"La follia: Il male che sconvolge la mente" di Riccardo Alfonso

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SCIENZA E VITA Vol. 1

Italian - Kindle Edition

Nel momento in cui mi accingo ad affrontare quest’aspetto della vita umana non intendo trattarlo dal punto vista medico-scientifico o analizzandola sotto la lente d’ingrandimento del psicologo. Mi limito ad una riflessione tipica del cronista che nel riportare un certo evento si trova nelle stesse condizioni del suo lettore davanti a comportamenti incomprensibili se non di ardua lettura.
Penso, ad esempio, a una madre che uccide il figlio salvo poi davanti all’inquirente dichiararsi innocente e lo afferma con tanta sincerità, a dispetto delle prove schiaccianti che provano il contrario, da lasciarci perplessi tanto da ingenerare interrogativi più inquietanti sullo stesso delitto che le risultanze investigative hanno fatto emergere.
In un mio libro “Il pendolo” ho affrontato il tema del serial killer e constatato che i suoi atti criminali si compiono con freddezza e determinazione come se il concetto di morale si fosse capovolto e concepisse il male come un bene. Ma è propio così?
In un altro, ancora, mi sono soffermato sulla figura de “L’Antropofago” analizzandone il comportamento e cercando di darvi una motivazione scatenante.
In altri miei lavori, infine, mi sono dilungato a tratteggiare la figura di taluni personaggi della storia che è più vicina ai miei tempi cercando di capire cosa possa frullare nella mente di un dittatore come ad esempio Hitler e lo stesso Stalin che mandarono a morte sicura milioni di persone in quei mattatoi che conosciamo meglio come lager e gulag. Benché questi campi fossero stati pensati per la generalità dei criminali, Il Gulag è noto soprattutto come mezzo di repressione degli oppositori politici in quella che fu l’Unione Sovietica.
E poi che genere di spiegazione può essere data di fronte a un inspiegabile delitto di un marito anziano che dopo 30-40 anni di convivenza uccide improvvisamente la moglie? Di solito è classificato come un raptus. Ma cosa lo ha scatenato? Lo stesso riguarda un delitto dove la violenza si trasforma in barbaria e non si capisce il perchè chi delinque non si limita a rubare o a scippare la sua vittima ma l’aggredisce con brutalità e continua anche dopo che è entrato in possesso del denaro o dei gioielli. Spesso si tratta di una forma di violenza che genera nelle vittime, e anche in chi viene a conoscenza di tali fatti, timori e reazioni sovente eccessivi e irrazionali. Sul fondo resta sempre un perché inappagato che ora nel mio libro cerco di darne una spiegazione.