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TORINO. SALONE DEL GUSTO. I SEeD FOR GLOBAL GOALS: ALLE 17 SDGs DELLE NAZIONI UNITE

TERRA MADRE
TORINO TERRA MADRE SALONE DEL GUSTO 2018

SEeD for Global Goals: per il raggiungimento dei 
17 SDGs delle Nazioni Unite

Dodici anni di ricerca, 7 edizioni di Terra Madre Salone del Gusto e 6 di Cheese e Slow Fish, più di 500 iniziative realizzate con oltre 150 partner coinvolti: sono i numeri di Systemic Event Design (SEeD), progetto di ricerca applicata sviluppato dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG) illustrato oggi a Terra Madre Salone del Gusto 2018Ideato nel 2006, SEeD si è posto negli anni l’obiettivo di definire un nuovo concetto di qualità complessiva dell’evento, riducendone l’impronta ambientale e valorizzandone l’impatto economico e culturale generato sul territorio. Oggi SEeD si evolve e assume una nuova dimensione, ancora più ampia, grazie alla divulgazione delle buone pratiche registrate negli anni precedenti e alla sensibilizzazione del pubblico che viene invitato a replicarle nel proprio quotidiano contribuendo al cambiamento a partire dal cibo: #foodforchange.

L’edizione 2018: SEeD for Global Goals

Nell’edizione 2018, denominata SEeD for Global Goals e patrocinata dall’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), sono state ideate iniziative in grado di descrivere e modellare l’evento nella direzione dei 17 Sustainable Development Goals – SDGs dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: obiettivi di sviluppo sostenibili che gli Stati si impegnano a raggiungere per migliorare le condizioni del pianeta e garantire a tutti i suoi abitanti gli stessi diritti. Si è trattato di un lavoro di squadra, a cui hanno contributo 3 Atenei (Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Università di Torino, Politecnico di Torino), 8 unità di ricerca (tra cui la Systemic Approach Foundation e Turismo Torino e Provincia), 7 Sustainability Partner e 65 realtà imprenditoriali. Per un totale di oltre 1.000 personedirettamente coinvolte che hanno contribuito a sviluppare 82 azioni che impattano direttamente sui Global Goals, simbolicamente illustrate nella mostra SEeD for Global Goals e nelle immagini estratte dal Calendario Lavazza 2018, primo megafono artistico a livello mondiale dedicato alla divulgazione e alla conoscenza dei SDGs e la sezione Everyday SEeD the Planet, sviluppata da Planet Idea e UNISG per sensibilizzare la collettività a riflettere sul ruolo del cibo nelle città del futuro.  Le 82 azioni, a loro volta, sono state suddivise in 8 scenari progettuali (people, education, solutions, research, waste, move, power, water) che hanno alimentato il claim dell’evento 2018 #foodforchange. Alcuni esempi: attraverso l’iniziativa “una famiglia per Terra Madre” si sono coinvolte 120 cittàpiemontesi, dove moltissime famiglie hanno ospitato delegati provenienti da tutto il mondo. Per questa situazione si sono attivati giochi educativi, l’utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili per la fruizione del cibo, le sentinelle del riciclo, i trasporti a basse emissioni, l’efficienza energetica e i forum sull’acqua. Infine, nel corso della manifestazione oltre 50 studenti monitorano indagando il tema dell’accoglienza e del coinvolgimento della comunità cittadina (Omero, Unito), analizzando il capitale relazionale dell’evento reale e virtuale (LabNET SAA), l’impatto economico sul territorio e la collettività (Dip. Management Unito), la creazione di nuove conoscenze (Dip Informatica, Unito), tutti indicatori della qualità della manifestazione che insieme a quelli ambientali verranno diffusi in una conferenza ad hoc post evento.

Il metodo Systemic Event Design

Misurando l’impatto di ogni singola azione sugli SDGs, sul territorio e sulla collettività, emerge già ora un quadro della ricerca fortemente innovativo (SDG 9) e votato a suggerire un consumo più responsabile (SDG 12). La lotta contro il cambiamento climatico (SDG 13) è la priorità di questa edizione, ma è evidente che la sensibilità culturale a questi temi può crescere solo con una informazione di qualità (SDG 4) che Terra Madre Salone del Gusto cercano di promuovere. Dobbiamo partire da città e comunità più sostenibili (SDG 11), ecosistemi che devono trovare un equilibrio con la flora e la fauna terrestre e acquatica (SDG 14 e 15), che devono preservare la qualità dell’acqua (SDG 6), perché vi è in gioco la salute del pianeta e la nostra (SDG 3). Serve condividere degli obiettivi e collaborare per raggiungerli (SDG 17), riducendo le disuguaglianze (SDG 10) e le differenze di genere (SDG 5). E’ così che si svilupperà un nuovo modello economico (SDG 8), trainato da energie rinnovabili (SDG 7), portatore di pace e giustizia (SDG 16), scenario in cui saranno sconfitte la povertà (SDG 1) e la fame nel mondo (SDG 2).

