convegnistico della giornata in Sala Zuliani, sono emersi interessanti spunti rispetto al tema delle autorizzazioni.  A partire dal 2016, infatti, è stata introdotta, a livello comunitario, una nuova regolamentazione per quanto riguarda la gestione del potenziale vitivinicolo che procastina per altri 10 anni il blocco degli impianti dando però la possibilità agli stati membri di aumentare per ogni anno la superficie vitata fino ad una percentuale massima dell’1% degli impianti esistenti.  Con l’adozione del regime delle autorizzazioni la comunità ha riconosciuto l’importanza del controllo delle superfici, come strumento per gestire il mercato sospendendo, di fatto, quanto previsto dal Regolamento 479/2008 che prevede la liberalizzazione degli impianti.  Secondariamente si è convenuto sulla necessità di passare da una disciplina rigida, con disposizioni stabilite a livello centrale, ad una più flessibile dando la possibilità agli stati membri di operare discrezionalmente, vista l’ampia variabilità della viticoltura europea, in un ambito - quello della gestione delle superfici - molto rilevante per gli effetti sull’equilibrio del mercato vitivinicolo.  Spiega Vasco Boatto, coordinatore di questo convegno: “A quattro anni di applicazione del regime delle autorizzazioni il quadro che si è venuto determinando risulta molto frastagliato con ampie differenze sia tra paesi membri, sia tra regioni come il caso italiano.  In molti casi, come ad esempio le regioni del Triveneto, l’applicazione del regime delle autorizzazioni non è stata agevole e si è caratterizzata per un forte divario tra richieste di nuove superfici da parte degli agricoltori e disponibilità. Al tempo stesso in altre regioni del paese la situazione è risultata diametralmente opposta. Nel primo caso i vincoli del nuovo regime risultano di freno alle possibilità di sviluppo del settore, senza che questo si traduca in un vantaggio per le altre regioni viticole del paese. Gli studiosi italiani e stranieri invitati porteranno alla conferenza i risultati delle ultime ricerche sulle autorizzazioni dell’esperienza francese, italiana e più in generale europea”.  

R.I.V.E. Pordenone 2018

Sono intervenuti Luigi Galletto del centro CIRVE, Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Padova sul sistema delle autorizzazioni e i riflessi sul mercato e la dottoressa Roberta Sardone del CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia sul sistema delle autorizzazioni degli impianti in Italia.    Da evidenziare che nel nel 2017, in Italia, ci sono state 18041 richieste di autorizzazioni pari a circa 163mila ettari di superficie richiesta. Per il Friuli Venezia Giulia le richieste sono state 1571 pari a 28500 ettari circa.   Spiega Roberta Nardone“Il vigneto italiano si conferma ormai concentrato per i due terzi in appena sei regioni. Dopo un lungo periodo di andamento declinante, dal 2016 emergono i primi segnali di ripresa: fritto sia della nuova dotazione (1%), sia una accelerazione nell’uso di autorizzazioni derivanti dal precedente regime.  La ripresa è però trainata da un numero limitata di realtà che vedono prevalere nettamente l’area del Nord-est caratterizzata da saldi fortemente positivi: il Veneto da solo ha ampliato la propria superficie di poco meno di 10mila ettari (pari all’1,5% del vigneto nazionale al 2017), grazie soprattutto all’uso di autorizzazioni derivanti dal precedente regime. Al contrario, i saldi di molte importanti regioni produttrici appaiono ancora negativi: in Sicilia, Puglia, Piemonte si continua a espiantare di più di quanto non si reimpianti grazie all’1%”.   Il professor Etienne Montaigne di SupAgro INRA di Montpellier ha fatto una panoramica sulla situazione europea, confrontando Italia e Europa ed in particolare la situazione francese e spagnola ed ha spiegato “Attualmente in Europa 3 paesi rappresentano 3-4 della superficie vitata e due sono Paesi ad aver introdotto una soglia diversa dall’1%: la Spagna e la Germania. In Francia, nello specifico, il caso del cognac è l’emblema per cui introdotta una regolamentazione si trova la scappatoia. Con il 1° gennaio 2016, infatti, l’introduzione della soglia dell’1% per le nuove autorizzazioni è stata accompagnata dalla scomparsa della regola fondiaria per cui le aziende vitivinicole francesi dovevano limitare l’approvvigionamento entro un raggio di al massimo 70 km. Con la scomparsa di questa regola, le aziende hanno iniziato ad acquistare parcelle altrove, hanno estirpato e poi ripiantato in cognac mettendo in così in evidenza una grande falla del sistema regolamentativo”.     E’ seguita la tavola rotonda a cui hanno preso parte Augusto Viola della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Alberto Zannol della Direzione Agroalimentare - Regione del Veneto, Bruno Augusto Pinat, presidente dell'Associazione vivaisti viticoli del Friuli Venezia Giulia, Domenico Bosco della Coldiretti, Palma Esposito di Confragricoltura, Domenico Mastrogiovanni della Cia.  Questi alcuni numeri emersi: nel 2013 il Friuli Venezia Giulia contava circa 6.600 aziende vitivinicole rispetto alle 5.700 circa del 2018 (- 12,3%). A fronte di questa riduzione, la superficie vitata è invece aumentata del 21,5% passando dai 20640 ettari 2013 ai 25mila circa del 2018. Le varietà più diffuse sono: Pinot grigio, glera, merlot, tocai, chardonnay, sauvignon e la ribolla che ha avuto uno sviluppo interessante.

