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TUTTA COLPA DI MIKE

1intervista a cura di Luca Medici

Oggi intervistiamo Edmondo Conti, romano di nascita ma milanese d’adozione, produttore televisivo Endemol e ora anche scrittore. Nato nel ’71 si laurea in Giurisprudenza nel ’97, ma la sua vera passione è la tv. Comincia a lavorare nel ’98 a “Buona Domenica” con Maurizio Costanzo e da quel momento non lascia più la televisione! In tanti anni ha avuto la fortuna di conoscere numerosi personaggi della tv italiana: uno, Mike Bongiorno, è stato la sua fonte d’ispirazione per questo bellissimo libro... “Tutta colpa di Mike” appunto. Scopriamo insieme il “dietro le quinte” e i segreti che hanno caratterizzato la passione di Edmondo per la nostra tv.

Come è nata l’idea di scrivere un libro sulla tv?

È nata proprio dalla mia grande passione per la tv che talvolta mi porta un profondo senso di nostalgia verso ciò che andava in onda fino a qualche anno fa. Ho dunque provato a raccontare come era entusiasmante ogni singola giornata televisiva soprattutto negli anni ‘80, quando un pioniere geniale come Silvio Berlusconi ha osato sfidare un colosso come la Rai che in quel periodo contava su oltre il 90% del pubblico televisivo. È partito da una televisione che serviva via cavo il suo ultra moderno quartiere residenziale di Milano Due ed è riuscito a superare la concorrenza con entusiasmo, amore, tante intuizioni e con il fondamentale e prezioso sostegno dell’indimenticabile Mike Bongiorno. Ecco, questa storia continua ad affascinarmi e mi ha indotto a scriverla nero su bianco per raccontarla alle nuove generazioni e per ricordarla a chi se la dovesse essere dimenticata.

Come hai conosciuto Mike?

Da telespettatore, sin da quando avevo pochissimi anni di vita, non rinunciavo mai a seguire i suoi quiz del giovedì sera; come spettatore in studio, l’ho conosciuto nel 1990 quando ho avuto i biglietti per assistere dal vivo a un suo quiz del mezzogiorno, “Tris”come concorrente in una sua trasmissione nel 1996 a “Telemania”e infine a partire dal 2000 ho potuto conoscerlo in veste professionale quando sono approdato alla Direzione di Canale 5, come responsabile delle produzioni della rete.

Come mai proprio Mike ha ispirato questo libro?

Perché è stata “colpa” sua, anzi, “merito suo se è nata la tv pubblica in Italia nel 1954, la tv commerciale nel 1980 e se mi sono innamorato perdutamente della tv.

Tra gli autori del libro vedo che c’è anche Nicolò Bongiorno, il secondo dei tre figli di Mike. Qual è stata la sinergia che vi ha portato alla realizzazione di questo libro?

Intanto se Nicolò non avesse creduto in questo progetto, questo libro forse non avrebbe mai visto la luce. Poi quanto è in esso narrato si sposa perfettamente con i valori della Fondazione Mike, che sono quelli di sostegno ai giovani in cerca di lavoro soprattutto nel campo dello spettacolo e agli anziani bisognosi di cure e calore umano. Tra l’altro la metà del ricavato dalla vendita del libro andrà proprio a beneficio dei progetti della Fondazione. Infine, grazie a Nicolò, nel libro sono presenti decine di fotografie inedite tratte dall’archivio personale della famiglia Bongiorno. 

Questo libro ha diverse anime, ce le vuoi raccontare?

Ha un’anima autobiografica, in quanto racconto la storia della tv con i miei occhi da appassionato telespettatore, poi con gli occhi dell’autore, quale sono stato per alcuni anni, in seguito con gli occhi della Direzione di rete e infine con gli occhi del Produttore esecutivo, incarico che ricopro tuttora. Ha un’anima tecnica nel racconto delle sfide più appassionanti della tv e un’anima dedicata a Mike con le schede dei suoi programmi più belli. Ci sono anche le interviste a volti noti, conduttori e vallette, e volti meno noti come i suoi autori e il suo staff tecnico.

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Photo Gallery © Fondazione Mike Bongiorno

 

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