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CARPI MODENA. LA METAMORFOSI DEL GUSTO

Balsamico Village 8

METAMORFOSI DEL GUSTO

LA BELLEZZA DEL CIBO ITALIANO

VA DIFESA COME UN’OPERA D’ARTE

BALSAMICO VILLABGE 2

 

A Carpi ne La Metamorfosi del Gusto si sono confrontati istituzioni, esponenti della cultura e della buona tavola sul made in Italy, ma il matrimonio tra pizza napoletana e aceto balsamico mette d’accordo tutti: persino un incontenibile Sgarbi.

Armando De Nigris Pepe e Sgarbi provano la Pizza al Balsamico

Sgarbi smetti di fare il sindaco: vieni a palazzo Rospigliosi, devi diventare ambasciatore della bellezza del cibo italiano”. L’invito al celebre critico d’arte arriva dal segretario Generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo durante “La Metamorfosi del gusto”. E’ il titolo sotto il quale al Balsamico Village di Carpi il 13 settembre si sono trovati a dibattere rappresentanti delle istituzioni, della cultura e grandi chef sui mutamenti del gusto globale e sulle scelte necessarie per la tutela delle eccellenze del made in Italy. Un incontro che, nell’anno dedicato al cibo italiano, è avvenuto in quello che è l’unico parco al mondo dedicato ad un prodotto agroalimentare di origine tutelata. Perfetto per celebrare un “matrimonio impossibile” tra i due prodotti nazionali più diffusi nel globo: la pizza napoletana e aceto balsamico di Modena Igp. Di fatto creando una nuova tipologia di pizza in grado di stupire tutti i presenti.  

  Balsamico village esterno sera

Ma prima, appunto, il dibattito moderato dal Giornalista Luciano Pignataro sui più importanti temi dell’agroalimentare Italiano. Vittorio Sgarbi ha dichiarato continuerà a lavorare per Sutri, ma si è poi lanciato in un accalorato intervento entrando prima nel merito delle motivazioni che hanno portato la famiglia De Nigris a creare il Balsamico Village a Carpi: “ De Nigris ha capito che la vera Napoli è nel territorio di Modena, qui tutto diventa primato”. Poi con una straordinario viaggio nella storia dell’arte ha compito un viaggio in duemila anni di opere raffiguranti il cibo: dai mosaici di Pompei ai giorni nostri passando per Caravaggio, Guttuso, Bacon… che hanno trasformato l’auditorium del Balsamico Village in una vero museo a cielo aperto. Del resto anche il cibo è un’opera d’arte “Dio ha inventato la natura e l’uomo l’ha elaborata in questi formidabili piatti”.    Tra gli interventi di rilievo Alessandra Pesce, Sottosegretario di Stato al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: “Promozione e tutela sono le due strade che stiamo percorrendo perché ogni anno sia l’anno del cibo italiano. Quello vero. E allora, sì alla valorizzazione delle nostre eccellenze che raccontano la nostra storia, i nostri territori e il nostro saper fare, ma soprattutto rafforzamento dei controlli anche sul web, la nuova frontiera dell’agropirateria. Non subiamo il cambiamento, sfruttiamo al meglio l’innovazione e tutte le sue potenzialità per scrivere nuove grandi pagine del Made in Italy nel mondo."

Simona Caselli, Assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna ha messo l’accento sull’importanza di collegare il territorio ai suoi prodotti, così quello del Sindaco di Carpi Alberto Bellelli parlando del ruolo dell’aceto balsamico nel mondo. Alberto Carotenuto, Magnifico rettore dell'università Parthenope di Napoli, ha tracciato un profilo storico-culturale della pizza, mentre lo scrittore Pino Aprile è partito da una provocazione “La pizza napoletana non esiste” per indicare la multietnicità degli elementi che la compongono: “Romani, Arabi Normanni, Spagnoli: tutti ci hanno messo qualcosa”.

Infine, Alfonso Pecoraro Scanio, tra gli artifici della proclamazione della pizza a patrimonio Unesco, ha sottolineato la capacità degli imprenditori agricoli di trasformare il paesaggio in prodotto: “La tutela della bellezza naturale passa dalla tutela della bellezza agroalimentare. Ecco perché è importante il lavoro che si fa in posti come questo”.  A ingolosire tutti ci ha pensato Franco Pepe, considerato il miglior pizzaiolo del mondo, chiamato a illustrare l’innovazione che dà lì a poco avrebbe entusiasmato gli ospiti: “Creare una pizza all’aceto balsamico significa non limitarsi a versare un po’ di aceto sulla pizza a fine cottura, la sperimentazione deve fare sì che gli elementi possano amalgamarsi, conservando le loro caratteristiche di gusto e nutraceutiche. Serve sperimentazione, per questo in una pizza come quella alla fonduta di bufala uso briciole di pane tostato che assorbono l’aceto balsamico ed esaltano così profumi e sapori senza toccare gli altri ingredienti”.  I risultati si sono visti da lì a poco, con decine e decine di pizze, tutte accomunate dal sapiente uso del prezioso condimento, che hanno deliziato relatori e un centinaio di ospiti mettendo d’accordo tutti. Una cena per di più impreziosita dalla maestria dello chef stellato Luigi Salomone, specialista in quella “cucina delle acidità” capace di sorprendere proprio per gli abbinamenti a base di aceto balsamico, persino nei dolci.

Balsamico village interno

Un serata che ha celebrato degnamente il made in Italy - conclude Armando de Nigris , presidente del gruppo e patron dell’iniziativa insieme ai fratelli Raffaele e Luca - abbiamo esaltato l’identità, la storia e le tradizioni che legano il territorio ai nostri prodotti.   Ma anche quelle trasformazioni che operano i grandi protagonisti della tavola, come sono i nostri pizzaioli e i nostri chef. E’ così che si compie la Metamorfosi di un gusto”.

 

Infoline - BALSAMICO VILLAGE

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