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MILANO. ALLA FONDAZIONE PINI, MOSTRA DI TRE GRANDI FOTOGRAFI MILANESI

ritratto Mario Crimella stampa

MILANO TRE GRANDI FOTOGRAFI

MARIO CASTAGNERI - MARIO CRIMELLA - DINO ZANI

IN MOSTRA ALLA FONDAZIONE PINI

Scatto di Mario Crimella  a  Giacomo Puccini

 

Un secolo fa i fotografi Mario Castagneri, Mario Crimella e Dino Zani varcavano per la prima volta la soglia del palazzo Radice in via Garibaldi 2 a Milano. Nel 1920 nasceva lo studio “Crimella-Castagneri-Zani” tra i più affermati nell’ambito della fotografia artistica milanese tra le due Guerre.  Oggi, a distanza di un secolo, le prove d’autore di questi tre professionisti tornano a casa, nel luogo dove sono state concepite e realizzate. In corso Garibaldi 2 a Milano presso la Fondazione Adolfo Pini è stata appena inaugurata la mostra Conversazioni di luce. Fotografie di Mario Castagneri, Mario Crimella e Dino Zani, a cura di Valentina Barbieri, vincitrice della borsa di studio “Progetto Inedito 2018”. Oltre trenta le fotografie esposte, provenienti da quattro collezioni private e dal Civico Archivio Fotografico di Milano. Tra le frequentazioni dello studio spiccano quelle con i pittori dell’Accademia di Belle Arti di Brera e con gli artisti del Secondo Futurismo come Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero.  L’obbiettivo dei tre fotografi entra nei teatri e nelle gallerie d’arte milanesi pubbliche e private. Tra i ritratti in mostra, Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello, Giacomo Puccini e ancora, Alberto Martini, Carlo Carrà, Tamara De Lempicka.  Crimella, Castagneri e Zani sono “artisti fra gli artisti”, maestri nel ritratto, abili interpreti di una sensibilità tutta in divenire.  Partecipano alla Prima e Seconda Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza, su invito di Guido Marangoni. Nel 1922 sono protagonisti di una fusione societaria che porta alla nascita di S.F.R.A.I. (Studi fotografici riuniti artistico-industriali). La mostra è l’esito di una lunga indagine compiuta dalla curatrice, in collaborazione con il Civico Archivio Fotografico di Milano e con gli eredi dei fotografi, al fine di riscoprire l’intreccio di connessioni e influenze che hanno coinvolto i tre professionisti all’interno del mondo artistico milanese tra le due Guerre. Il loro sguardo diventa una lente privilegiata di lettura di un periodo complesso ed irrimediabilmente affascinante che ha segnato una cesura profonda tra tradizione e modernità, tra scelte convenzionali e spinte eversive. 

Un secolo fa i fotografi Mario Castagneri, Mario Crimella e Dino Zani varcavano per la prima volta la soglia del palazzo Radice in via Garibaldi 2 a Milano. Nel 1920 nasceva lo studio “Crimella-Castagneri-Zani” tra i più affermati nell’ambito della fotografia artistica milanese tra le due Guerre.

Oggi, a distanza di un secolo, le prove d’autore di questi tre professionisti tornano a casa, nel luogo dove sono state concepite e realizzate. In corso Garibaldi 2 a Milano presso la Fondazione Adolfo Pini è stata appena inaugurata la mostra Conversazioni di luce. Fotografie di Mario Castagneri, Mario Crimella e Dino Zani, a cura di Valentina Barbieri, vincitrice della borsa di studio “Progetto Inedito 2018”. Oltre trenta le fotografie esposte, provenienti da quattro collezioni private e dal Civico Archivio Fotografico di Milano.

Tra le frequentazioni dello studio spiccano quelle con i pittori dell’Accademia di Belle Arti di Brera e con gli artisti del Secondo Futurismo come Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero.  L’obbiettivo dei tre fotografi entra nei teatri e nelle gallerie d’arte milanesi pubbliche e private. Tra i ritratti in mostra, Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello, Giacomo Puccini e ancora, Alberto Martini, Carlo Carrà, Tamara De Lempicka.

Crimella, Castagneri e Zani sono “artisti fra gli artisti”, maestri nel ritratto, abili interpreti di una sensibilità tutta in divenire.  Partecipano alla Prima e Seconda Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza, su invito di Guido Marangoni. Nel 1922 sono protagonisti di una fusione societaria che porta alla nascita di S.F.R.A.I. (Studi fotografici riuniti artistico-industriali).

La mostra è l’esito di una lunga indagine compiuta dalla curatrice, in collaborazione con il Civico Archivio Fotografico di Milano e con gli eredi dei fotografi, al fine di riscoprire l’intreccio di connessioni e influenze che hanno coinvolto i tre professionisti all’interno del mondo artistico milanese tra le due Guerre.

Il loro sguardo diventa una lente privilegiata di lettura di un periodo complesso ed irrimediabilmente affascinante che ha segnato una cesura profonda tra tradizione e modernità, tra scelte convenzionali e spinte eversive.

 

 

 

 

 

 

 

           

 

 

 

 

 

 

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