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Bologna. "Rest", mostra dell’artista svedese Mats Bergquist | dal 30 gennaio

Bologna. 

"Rest", mostra dell’artista svedese Mats Bergquist | dal 30 gennaio

Bologna - Mats Bergquist mostra Rest  Courtesy Galleria San Fedele MilanoMercoledì 30 gennaio 2019, ore 17.00 Via Riva di Reno 57

(ORARI DI APERTURA: giovedì e venerdì, ore 10-13 sabato e domenica, ore 11-18.30

in occasione di Art City White Night: sabato 2 febbraio, ore 11-23.30 ingresso libero).

La Raccolta Lercaro, in collaborazione con la Galleria San Fedele di Milano, presenta la mostra Mats Bergquist. "Rest", a cura di Andrea Dall’Asta SJ ed Elena Dal Molin. L’artista svedese Mats Bergquist parte da supporti lignei e con un lungo processo di sottilissime stratificazioni materiche ottiene volumi che si presentano con superfici concave o convesse.

La consistenza fisica dell’opera è quindi dovuta a un lento e progressivo gesto di sovrapposizione di materia (colle, gesso, pigmenti e tecnica ad encausto su legno e in seguito su tela), fino a quando il piano dell’oggetto risulta liscio e perfettamente levigato. La superficie non presenta alcun tipo di segni, di forme imitative o naturalistiche. A una prima impressione sono spazi di “vuoto”. Altre volte vi è la presenza di oggetti che si manifestano attraverso forme altamente simboliche come uova, in questo caso ottenute attraverso l’antica tecnica giapponese raku.

Le sue sculture, ordinate secondo posizioni precise ma di cui ignoriamo la regola, assumono un perfetto equilibrio e una profonda armonia, in una continua dialettica tra dispersione e ricongiunzione. Il tempo appare protagonista: l’opera nasce da una progressiva stesura di materiali, come nelle icone antiche. Al supporto ligneo, con la sua accurata levigatura, con la successiva sovrapposizione del telo di lino a compensazione dei movimenti del legno, con la stesura del gesso sul quale è inciso il disegno, con l’applicazione del fondo oro, con le stesura dei colori ottenuti da pigmenti minerali e vegetali, si giungeva alla definizione dei contorni, per terminare con le lumeggiature. Era un vero e proprio cammino che segnava non soltanto un percorso temporale dei gesti, ma un viaggio dell’anima che riconosceva gradualmente l’apparire dell’eterno, come se dall’interno dell’icona emergesse il divino che irrompe nel qui e ora della nostra storia.

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