Altri convegni della prima giornata

In mattinata in Sala Vite (Pad. 1) si è svolto il primo workshop organizzato dal main media partner di R.I.V.E., L’Informatore Agrario. L’appuntamento era alle10.30 conRiccardo Castaldi, responsabile viticolo del Gruppo Cevico che ha parlato della “Gestione erbacee spontanee: le alternative alle molecole di sintesi”.  Nello stand 8 del Padiglione 8 Ersa ha proposto durante la giornata vari incontri: alle 11.00 sui controlli fitosanitari nel vivaismo viticolo a cui interverrà Gianluca Governatori, alle 15.00 un incontro sulle problematiche della difesa dei vigneti nel 2018 a cui è intervenuto Sandro Bressan e alle 16.30 sulla flavescenza dorata della vite: un problema da non sottovalutare con Pierbruno Mutton.  Alle 12.00 nella stessa Sala Vite il via ai convegni proposti dagli sponsor ed espositori con l’evento proposto da S.I.B.A. S.r.l. che ha presentato il Bioerogatore di energia, una nuova tecnologia proiettata al futuro, primo brevetto europeo di fisica quantistica, per un ambiente ecosostenibile in grado di creare una condizione di benessere per animali, piante e persone che la utilizzano. Grazie alla nuova tecnologia, il Bioerogatore capta i fotoni e li fa diventare elettroni e li passa all’acqua. Grazie all’acqua carica di energia, il vigneto è meno soggetto all’attacco degli insetti così che viene notevolmente ridotta la quantità di prodotti chimici necessari, allo sviluppo di muffe e conseguentemente anche la botrite e acquisisce un fogliame più verde. Facendo irrigazione anche sul terreno esso ne risulta rigenerato tanto che, a distanza di soli cinque anni dal suo impiego, il terreno ne risulta completamente rigenerato.  Nel pomeriggio L’Informatore Agrario, in collaborazione con New Holland, alle 14.00 organizza in Sala Superiore – Centro Congressi il workshop “Tecnologie del vigneto sostenibile” (modera Marco Limina, giornalista L’Informatore Agrario e Mad Macchine Agricole Domani); nel corso dell’incontro è stato presentato il progetto “Professione Vite” ideato da Edizioni L’Informatore Agrario in collaborazione con New Holland Agricolture, grazie al quale è stato compiuto un lungo viaggio itinerante a contatto con chi tutti i giorni utilizza le migliori tecnologie applicate alle macchine agricole. Testimonial sono state sei aziende vitivinicole d’eccellenza – Rauscedo di Pordenone, Tenuta Castiglioni di Frescobaldi a Montespertoli (Fi), Tenute Banfi a Montalcino (Si), a Chiarano (Tv), l’azienda agricola Liso ad Andria (Ba) e a Castellina in Chianti (Fi) - che per l’occasione hanno aperto le loro porte ed i loro vigneti permettendo di riprendere in tempo reale i lavori tra i filari.   Alle 15.30 in Sala Vino (Pad. 5) la Banca di Credito cooperativo pordenonese eBit Spa hanno organizzato l’incontro “Efficienza energetica e sostenibilità in cantina” al quale interverranno Claudio Sernagiotto, presidente BIT SPA e Banca della Marca, Mauro Conti, direttore BIT SPA sulla “Sostenibilità ed economia circolare nelle aziende vitivinicole” e Daniele Ziveri, direttore tecnico BIT Energia Srl sull’“Efficienza energetica in cantina” . Alle 16.00 nella Sala B Inferiore – Centro Congressi Vignetinox presenta Pan e C-Type: Nuova Defim Orsogrill, parte del gruppo siderurgico Feralpi, e Vignetinox, brand del Mollificio Bortolussi srl e riferimento in Europa per fili di alta qualità per i vigneti, hanno promosso un incontro tecnico in collaborazione con il Politecnico di Milano per presentare l’alternativa armonica, resistente e totalmente naturale per la viticoltura moderna.  PAN è l’unico filo in acciaio COR-TEN ad alta resistenza e basso allungamento che si auto-protegge dalla corrosione atmosferica con la formazione di una patina superficiale. La colorazione bruna conferitagli dal tempo ne consente una completa armonizzazione estetica nel contesto vitivinicolo, evitando il fastidioso effetto specchio tipico dei fili in acciaio zincato, in zinco-alluminio o in acciaio inossidabile.    Sono intervenuti Tiziano Gatti di Nuova Defim Orsogrill, Claudio Bortolussi di Vignetinox e Davide Mombelli del Politecnico di Milano.

