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GROSSETO - CASTELLACCIA. POGGIO AI LUPI, COME VALORIZZARE I VIGNETI

POGGIO AI LUPI

POGGIO AI LUPI L’AZIENDA MAREMMANA RACCONTA

PROGETTO DI AMPLIAMENTO E VALORIZZAZIONE DEI VIGNETI,

FRUTTO DI UNA COSTANTE E ATTENTA RICERCA VITIVINICOLA

POGGIO AI LUPI vignaioli

Castellaccia i n provincia di Grosseto siamo in Toscana, Francesco e Matteo il loro live motiv Bassa resa e altissima qualità. E’ in questa frase che si racchiude il presente e il futuro di Poggio ai Lupi, promettente realtà dell’entroterra maremmano che tra tradizione e innovazione si sta facendo strada nel panorama enologico toscano. Situata nella zona di produzione a denominazione di origine controllata Maremma Toscana, l’azienda è gestita da Matteo Galtarossa e Francesco Fortediga che da tempo stanno lavorando a quattro mani ad un progetto di ampliamento e valorizzazione dei vigneti della proprietà. “I nostri vigneti sono tutti caratterizzati da un impianto a Guyot molto stretto (1,80 cm x 0,80 cm), una caratteristica unica per questa zona che ci permette di avere una bassa resa ma di altissima qualità – spiegano Matteo e Francesco. Nei nostri terreni, drenanti e ricchissimi di minerali, ci sono circa 7 mila e 400 piante per ettaro. Vinifichiamo all’interno della nostra azienda con dei vasi vinari contenuti per distinguere per varietale tutti i vitigni e produciamo vini dal taglio bordolese con varietà che spaziano dal Syrah, al Merlot e il Sangiovese. Tutti cloni internazionali ad eccezione dell’Alicante e del Vermentino”. Le etichette di Poggio ai Lupi racchiudono da sempre la vera e propria essenza di un territorio ancora incontaminato e selvaggio come quello della Maremma Toscana e oggi, grazie a giuste intuizioni e ad importanti investimenti, hanno in serbo un futuro pieno di novità e innovazioni.  “Abbiamo stravolto il sistema di coltivazione e il sistema di forma di allevamento – aggiungono – mentre a livello agronomico abbiamo introdotto e strutturato molte tecniche di miglioramento, primo tra tutti un nuovo impianto di irrigazione e di drenaggio. Inoltre stiamo cercando di riconvertire quelle zone dove i vitigni hanno sofferto molto, spostandoli verso le zone più collinari. Infine siamo recentemente passati alla lotta integrata per arrivare al residuo zero con un uso molto moderato dei prodotti chimici. Un obiettivo ambizioso nel quale crediamo molto. A poche settimane dalla prossima vendemmia – concludono con soddisfazione Matteo e Francesco – possiamo dire di avere avanti una buona annata: punteremo a fare dei vini pronti a breve (un Supertuscan, un Vermentino in purezza e uno Chardonnay), ma anche una gran riserva”.

POGGIO AI LUPI vigneto

NEWS FOR POGGIO AI LUPI

THE MAREMMA’S COMPANY TALKS ABOUT THE PROJECT OF EXPANDING AND ENHANCING THE VINEYARDS, AS THE RESULT OF A CONSTANT AND CAREFUL WINE RESEARCH

 

Low yield and a very high quality. It is in this phrase that the present and the future of Poggio ai Lupi is enclosed, a promising reality of the Maremma’s hinterland that is making its way into the Tuscan wine scene between tradition and innovation. Located in a production area with a controlled designation of origin, the company is managed by Matteo Galtarossa and Francesco Fortediga who have long been working together on a project to expand and enhance the vineyards of the property. “Our vineyards are all characterized by a very narrow Guyot plant (1.80 cm x 0.80 cm), a unique feature for this area that allows us to have a low yield but a very high quality – explain Matteo and Francesco. In our land, draining and rich in minerals, there are about 7 thousand and 400 plants per hectare. We make wine in our company with wine vats contained to distinguish all the vines by varietal and produce wines with a bordeaux cut with varieties ranging from Syrah, Merlot and Sangiovese. All international clones except for Alicante and Vermentino”.  The labels of Poggio ai Lupi have always contained the true essence of a uncontaminated and wild territory like that of the Tuscan Maremma and today, thanks to the right intuitions and an important investments, they have in store a future full of novelties and innovations.  “We have changed the cultivation and the training system -they add- while at the agronomic level we have introduced and structured many improvement techniques, first of all a new irrigation and drainage system. Moreover we are trying to reconvert those areas where the vines have suffered a lot, moving them towards the hilly areas. Finally we try to arrive at the zero residue with a very moderate use of chemicals. An ambitious goal in which we believe a lot. A few weeks after the next harvest – Matteo and Francesco conclude with satisfaction – we can say that we have a good year ahead: we will aim to make ready-made wines (a Supertuscan, a pure Vermentino and a Chardonnay), but also a Gran Riserva” .

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