Ecco il quadro che SEeD descrive e promuove in Terra Madre Salone del Gusto 2018, un palcoscenico in cui il cibo è chiaramente unità base di connessione da cui partire per essere protagonisti di quella transizione verso la sostenibilità di cui abbiamo un disperato, quanto urgente bisogno.

Gli attori della conferenza 

Di tutto questo si è parlato, oggi, a Terra Madre Salone del Gusto durante una conferenza dal titolo Seeds for GlobalGoals.

Roberto Burdese

Membro del Comitato esecutivo internazionale di Slow Food  «Per Slow Food il Systemic design è ormai un tratto distintivo degli eventi, un aspetto fondamentale tanto quanto la qualità degli espositori nel mercato e dei relatori nelle conferenze. Attraverso questo modello di progettazione non solo negli anni abbiamo migliorato la qualità dell’evento per i visitatori e ovviamente ridotto il suo impatto ambientale, ma abbiamo aperto nuovi ambiti di riflessione all’interno della nostra organizzazione. Ambiti di riflessione che sviluppiamo non solo negli eventi ma più in generale in tutta la nostra attività».

Franco Fassio

Responsabile scientifico progetto SEeD, UNISG di Pollenzo

«La ricerca SEeD for Global Goals dimostra prima di tutto che numerose realtà imprenditoriali, con differenti core business, possono convergere e collaborare su obiettivi comuni. Si tratta di un progetto che trasforma partner, espositori e visitatori in co-organizzatori dell’evento: attori che attraverso il loro comportamento ne possono determinare la sostenibilità. E’ un’attività che produce conoscenza con l’obiettivo di distribuire e mettere a valore il capitale cognitivo dell’evento. Grazie a Terra Madre Salone del Gusto, SEeD condivide significati più che oggetti, contribuendo a restituire valore al cibo seminando sostenibilità tra gli attori del food system».

Enrico Giovannini

Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile «Nel suo impegno per la diffusione e la conoscenza dell’Agenda 2030 dell’Onu e dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, l’ASviS è particolarmente lieta di partecipare a questo evento, che segna un nuovo percorso culturale e contribuisce a sviluppare la cultura della rendicontazione e della trasparenza nei confronti di tutti gli stakeholder. Questa iniziativa è un esempio di come sia possibile imparare a leggere la complessità e valutare l’impatto che ogni singola azione ha sugli SDGs, costruendo una visione integrata della realtà, l’unica possibile per cambiare paradigma e cercare di raggiungere la vera sostenibilità». 

Marco Giusta : Assessore ai Diritti, Città di Torino

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Alberto Unia

Assessore all’Ambiente, Città di Torino (Scenario della ricerca #wasteforchange) «Totale condivisione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile con adozione di politiche urbane efficaci, assunte per perseguirli al più presto, nella consapevolezza della fragilità del pianeta e dell’urgenza di atti volti a preservare il futuro. E’ questo l’impegno del Comune di Torino sotto i profili energetici e ambientali per ridurre drasticamente l’inquinamento, per lo sviluppo della mobilità dolce, nell’alt al consumo di suolo in campo urbanistico e nella grande attenzione riservata ai temi del cambiamento climatico. Una responsabilità, quella della Giunta Appendino, che non è limitata al perimetro locale, ma si allarga in campo internazionale attraverso forme di cooperazione e di sostegno ai valori universali di Terra Madre. L’alimentazione è non solo nutrizione e difesa delle tradizioni delle molte anime della città, è una dimensione centrale che riguarda ogni aspetto della vita oltre a essere cultura, formidabile veicolo di relazioni, scambi interculturali e integrazione».