Tutti gli appuntamenti del 28 novembre, secondo giorno di R.I.V.E.

Sostenibilità in viticoltura: il secondo giorno di R.I.V.E. sarà dedicato a questo tema così cruciale per i consumatori e per i produttori ed attorno al quale si stanno sviluppando strategie innovative di coltivazione della vite e di certificazione del vino.  In questi anni il settore ha utilizzato la scorciatoia del biologico, che si rivela però insufficiente a dare risposte organiche e convincenti ai numerosi quesiti ancora insoluti che sono alla base di un approccio integralmente sostenibile alla produzione del vino.  Se ne parlerà nel corso del primo appuntamento convegnistico coordinato dal professor Attilio Scienza, presidente del Comitato scientifico di Enotrend e anima della manifestazione. “Quale sostenibilità in viticoltura?”, questo il titolo dell’appuntamento moderato dal direttore dell’Informatore Agrario, dottor Antonio Boschetti previsto in Sala Zuliani alle 9.30. Il convegno sarà seguito dalla tavola rotonda “Gli standard della sostenibilità del vino italiano: verso una norma unitaria” a cui prenderanno parte il dottor Giuseppe Ciotti del Mipaaft, il professor Ettore Capri di VIVA e il dottor R. Ricci Curbastro di Equalitas.   Anticipa il professor Attilio Scienza che nel suo intervento parlerà di “Viticoltura sostenibile, l’innovazione digitale e genetica: a che punto siamo?”: “Bisogna distinguere tra sostenibilità in senso lato ed agricoltura biologica e biodinamica, anche nei confronti di un’agricoltura detta convenzionale o ragionata.  La contrapposizione che in questi anni la comunicazione ha alimentato tra vino biologico e vino convenzionale rientra nel bipolarismo del naturale contro l’artificiale, del chimico contro il biologico. Si è creato così un immaginario comune, dal quale ora è difficile uscirne ,che ha prodotto sui consumatori degli effetti paradossali. Infatti anche i consumatori che credono che il vino non contenga residui, rivendicano una produzione sempre più rigorosa e controllata, mentre quelli che sono fortemente influenzati dalle suggestioni del biologico, sono disposti a pagare di più un vino bio, a condizione però che sia eccellente sul piano sensoriale.   Il punto di partenza è comunque la necessità dell’uso dei prodotti di sintesi nella lotta antiparassitaria della vite, quale conseguenza di numerosi fattori tra cui l’offerta non esaustiva di soluzioni genetiche (i vitigni resistenti attualmente disponibili coprono solo una minima parte della domanda varietale italiana) o il fatto che l’alternativa della lotta cosiddetta biologica basata sul rame e sullo zolfo spesso non consente una viticoltura economicamente sostenibile e non è esente da problemi anche gravi tra cui, ad esempio, l’accumulo di rame nel suolo), D’altra parte per la produzione di vini di qualità, l’integrità e la sanità delle uve sono caratteristiche ormai imprescindibili”.  Oltre al professor Scienza, il convegno che vedrà alternarsi esperti del settore tra cui il dottor Stefano Cinti della Commissione Europea – Direzione Generale Agricoltura che parlerà della “Sostenibilità delle produzioni vinicole, un’opportunità per i produttori della Comunità Europea”; il dottor Vittorio Ramazza di Coop Italia sulla “Sostenibilità, trasparenza e tracciabilità per i consumatori: il ruolo della etichettatura. Il pensiero delle rappresentanze dei produttori e consumatori”. La dottoressa Federica Camin, responsabile di tracciabilità Fmach e il dottor Giuseppe Liberatore di Valoritalia illustreranno, invece, i nuovi strumenti per valutare la tracciabilità dei vini.  