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MILANO 29 giugno: presentazione del libro "L'ULTIMO MATTONE SULLA TORRE DI BABELE", di Stefano Gavazzi

Giovedì 29 giugno 2017

presso l'Urban Center di Milano

Galleria Vittorio Emanuele II

 

è stato presentato il libro

L'ULTIMO MATTONE

SULLA

TORRE DI BABELE

di Stefano Gavazzi

 

Invito Presentazione Libro - 29 giugno web

Sono intervenuti con l'autore:

Evelina Flachi, Presidente della Fondazione Italiana per l'Educazione Alimentare

Anna Wolter, Astrofisica - INAF Osservatorio Astronomico di Brera

Valerio Consonni, Redazione Milano 24orenews

 

Moderatore

Dario Bordet, Direttore Responsabile Milano 24orenews

Photo Gallery ©  

 

Invito Presentazione Libro - 29 giugno web rt

Visitare un altro pianeta è il sogno di molti di noi. Eppure ci sono persone che lo hanno fatto, a parte gli astronauti, o almeno così hanno raccontato. Il filosofo olandese Emanuel Swedenborg dice di esser stato guidato nientemeno che dal “Signor Dio” alla scoperta dei pianeti del sistema solare. C’è chi, come Elon Musk, uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo, promette che in un futuro non poi così lontano si potrà viaggiare su Marte in 80 giorni, ad un costo per passeggero che si aggirerebbe sui 100.000 dollari.

E c’è chi, come Stefano Gavazzi, autore di questo coinvolgente romanzo, va ben al di là di quella promessa. Infatti in questo suo lavoro, scritto in un linguaggio semplice, pulito e fluente, l’autore ci accompagna in un suggestivo viaggio intergalattico che si svolge nello Spazio con la stessa disinvoltura con cui affrontiamo oggi un qualsiasi volo da un capo all’altro del nostro Pianeta. Certo, i tempi sono ben più lunghi e si incontra qualche disagio in più... C’è però un terreno specifico sul quale Gavazzi torna di continuo - pungolo inesauribile per un esercizio filosofico - la cui frequentazione costituisce la prima radice del suo pensare la vita: si tratta del rapporto fra l’uomo e il tempo. L’autore indaga il fulcro stesso dell’effimero e si accorge che nel dare corpo ad un sogno di eternità sottovalutiamo la limitata disponibilità del nostro bene più prezioso, l’unico il cui effettivo spessore è avvolto in un mistero. Ma l’uomo troppo spesso non se ne accorge e così disperde al vento l’unica sua autentica risorsa, il tempo, sul cui valore Gavazzi ci costringe a interrogarci, generando consapevolezza e nuovi obiettivi. E allora “la vita è lunga, quando si sappia farne buon uso” scriveva più di 2000 anni fa Seneca. Di fronte all’assurdo, il buon senso dell’autore suggerisce un modo di vita adatto all’umano, lontano dunque dall’Iperuranio ma mirato alla qualità della vita, non alla sua semplice durata. Una riflessione forte che proviene dalla diretta e sua personale esperienza: la perdita di Francesco, suo figlio ventenne, in un grave incidente automobilistico. Vissuto per molti anni in una grande sofferenza, Gavazzi sembra volerci dire che nonostante tutto, se sappiamo osservare ed esperimentare con attenzione il quotidiano, riusciamo a intravedere qualcosa di “miracoloso e salvifico”.

In fondo come è bello aver stancato i desideri, le passioni, ed esserceli lasciati alle spalle!

Trama: "L'UTLIMO MATTONE SULLA TORRE DI BABELE"

Dal Pianeta giallo, uno dei tanti mondi colonizzati tra le infinite galassie dell’universo, perfettamente adattato alla vita umana, Giulia, uno dei principali protagonisti di questa narrazione, alla fine degli studi di ingegneria genetica, non vede l’ora di arrivare sulla Terra per scoprire e visitare i luoghi d’origine della nostra civiltà. Don Franco, un sacerdote alle prime armi, è invece inviato a Roma per un congresso eucaristico. Ma il vero protagonista della nostra avvincente storia è Alfredo, un giovane scienziato, famoso per i brillanti risultati delle sue ricerche in campo genetico. I tre si trovano allo stesso tavolo durante la cerimonia di inaugurazione e subito simpatizzano, formando un indissolubile trio. La noia, sgradevole compagna di viaggio sempre in agguato in ogni angolo, è interrotta da una eccitate ma delicatissima notizia che, anziché restare segreta, rapidamente si diffonde come un virus nell’astronave e in breve fa il giro del mondo, governato come sempre da uomini potenti circondati da servizievoli e guerrieri robot.

Da qui in poi la vicenda si complica e sempre di più ci lascia col fiato sospeso. Tutto il mondo si trasforma, nell’aspetto ma soprattutto nello stile di vita. Come se non bastasse, una grave minaccia al pianeta Terra è in arrivo anche dallo Spazio…

Un disegno di Dio?

Riuscirà il pianeta a sopravvivere?

 

 

Stefano Gavazzi, classe1939, è nato a Milano. Lavora per diversi anni presso una importante industria finché quarantenne decide di lasciare il lavoro dipendente per dedicarsi a varie iniziative imprenditoriali. Ha viaggiato in tutto il mondo, per lavoro ma non solo. Nel 1985 il primo dei suoi 3 figli, Francesco, ventenne, perde la vita in un grave incidente automobilistico. La perdita di una persona cara è devastante, ma perdere un giovane figlio in tragiche circostanze sconvolge l’esistenza di qualsiasi genitore, è come se fermasse il tempo. Quel terribile evento conduce papà Stefano, allora quarantaseienne, alla più intima ricerca del significato dell’esistenza umana nel suo senso più ampio. Qualche anno dopo, una malattia non grave, che però relega Stefano Gavazzi a letto per circa tre mesi, lo spinge a raccogliere i suoi pensieri e nel ’93 pubblica il suo primo romanzo a cui dà il titolo “Palloni frenati”, seguito nel 2004 da “La progenie di Erode”. Con essi l’autore ha voluto lasciare le sue intime riflessioni, forse soprattutto a chi, offuscato dall'ombra di una grande sofferenza, prigionierotra il tormento della ragione e la pace della fede, abbia bisogno di ritrovare la serenità e la speranza.

A voi lasceremo scoprire il profondo messaggio che ha inteso lasciarci in questo suo ultimo “fantastico” lavoro.


 

 

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