BAFF - BUSTO ARSIZIO FILM FESTIVAL coming soon_115x60 cenadelitto2 115x60 inmondadori KOLOSSAL

Occhio allo scarabocchio - di Claudia Leidi Pandini - Bolis editore

Libro - Occhio allo scarabocchio - edizioni Bolis r

Libro - Occhio allo scarabocchio - edizioni BolisLa grafologia analizza e studia la grafia di un soggetto, ma non solo; anche la firma, i disegni e gli scarabocchi.

A molti di voi sarà capitato durante una telefonata, una riunione, una lezione o conferenza, di lasciare che la mano tracciasse liberamente e in modo involontario, dei segni sul foglio; essi apparentemente senza significato, ma che invece dicono moltissimo di noi e delle nostre emozioni.

A differenza di un disegno vero e proprio, lo scarabocchio non parla una lingua familiare, non ha una sua logica, ma da esso è possibile capire ciò che la nostra mente cela quando può esprimersi senza censure e senza freni inibitori.

Infatti lo scarabocchio arriva direttamente dal nostro inconscio che trattiene e custodisce tutto quello che non esprimiamo perché la nostra razionalità e coscienza ce lo impediscono.

Uno studio di Cambridge ha rilevato che scarabocchiare fa bene; migliora la capacità di concentrazione fino al 30% in più, aumenta la fluidità del pensiero e la memoria, scaricando lo stress, l’ansia e l’aggressività.

Questi sono alcuni dei motivi per i quali gli scarabocchi rivelano lo stato d’animo che stiamo vivendo e venendo tracciati in maniera completamente istintiva e automatica, non mentono.

Per cercare di capire uno scarabocchio si può iniziare a osservare in quale parte del foglio è tracciato.

L’alto per esempio, rappresenta il rapporto con le regolo, i divieti, l’autorità e la spiritualità; chi scarabocchia in quel punto è una persona che possiede fiducia in se stessa. Il basso è la zona che racchiude la fattività, l’istintività, gli aspetti più materiali della vita e la concretezza.

La sinistra indica il bisogno di protezione, la cautela nell’agire, gli scarabocchi quindi tracciati a sinistra evidenzieranno un sentimento di nostalgia che si sta vivendo, o un momento di tristezza o di morale basso.

La parte destra richiama invece l’indipendenza, lo slancio, la conquista e quindi esprime la voglia di comunicare qualcosa.

Infine lo scarabocchio posizionato nel centro del foglio, sarà indicativo di una personalità che desidera attirare l’attenzione o che tenti di conquistare un proprio spazio in vista.

Gli aspetti da tenere in considerazione sono davvero numerosi, come per esempio il tipo di tracciato che viene utilizzato: se lo scarabocchio ha un segno curvilineo oppure angoloso, dove ci indicherà nel primo caso, un modo di agire disteso, di apertura, di dolcezza e di adattamento; mentre con un tratto più spigoloso avremo un soggetto più teso, più aggressivo e che vivrà ponendo resistenza nell’agire.

Anche la dimensione dello scarabocchio racconta di noi: quando è piccolo sarà indicativo di persona introversa, timida, che parla poco e che esprime con difficoltà i propri sentimenti, saranno quindi soggetti profondi e riflessivi.

Per gli scarabocchi di dimensione grande avremo a che fare con una persona estroversa, espansiva, comunicativa, che ha necessità di contatti, gratificazioni e attenzioni.

Quindi in una persona il benessere porterà a scarabocchi con tracciati arrotondati, armoniosi e allargati; mentre il malessere sarà evidenziato da segni più rimpiccioliti e con un tracciato più spigoloso.

Allora “Occhio allo scarabocchio” (edizioni Bolis di Claudia Leidi Pandini) perché quando tracciate qualcosa sul foglio ricordate che raccontate di voi.

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

Libri