Alle 9.30 in Sala Vite (pad.1) prenderà il via il talk organizzato da IoAgri e Unifrutti Traders Ltda su “Come ottimizzare i costi dell’azienda agricola? IoAgri un alleato per le piccole e medie imprese agricole” in cui verrà presentato il sistema una panoramica di servizi per monitorare l’impatto dei costi dei macchinari, della manodopera, degli affitti, delle utenze e delle spese generali al fine di calcolare il reale costo di produzione di ogni singola coltura in campo.           Alle 11.30 la Sala Vino (Pad. 5) ospiterà la degustazione: “Il mistero del fungo… lo spumante molto oltre madame Cliquot” a cura del dottor Stefano Zaninotto dell’azienda Amorim Cork, l’azienda portoghese con sede anche a Conegliano (TV), che anticipa “La destagionalizzazione del consumo del vino spumante ha portato ad un forte incremento del suo consumo anche in aree non storicamente legate a questo prodotto. Proprio lo spumante è un vino particolare chiuso in un modo unico che presenta all’interno della bottiglia pressioni in qualche caso superiori alle 6 atmosfere. La maggiore conoscenza dei meccanismi di tappatura, i limiti dei materiali e delle bottiglie, una gestione più attenta di queste operazioni possono migliorare considerevolmente la fruizione di questo prodotto evitando alcuni rischi collegati al prodotto. Inoltre l ‘approfondimento dei meccanismi legati ai gas alla schiuma ed all’effervescenza potranno dare ai partecipanti maggiori conoscenze del prodotto stesso sfatando qualche mito che si lega a doppio filo alla dimensione di nobiltà dello spumante”.  Alle 12.00 in Sala Vite (Pad. 1) si parlerà di “Produzione e qualità binomio possibile in vigneto grazie all’uso di biostimolanti specifici” a cura di Green Has Italia in collaborazione con Zamarian Agricoltura e Cooperativa Spazio. Durante l’incontro tecnico, verranno presentati tre prodotti: il Green BZn prodotto ad azione biostimolante da utilizzare in combinazione ai ceppi di Tricoderma nel programma di prevenzione del Mal dell’Esca; Expando un biostimolante che ha ottenuto ottimi risultati in viticoltura sia sul Pinot Grigio con allungamento rachide e produzione e su Prosecco allungamento rachide ma soprattutto incremento allegagione ed infine Hascon M10 un prodotto utilizzato a fine ciclo per l’incremento del grado brix e dei punti colore.  Seguono in Sala Vino (Pad. 5) alle 14.00 le esperienze di tre Consorzi riguardo le nuove frontiere della sostenibilità. Il Consorzio Tutela Vini Soave e il Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene tratterà il tema “ITACA: Innovazione tecnologica e ambientale per la gestione dei trattamenti nella viticoltura eroica” mentre il Consorzio Tutela Vino Merlara Doc “GREEN VISION: esperienze ecologiche nuove per una viticoltura sostenibile, innovativa e naturale”.  Nel pomeriggio si terrà anche l’evento promosso da BCC Pordenonese e Gruppo Bancario Iccrea dal titolo “Il Nord Est vitivinicolo a confronto. Il sostegno del Gruppo Bancario Iccrea” durante il quale interverrà il presidente BCC Pordenonese, Walter Lorenzon, Enrico Duranti, amministratore delegato Mediocredito Fvg che parlerà del sostegno del Gruppo Bancario Iccrea per il settore, Carlo Orlandi, amministratore delegato Area Nord Est – Gruppo Assiteca, Loretta Lusa, responsabile della Filiale di Pordenone – Gruppo Assiteca sulla gestione innovativa del rischio, Mauro Conti, direttore BIT SPA su “Facciamo i conti con la sostenibilità” e Denis Pantini su Nomisma sulla competitività e prospettive per i vini del Nord est nel mercato mondiale. Seguirà la tavola rotonda a cui parteciperanno i presidenti Giorgio Piazza per il Consorzio Vini Venezia, Adriano Gigante per il Consorzio Doc Friuli,Sandro Gini per il Consorzio Soave e Stefano Zanette per il Consorzio Prosecco. Modera Antonio Boschetti, direttore dell’Informatore Agrario. Le conclusioni sono affidate a Luca Gasparini, Chief Business Officer (CBO) di Iccrea Banca S.p.A.  