Mario Cerutti

Chief Institutional Relations & Sustainability Officer di Lavazza «Grazie a TOward 2030. What Are You Doing? l’arte incontra la sostenibilità: i muri di Torino si colorano di messaggi importanti, una vera e propria call to action attraverso 17 opere di arte urbana che interpretano i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite in chiave pop e moderna - commenta Mario Cerutti, Chief Institutional Relations & Sustainability Officer Lavazza-. L’agenda 2030 è anche per noi uno stimolo ad ampliare la nostra strategia di sviluppo sostenibile includendo non solo comunità produttrici di caffè, ma in maniera crescente anche i nostri dipendenti, collaboratori, fornitori e consumatori».

Marzia Sica

Responsabile del settore Politiche Sociali della Compagnia di San Paolo

«La Compagnia ha messo a disposizione del progetto Barachìn il proprio patrimonio di relazioni: pensiamo che il progetto sia simbolo del sostegno reciproco tra le persone. Abbiamo lavorato con enti, associazioni e volontari per rendere possibile la distribuzione di 550 barachìn a persone anziane e in difficoltà sul territorio di Torino. Al centro, l’incontro tra le persone nei giorni di Terra Madre Salone del Gusto: dai pranzi più affollati in cui i volontari si ritroveranno a mangiare i barachìn insieme alle persone a cui li hanno consegnati, in un vero e proprio momento comunitario; ai pranzi di famiglia dove il barachìn rappresenterà per un giorno una piccola novità; a pranzi completamente “inediti” dove porteremo a casa di persone anziane o in difficoltà nuovi ospiti. Il nostro sarà un barachìn all’insegna della condivisione, uno strumento per incontrarsi, conoscersi, superare diffidenze nel modo più semplice ed efficace: mangiando insieme».

Giuseppe Bergesio

Amministratore Delegato Iren Energia  «Come riportato nella vision del Gruppo, per lren sviluppo e sostenibilità costituiscono un valore unico. Non esiste crescita d’impresa senza attenzione e rispetto verso il territorio. Per la nostra azienda la sostenibilità ambientale si declina nell’impegno alla decarbonizzazione, con circa 2.8 milioni di tonnellate di Co2 evitata nel 2017, grazie allo sviluppo del teleriscaldamento, all’efficienza energetica dei processi produttivi e alla generazione di energia e calore da fonti rinnovabili e assimilate (pari all’86% della produzione totale)». Le multiutility, erogando servizi che coinvolgono quotidianamente la vita di tutti i cittadini, rivestono un ruolo fondamentale per il futuro ambientale del nostro paese e per la qualità di vita dei suoi cittadini. Tutto ciò per noi significa un’ingente responsabilità, ma che ci rende allo stesso tempo fieri e orgogliosi di contribuire quotidianamente alla realizzazione di un mondo migliore per le generazioni future».

Andrea Di Stefano

Responsabile progetti speciali Novamont Scenario della ricerca #solutionforchange «Sin dal 2006 Novamont collabora con Slow Food e l’Università di Scienze Gastronomiche per la promozione e la progettazione sistemica di eventi culturali, volti a ridurre progressivamente l’impatto ambientale delle manifestazioni, sviluppando nuovi scenari sostenibili di consumo e di gestione degli scarti. Anche per questa edizione, grazie all’esperienza maturata negli anni ed ai risultati conseguiti nella progettazione di nuovi sistemi che valorizzano il ruolo svolto dalle bioplastiche, Novamont collabora al progetto di sostenibilità sviluppato per Terra Madre Salone del Gusto. I prodotti compostabili realizzati in MATER-BI rappresentano soluzioni capaci di chiudere il cerchio dell’economia, perché nascono dalla terra e ritornano alla terra. Evitano infatti lo smaltimento in discarica e contribuiscono alla creazione di compost di qualità, un alleato importantissimo per combattere la desertificazione e l’erosione dei suoli. Sono prodotti in grado di creare valore diffuso lungo tutta la filiera, trasformando problemi locali in opportunità di sviluppo economico e occupazionale. Primo, importantissimo passo verso quelle pratiche virtuose di sostenibilità, nel segno di un’economia circolare, in cui nulla è rifiuto ma tutto torna ad essere risorsa».

Graziella Roccella

Chief Operating Officer Planet Idea Scenario della ricerca #educationforchange «Il percorso di buone pratiche “Everyday SEed the Planet” nasce, si connette e integra all’esperienza sul campo e sui territori in cui Planet opera. La nostra idea di sviluppo, costruzione e rigenerazione degli spazi fisici, nelle dimensioni individuale e collettiva (abitazioni e uffici, quartieri e intere città), si basa su una visione sistemica in cui si integrano le quattro macro-aree su cui lavoriamo abitualmente: risorse ecosistemiche, ambiente costruito, sistemi tecnologici e società. Vogliamo fare crescere la consapevolezza e il coinvolgimento di tutti per una città in cui le soluzioni smart volte alla chiusura dei cicli produttivi propongano un modello di cittadinanza responsabile, costantemente aggiornata dagli strumenti di innovazione tecnologica e sociale».

