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Riccardo Alfonso: "Medicina sociale 2016" - Parte I, II e III

 

medicina-sociale-parte-prima

medicina sociale parte primaIl tema conduttore di questa edizione riguarda l’epatite virale. E’ un argomento che stimola, per lo meno, una riflessione. Riguarda il valore che noi attribuiamo alla salute intesa più come una opportunità per fare soldi che per offrire un’occasione ai malati per una guarigione completa. E più in generale la cura dei nostri mali, può diventare un potente strumento di ricerca biomedica per assicurarci, con strumenti validi, sotto il profilo farmaceutico e di tecniche chirurgiche o di altro genere, un benessere sicuro e duraturo. Se non accade è perché abbiamo preferito la strada più agevole per stimolare i nostri egoismi e tutto questo non riguarda solo ciò che la scienza può offrirci a monte con studi più approfonditi sulla natura umana e i suoi rimedi, ma anche nel nostro operare quotidiano. Penso ai medici di famiglia che sono diventati in massima parte dei burocrati e si riducono sovente in prescrittori di medicinali e di accertamenti diagnostici. Alcuni pazienti mi dicono che le loro visite al-lo studio si riducono per lo più alla descrizione di un malessere che avvertono e il medico che si limita, senza visitare, a prescrivere medicine o a stabilire vari tipi di accertamenti. E’ tempo che anche questo rapporto con i sanitari vada rivisto così come l’ho già prospettato in altri miei analoghi lavori ma credo non sia abbastanza e valga la pena di ribadirlo di nuovo e con più forza anche in questa sede. Qui non si tratta tanto di fare economie, anche se la circostanza di certo non dispiace, ma di rispondere meglio alle attese della parte dolente dell’umanità. D’altra parte lo dobbiamo alla stessa conoscenza che noi acquisiamo attraverso il web e che ci permette d’interloquire meglio con il nostro medico ma anche di poter rettificare taluni errati giudizi che noi traiamo proprio per quella mancanza di uno studio sistematico della natura umana che è, invece, nella cultura dello specialista.
Ciò implica la necessità del dialogo tra le parti che non può limitarsi al binomio causa/rimedio in specie se la possibile soluzione si sposta nel tempo e resta “sospesa” finché non interverranno i vari accertamenti diagnostici che sono, tra l’altro, condizionati ai tempi lunghi previsti per prenotarli. Il rischio è che si vada ad allargare la base della ricerca senza che vi sia una reale necessità mentre il tutto poteva essere ovviato con una più attenta e circostanziata indagine diagnostica nello studio del sanitario. Editore: Edizioni Fidest (22 dicembre 2015) Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.

 

medicina sociale parte secondaLa seconda parte di medicina sociale 2016 si propone di raccogliere una porzione che ritengo più significativa dei lanci d’agenzia della Fidest nel 2015. Vi è poi una terza parte che ne completa il quadro e che riguarda il secondo semestre del 2015. Il motivo conduttore della mia iniziativa mostra l’intento di conservare una “memoria stabile” e di più agevole reperibilità delle notizie che hanno trattato la medicina e la ricerca scientifica nell’arco di un anno rimettendo alle altre pubblicazioni di: “Medicina online” gli eventi degli anni decorsi.
E’ uno spaccato, sia pure limitato, e sicuramente incompleto di ciò che gli addetti ai lavori in sedi congressuali, in conferenze e in dibattiti di varia natura hanno inteso rendere noto al grosso pubblico, attraverso il prezioso supporto del giornalista scienti-fico, per offrire nel mare magnum delle notizie che normalmente viaggiano sul web e non sempre affidabili, un punto fermo e scientificamente valido di ciò che dal pubblico e dal privato si è saputo ricercare, analizzare e rappresentare in quella che è diventata la più grande platea del mondo con i media nelle sue varie versioni: carta stampata, radio, televisione, internet.
Vi è, ovviamente, una chiave di lettura più “raffinata” per le notizie che anticipano una ricerca, la produzione di un farmaco perché il grosso pubblico deve saperle riconoscere per quello che sono. In alcune circostanze, infatti, è necessario attendere ulteriori verifiche, varie autorizzazioni ecc. che ne ritardano la messa in commercio e a volte anche di anni. Una eventualità capace di produrre altre ricerche e magari prodotti ancora più sofisticati e mirati. Vi è, ovviamente, pure una questione economica come nel caso recente dei farmaci per la cura dell’epatite C e che mi hanno offerto l’opportunità di trattare l’argomento nella prima parte di questa pubblicazione. Se percorriamo con attenzione tutti questi tratti della conoscenza scientifica che attiene al mondo della medicina ci corre l’obbligo d’evidenziare tutti gli aspetti che si intersecano con gli studi e la ricerca e le implicazioni di altro ordine che tendono a influenzare il corso normale di un impegno corale che do-vrebbe essere nell’esclusivo interesse della tutela della salute a prescindere. Dovremmo partire, tanto per intenderci, dal fatto che non si può ritenere sacro il diritto alla vita per poi ritrovarsi con chi non può curarsi, per ragioni economiche, e che può portare alla morte. E’ qualcosa di più di una disattenzione se subordiniamo i nostri mali agli interessi di bottega dei vari elementi che vi esercitano il loro potere nefasto: facili arricchimenti, mancanza di tempo per un lavoro imposto ossessivamente, l’esigenza di presentarsi sempre in ottima forma per restare competitivi e nel ridurre, in profilo persino ossessivo, gli spazi dedicati al riposo come se quest’ultimo fosse un inutile spreco di tempo. Al tutto dobbiamo aggiungerci certi rigori e preclusioni dogmatiche del mondo religioso che provocano sofferenze non necessarie e non meritate in nome della sua morale. Editore: Edizioni Fidest (23 dicembre 2015) Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. 