In Sala Superiore – Centro congressi, dalle 15.30 l’azienda Dupont specializzata nelle produzione di prodotti per l’agricoltura, propone il convegno “Zorvec ed il catalogo Corteva Agriscience™ per una viticoltura sostenibile”, per fare il bilancio del primo anno di impiego dell’innovativo antiperonosporico Zorvec® e vedrà la partecipazione di svariati relatori interni alla società e di importanti stakeholders provenienti da più parti d’Italia che porteranno la loro testimonianza diretta relativa all’impiego di questa innovazione senza precedenti. Modera il dottor Giannantonio Armentano dell’Informatore Agrario.  In Sala Vite (Pad. 1) alle 15.30 con BluAgri si affronterà il tema de “La fertilità microbiologica del suolo: dalla ricerca ai risultati pratici in vigneto”, un evento unico di approfondimento nei temi della fertilità microbiologica del suolo rivista in chiave pratica ed accessibile a tutti. Il microbiota, ovvero l’insieme delle popolazioni batteriche e fungine che vivono nel suolo, è la chiave della fertilità. Il suo ruolo si sta dimostrando fondamentale per la viticoltura moderna. Grazie ai relatori nazionali ed internazionali verranno affrontati i vari aspetti che concorrono al miglioramento della fertilità in vigneto, dallo sviluppo della radice alla produzione dell’uva.  Il professor Andrea Squartini dell’Università di Padova DAFNAE relazionerà su “La biodiversità microbica quale valore per l’ambiente e per l’impresa. Metodi per tutelarla e indicatori per misurarla”, il dottor Alberto Acedo di Biomemakers – San Francisco (USA) interverrà su “Il complesso microbioma del vigneto: confine e reti nella diversità microbica globale, funzionale e patogena”, il dottor Diego Ivan, responsabile Friuli di BluAgri su “Come coltivare il suolo: dal sovescio alle tecniche sostenibili per incrementare la fertilità del vigneto”, la dottoressa Martina Broggio di BluAgri “La fertilità microbiologica del vigneto: i risultati della nuova tecnologia BluVite in campo” ed il dottor Filippo Taglietti di BluAgri su “Bilancio e sostenibilità economica nell’impiego della linea BluVite”  Anche per la seconda giornata di R.I.V.E. L’Informatore Agrario propone una serie di appuntamenti. A partire dalle 10.30 in Sala Vite (Pad. 1) il workshop “Fertilizzazione del vigneto per uve di qualità“ con Federica Gaiotti di Crea, alle 14.00 si parlerà di “Monitoraggio in remoto dalla vigna alla fermentazione” con il professor Alessandro Ulrici ed il professor Luigi Rovati mentre Ersa nello stand 8 del Padiglione 5 propone alle 11.00 l’approfondimento sulla flavescenza dorata della vite: un problema da non sottovalutare con Pierbruno Mutton, alle 15.00 si parlerà di sperimentazione in viticoltura integrata e biologica e sviluppo modelli a supporto della difesa fitosanitaria a cura di Ersa con Gianluca GoriDavide BiancoMarco Stocco e Markus Castelluccio e alle 16.30 del progetto AgriCS: un’opportunità a favore della sostenibilità in agricoltura a cura di Ersa con Valentino Volpe.   Anche per la seconda giornata la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura propone una degustazione vini del territorio in Sala Vino, alle 17.00 mentre dalle 18.00 alle 20.00 nell’area ristorante del Padiglione 5 è in programma “RIVE NETWORKING PARTY” promosso in collaborazione con Cantine San Simone di Porcia (PN) e la CCIAA di Pordenone-Udine.   R.I.V.E è aperta alla Fiera di Pordenone ancora mercoledì 28 e giovedì 29 novembre dalle 9:00 alle 18:00. I padiglioni coinvolti dalla manifestazione sono 1, 2, 3, 4, 5 con ingressi Centrale e Sud. L’accesso alla manifestazione è gratuito e riservato agli operatori del settore con registrazione obbligatoria sia on-line nel sito sia direttamente in fiera agli ingressi.

INFO: www.exporive.com  blogwww.enotrend.it

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