Claudio De Consoli

Responsabile Marketing e Comunicazione GTT  Scenario della ricerca #moveforchange «GTT ha da sempre orientato le proprie scelte con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale. Ad oggi il 50% dei Km percorsi sono gestiti con vetture a basse emissioni e nel 70% dei casi i passeggeri viaggiano su veicoli ecologici (metropolitana, tram, bus metano e bus elettrici). Un impegno importante rivolto alla salvaguardia dell’ambiente, iniziato nel 2002 con l’acquisto dei veicoli a metano, continuato nel 2006 con l’apertura della metropolitana e proseguito in questi anni con i nuovi veicoli elettrici ad impatto ambientale zero».

Luca Stramare

Responsabile Progetti Speciali e Rapporti con le Associazioni Corepla  Scenario della ricerca #waterforchange  «La riciclabilità deve diventare sempre più un elemento essenziale della progettazione di un imballaggio in plastica. Imballaggi pensati in relazione al fine vita permettono alla plastica di continuare ad esprimere le sue enormi potenzialità dopo che l'imballaggio ha esaurito le sue funzioni e viene conferito nella raccolta differenziata. Il riciclo di qualità degli imballaggi in plastica è un elemento fondamentale per la tutela dell'ambiente, la sostenibilità, la riduzione del consumo di risorse e la trasformazione dell'economia in senso circolare». 

Federico Fusari

Direttore Generale Ricrea  Scenario della ricerca #wasteforchange «Dal 2008 RICREA, il Consorzio per il riciclo e recupero degli imballaggi in acciaio, collabora con  Slow Food in qualità di partner ambientale. Aderire al progetto SEeD è per noi non solo un'occasione per fare sistema, ma anche per comunicare ai cittadini con iniziative dedicate i valori di sostenibilità degli imballaggi in acciaio, materiale che si ricicla all'infinito. Quest'anno abbiamo deciso di portare al Salone del Gusto un segno tangibile di ‘convenienza ambientale’: alcune panchine, esempio dei ri-prodotti che vengono realizzati in acciaieria con gli imballaggi in acciaio raccolti con la differenziata. Al termine della manifestazione queste panchine saranno donate al Comune di Torino».

Egidio Dansero

Professore Ordinario, Dipartimento di Culture, Politica e Società, Università di Torino Scenario della ricerca #researchforchange «L’Università di Torino partecipa al progetto SEeD collaborando con diverse unità di ricerca all'analisi dell'impatto e delle ricadute dell'evento Terra Madre Salone del Gusto. In particolare sono coinvolti il Dip. di Management (SAA - Scuola di Management), i centri di ricerca interdipartimentali OMERO (Urban and Even Studies) e LabNET-SAA, il Dip. di Informatica. In collaborazione con Torino Turismo e Provincia, i principali temi considerati sono l'impatto sulla città e il territorio in termini di ricadute economiche, sociali e culturali, analizzando il pubblico dei visitatori, dei partecipanti (delegati, espositori), delle strutture (enti, associazioni, famiglie e singoli) attive nell'accoglienza. Ne emerge una complessa rete reale e virtuale che trasforma il nostro territorio, per tutta la durata dell’evento, in un hub del cibo, il nodo principale di una rete globale dalla quale partono messaggi di sostenibilità e solidarietà».

Luigi Bistagnino

Presidente Systemic Approach Foundation Scenario della ricerca #researchforchange «L’Approccio Sistemico è un nuovo agire che ha in se la naturalezza di concepire le relazioni come degli utili vincoli collaborativi reciproci che ci legano ad una rete e ad un contesto. Fa nascere un rapporto tra le diverse attività in cui gli scarti di lavorazione vengono posti sullo stesso livello degli approvvigionamenti e degli utilizzi delle materie prime in modo che le specifiche qualità degli output di una produzione possano diventare l‘input di un‘altra. Si passa da una visione quantitativa ad una qualitativa. Quest’approccio si è concretizzato nella realizzazione di TMSdG a partire dal 2006 e ha altresì fatto nascere delle ricerche congiunte tra i poli universitari piemontesi». 

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