 

medicina sociale 2016-3Con il passare degli anni avverto forte il peso di una condizione che mette di continuo sotto pressione il nostro sistema immunitario e cerca di rendere sempre più precaria la condizione di doverci di continuo difendere a fronte di nemici tanto agguerriti e capaci di aggirare le nostre difese e ad annientarci tra mille sofferenze. Solo una serie di fortunate circostanze ci consente, sia pure con qualche acciacco qua e là, di vivere a lungo, ma non certo di raggiungere l’età di Matusalemme. Restiamo nella logica della speranza di vita del nostro tempo.
A questo punto sorge spontanea la domanda: vale proprio la pena vivere? E ancora “Chi mi creò?” E se la risposta è Dio non posso a mia volta che ribattere: e chi creò Dio?
E’ un modo per avvitarci su noi stessi ma senza trovare una risposta se non quella della teoria indù che dopo aver affermato che il mondo poggia sopra un elefante e che questi sopra una tartaruga, ma alla domanda “e la tartaruga dove poggia?” la risposta è “vogliamo cambiare discorso?”
Lo cambio di certo se non altro perché il tema conduttore del presente lavoro non è di natura teologica anche se questo discorso non può esimersi dal meditare sulle sofferenze, torture e credenze aberranti inflitte a coloro che osavano opporsi al progresso in campo umanitario e morale. Ne sa qualcosa Galileo Galilei ma anche quelle povere donne, nel periodo dell’inquisizione, bruciate vive perché considerate streghe e le altre torture che furono anch’esse imposte in nome della religione. Tutto questo non appartiene solo al passato. Ancora oggi il cristianesimo e le altre religioni, così come sono organizzate, ritengono il progresso morale, scientifico e culturale del mondo il loro più grande nemico.
In questa circostanza la malattia è stata vista a volte come una punizione e in altre evenienze una penitenza da scontare nella sofferenza per lenire le nostra angosce, il terrore dell’ignoto, la paura della morte. Oggi la scienza ci ha insegnato che tanti fenomeni non sono più misteriosi e questo ha provocato una dura protesta agli anacronistici principi religiosi.
Oggi ci opponiamo con più vigore e determinazione alla legittimità della sofferenza come espiazione dei nostri peccati reali o presunti e a cercare non aiuti immaginari o a inventarsi alleati in cielo ma piuttosto a valerci delle nostre forze, della nostra intelligenza per rendere il mondo in cui viviamo più piacevole e diverso da quello che è diventato nel corso dei secoli sotto l’influsso delle chiese.
Giustamente Bertrand Russell osservava: “Non bisogna rimpiangere il passato o soffocare la libera intelligenza con idee che uomini ignoranti ci hanno propinato per secoli. Occorre sperare nell’avvenire, e non voltarsi a guardare a cose oramai morte che, confidiamo, non rivivranno più in un mondo creato dalla nostra intelligenza.” Editore: Edizioni Fidest Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.

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