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MILANO, VITTORIO SGARBI PRESENTA IL SUO LIBRO

Sgarbi Antonello contemporaneo

MILANO. VITTORIO SGARBI

A PALAZZO REALE

per la presentazione del suo ultimo libro 

"Antonello contemporaneo"

La grandezza dell’opera di Antonello da Messina

VITTORIO SGARBI  autografa il suo libro

Milano Vittorio Sgarbi ha presentato il suo nuovo libro “Antonello contemporaneo”. All’interno di Palazzo Reale in Piazza Duomo al 12 nelle sale della mostra  “Antonello da Messina” aperta al pubblico sino al 2 giugno 2019, tra giornalisti e visitatori Sgarbi ha incantato tutti i presenti con un racconto appassionato dell’artista Antonello da Messina, raccontando tutti i retroscena nella ricerca e acquisto delle opere effettuate da varie Istituzioni Pubbliche. "Il caso Antonello si presenta come un intricato dedalo di ipotesi incontrollabili, tra cui affiora all’improvviso un dato certo, una prova, un documento cui appigliarsi. Insomma, un caso da risolvere abbinando agli strumenti della più raffinata critica d’arte le tecniche più corrive dell’indagine poliziesca.” Il volume riunisce una selezione di saggi del grande critico d’arte sull’opera di Antonello a confronto con altre opere del maestro siciliano o di altri artisti a lui contemporanei o successivi, fino ad arrivare all’arte dei nostri giorni. Il linguaggio delle mani della celebre Annunciata di Palazzo Abatellis a Palermo e del Cristo benedicente della National Gallery di Londra, le pieghe del vestito del Ritratto d’uomo, detto Ritratto Trivulzio, e i tagli di una tela di Fontana: l’analisi delle affinità tra dipinti dello stesso Antonello o i confronti inusitati e affascinanti con opere di altri artisti antichi e moderni fanno di questo volume uno strumento imprescindibile per una originale rilettura dell’arte di questo grande maestro del Quattrocento. Ma parole di Sgarbi nella narrazione dell’artista sommo di straordinaria modernità, scoperto solo a partire dal Novecento. Un pittore misterioso e ancora da scoprire “Che Antonello da Messina fosse un pittore veneziano, lo si è creduto a lungo, anche in Sicilia, fino all’Ottocento. Che il suo quadro-simbolo, la luminosissima Annunciata del museo di Palermo, fosse scambiato per un’opera del pittore tedesco Albrecht Dürer o considerato la copia di un’altra Annunciata, conservata a Venezia, è successo fino al 1904. Che ci siano nelle pieghe di chissà quali collezioni quadri di Antonello ancora da scoprire lo rivela la Pietà acquistata dal Prado di Madrid nel 1966: un Cristo morto, ancora palpitante, sorretto da un angelo di fronte a un paesaggio in cui si riconosce la torre campanaria dell’antico duomo di Messina. Basta perciò contare le opere riscoperte dopo il Novecento, almeno sei, per capire che la grandezza di Antonello (“una grandezza che spaura”, ha scritto nel 1953 lo storico dell’arte Roberto Longhi) appartiene tutta a questo secolo. Prima, lungo cinque secoli, Antonello era un pittore appena rinomato, famoso come ritrattista e soprattutto abile artigiano: “Fu Antonello che rubò al pittore fiammingo Jan van Eyck il segreto della pittura a olio per rivelarlo agli artisti italiani del Rinascimento”, dice, pressappoco, il pittore aretino Giorgio Vasari (l’autore delle Vite, il primo libro di storia dell’arte italiana) a metà del Cinquecento. A partire da questa data l’immagine di Antonello scolora col passare dei secoli: gli elementi sicuri della sua biografia sono scarsi e lacunosi, le opere datate pochissime, quelle perdute sono molte, almeno quaranta. Il caso Antonello perciò si presenta come un intricato dedalo di ipotesi incontrollabili, tra cui affiora all’improvviso un dato certo, una prova, un documento cui appigliarsi. Insomma, un caso da risolvere abbinando agli strumenti della più raffinata critica d’arte le tecniche più corrive dell’indagine poliziesca.” (Vittorio Sgarbi)

Il volume riunisce una selezione di saggi del grande critico d’arte sull’opera

di Antonello a confronto con altre opere del maestro siciliano o di altri artisti a lui contemporanei o successivi, fino ad arrivare all’arte dei nostri giorni. Il linguaggio delle mani della celebre Annunciata di Palazzo Abatellis a Palermo e del Cristo benedicente della National Gallery di Londra, le pieghe del vestito del Ritratto d’uomo, detto Ritratto Trivulzio, e i tagli di una tela di Fontana: l’analisi delle affinità tra dipinti dello stesso Antonello o i confronti inusitati e affascinanti con opere di altri artisti antichi e moderni fanno di questo volume uno strumento imprescindibile per una originale rilettura dell’arte di questo grande maestro del Quattrocento.

 

2019, 15 x 21 cm, 88 pagine

75 colori, brossura

ISBN 978-88-572-4130-2

À14,00

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