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"L'ULTIMO MATTONE SULLA TORRE DI BABELE", Romanzo di Stefano Gavazzi

Un libro davvero ESPLOSIVO!

da leggere tutto d'un fiato!

Cover Babele - fronte e retro

Cover Babele - fronte

 

L'ULTIMO MATTONE

SULLA TORRE DI BABELE

Romanzo di Stefano Gavazzi

 

Genere:    fantasy

Pagine:     300

Copertina: brossurata

Editore:     Le Roy 

 

 

Per sapere dove trovarlo: 

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Finalmente un libro da non perdere!

 

 

Visitare un altro pianeta è il sogno di molti di noi. Eppure ci sono persone che lo hanno fatto, a parte gli astronauti, o almeno così hanno raccontato. Il filosofo olandese Emanuel Swedenborg dice di esser stato guidato nientemeno che dal “Signor Dio” alla scoperta dei pianeti del sistema solare. C’è chi, come Elon Musk, uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo, promette che in un futuro non poi così lontano si potrà viaggiare su Marte in 80 giorni, ad un costo per passeggero che si aggirerebbe sui 100.000 dollari.

E c’è chi, come Stefano Gavazzi, autore di questo coinvolgente romanzo, va ben al di là di quella promessa. Infatti in questo suo lavoro, scritto in un linguaggio semplice, pulito e fluente, l’autore ci accompagna in un suggestivo viaggio intergalattico che si svolge nello Spazio con la stessa disinvoltura con cui affrontiamo oggi un qualsiasi volo da un capo all’altro del nostro Pianeta. Certo, i tempi sono ben più lunghi e si incontra qualche disagio in più... Ma è un libro che rimane “nella pancia” dentro a lungo, o per meglio dire, le sue immagini gonfiano la nostra immaginazione come punture di zanzare.

C’è però un terreno specifico sul quale Gavazzi torna di continuo- pungolo inesauribile per un esercizio filosofico- la cui frequentazione costituisce la prima radice del suo pensare la vita: si tratta del rapporto fra l’uomo e il tempo. L’autore indaga il fulcro stesso dell’effimero e si accorge che nel dare corpo ad un sogno di eternità sottovalutiamo la limitata disponibilità del nostro bene più prezioso, l’unico il cui effettivo spessore è avvolto in un mistero. Ma l’uomo troppo spesso non si accorge e così disperde al vento l’unica sua autentica risorsa, il tempo. L’autore ci costringe a interrogarci sul valore del tempo, generando consapevolezza e nuovi obiettivi. E allora “la vita è lunga , quando si sappia farne buon uso “ scrisse più di 2000 anni fa Seneca. Di fronte all’assurdo, il buon senso dell’autore suggerisce un modo di vita adatto all’umano, lontano dunque dall’Iperuranio, ma mirato sulla qualità della vita, non sulla sua semplice durata.

Una riflessione forte che proviene dalla diretta e sua personale esperienza: la perdita di Francesco, suo figlio ventenne, in un grave incidente automobilistico. Vissuto per molti anni in una grande sofferenza, Gavazzi sembra volerci dire che nonostante tutto, se sappiamo osservare ed esperimentare con attenzione il quotidiano, riusciamo a intravedere qualcosa di “miracoloso e salvifico”.

In fondo come è bello aver stancato i desideri, le passioni, ed esserceli lasciati alle spalle! Da mettere sotto l’albero di Natale per l’affetto di chi si vuole bene!

Valerio Consonni

Stefano Gavazzi, classe1939, è nato a Milano. Lavora per diversi anni presso una importante industria finché quarantenne decide di lasciare il lavoro dipendente per dedicarsi a varie iniziative imprenditoriali. Ha viaggiato in tutto il mondo, per lavoro ma non solo. Nel 1985 il primo dei suoi 3 figli, Francesco, ventenne, perde la vita in un grave incidente automobilistico. La perdita di una persona cara è devastante, ma perdere un giovane figlio in tragiche circostanze sconvolge l’esistenza di qualsiasi genitore, è come se fermasse il tempo. Quel terribile evento conduce papà Stefano, allora quarantaseienne, alla più intima ricerca del significato dell’esistenza umana nel suo senso più ampio. Qualche anno dopo, una malattia non grave, che però relega Stefano Gavazzi a letto per circa tre mesi, lo spinge a raccogliere i suoi pensieri e nel ’93 pubblica il suo primo romanzo a cui dà il titolo “Palloni frenati”, seguito nel 2004 da “La progenie di Erode”. Con essi l’autore ha voluto lasciare le sue intime riflessioni, forse soprattutto a chi, offuscato dall'ombra di una grande sofferenza, prigionierotra il tormento della ragione e la pace della fede, abbia bisogno di ritrovare la serenità e la speranza.

A voi lasceremo scoprire il profondo messaggio che ha inteso lasciarci in questo suo ultimo “fantastico” lavoro.

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