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CAPOLAVORI RUBATI Luca Nannipieri Skira editore

CAPOLAVORI RUBATI - Luca Nannipieri

CAPOLAVORI RUBATI

Luca Nannipieri

Skira editore

A cura di Valerio Consonni

Attraverso la narrazione e la spiegazione giudiziaria dei furti, l’inquadramento storico e lo stile delle opere in questione, la disamina sulle misure museali di sicurezza, il libro di Luca Nannipieri affronta il grande tema dell’arte nel suo rapporto con la complessità del male. Nannipieri, bravo critico d’arte, scrive su settimanali e quotidiani nazionali, oltre ad aver condotto la rubrica ‘SOS Patrimonio Artistico’ e ora “Capolavori Rubati” del Caffè di Rai 1. Il libro ci racconta - attraverso casi di furti, saccheggi, requisizioni, mercato nero, sequestri… - che è molto sbagliato pensare che l’arte spinga al bene e alla giustizia. Solo un’interpretazione moralistica, dunque non veritiera della storia dell’arte, può trasformare la bellezza in una specie di ‘purificatore di anime’. “Forse - scrive l’autore - il male ha abbracciato la bellezza molto più a lungo del bene”. La rapina di un’opera è stata per millenni la forma più consueta di appropriazione, di esibizione, di conquista di potere di un popolo rispetto a un altro, di un colonizzatore rispetto ai colonizzati. Ora la domanda che sorge è: perché? Perché l’arte ispira violenze, rappresaglie, furti, al pari della meraviglia e un senso di condivisione. I monumenti artistici non sono immobili, non sono passivi: in loro coesistono tensioni, forze, che noi andiamo ogni volta a innescare. Le opere artistiche raggrumano, in se stesse, una pluralità di valori che non sono affatto inermi, anzi suscitano sentimenti di riconoscimento, identificazione, affetti, memorie, tutti fattori assai diversi nel tempo e tra gli stessi fruitori. Questa complessità invisibile, motiva gesti e azioni che possono essere opposti: dalla cura più rigorosa al desiderio di possesso, di rapina. “La bellezza è l’inizio del tremendo” scriveva Rainer Maria Rilke. Come la bellezza, il tremendo è che ci scuote! L’arte non incarna un valore inoffensivo, in essa sono depositate strutture inconsce, profonde, che vanno a toccare realtà interne di chi osserva. Se guardiamo alla base di questi conflitti tra cura meticolosa, vandalismo, ruberia, vediamo quanto potere gli uomini conferiscono a questi oggetti, le opere d’arte, apparentemente secondari per l’esistenza di ciascuno di noi. Nannipieri si addentra nella ricostruzione di alcuni dei più clamorosi colpi messi contro capolavori: dalla “Natività” di Caravaggio a Palermo, a furti di quadri di Vermeer, Degas, Manet all’Urlo di Munch a Oslo… L’Interpol stima che ogni anno il traffico illecito di beni culturali produce un profitto superiore ai nove miliardi di dollari USA. Dopo armi, droga e tratta di esseri umani, il contrabbando di opere d’arte è ancora il più proficuo dei commerci criminali. Un libro dotato di “artigli”, quasi un giallo avvincente, ma soprattutto anche una preziosa guida per un giovane che abbia voglia di addentrarsi in questo meraviglioso mondo di magie!

Tratto da:

Milano 24orenews                         Roma 24orenews          

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