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MILANO MOSTRA DI GAETANO CAMMARATA “Stanze Segrete”

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MILANO -  MOSTRA DI GAETANO CAMMARATA

“Stanze Segrete”

BASILICA DI SAN CELSO

Corso Italia 46 Milano

8 - 9 -10  marzo 2019.

Personale d'Arte Dedicata all'universo femminile Che Si Terrà in Occasione della festa della donna, venerdì 8 marzo, Presso il prestigioso spazio della Basilica di San Celso in Corso Italia 46 Milano. Le Stanze Segrete Sono i ricordi, i sogni, le emozioni racchiusi nel Cuore delle donne rappresentate, Luoghi inesplorati Che riaffiorano e vengono Fermati venire istantanea Una. La stanza segreta e Il Carattere delle donne raffigurate: donne forti, un malinconiche Volte, un pensierose Volte, un Volte grave. Figura su fondi bianchi e neri che sì muovono in Uno spazio indefinito Che ne caratterizza il Momento vissuto. “La mostra, di Particolare attualità per la tematica Che ne e Il fulcro, Ossia l'universo femminile, si tiene in un contesto storico e sociale in cui Pari Opportunità ed emancipazione Non Sono Ancora DIRITTI per Tutti e in cui si assisté ad atti di violenza sempre Più Frequenti e brutali nda Confronti delle donne, tanto da richiamare alla mente le parole di Alda Merini nel Suo volume di Maria: «La donna è sempre Stata ripudiata quasi per forza d'inerzia, vieni se facesse piacere all'uomo VEDERE scatenare this iattura addosso un una creatura Che forse e Il Più bell'ornamento della Natura ».

Sponsor della serata Elixir Borducan che per l'Occasione presenterà 3 drink Produzione limitata Dai profumi inebrianti delle coste del Mediterraneo.

 

Vittorio Schieroni, Critico d'Arte: Madri, sorelle, amiche, compagne di vita: donne. Le figure femminili che Gaetano Cammarata riporta su tela, tavola o carta in colori acrilici e tecnica mista, nucleo principale della sua personale milanese, vanno al di là del singolo soggetto ritratto per ricondurci a un ideale, un modello femminino che accomuna tutte le donne nella stessa rappresentazione. Visi senza tempo, di una bellezza gentile e delicata, espressioni che talvolta rivelano un’emozione o il trasognato stato di sospensione di chi si è perso nei propri pensieri. L’idea del femminile di Cammarata risiede in queste figure eteree ed eleganti che emergono da uno sfondo neutro, monocromo: sintesi di personalità per andare oltre il semplice ritratto dell’individuo. In alcuni casi sono particolari del corpo, ingranditi ed estrapolati dall’insieme, a trovarsi al centro dell’attenzione, dove l’elemento rimanda al tutto, come un gioco di figure retoriche, della sineddoche in particolare. Con queste presenze femminili l’artista sembra voler delineare un vero e proprio ritratto dell’interiorità delle donne, omaggio alla loro essenza, in un periodo in cui si assiste al persistere di vecchie irrisolte problematiche e al presentarsi di nuove incertezze che pesano sulle loro spalle. Un segno netto ma allo stesso tempo delicato, quello con cui Gaetano Cammarata delinea pittoricamente i propri soggetti, talvolta facendo uso di tecnica mista, con inclusioni materiche e un impiego del colore più o meno marcato a seconda delle opere; una matericità che talvolta si spinge fino all’inserimento di oggetti di diversa natura – come fotografie, plexiglas, legno, ritagli di carta – che vengono a unirsi armonicamente, in un’unica composizione, con gli elementi figurativi realizzati per mano dell’artista. Un tratto che sembra talvolta avvertire influenze da parte di una tradizione classica, mediata dalla modernità di stile e contenuti. Presente nel percorso espositivo della personale è anche la grande installazione “Disiecta Membra”, già esposta precedentemente in altre occasioni e protagonista di un’importante mostra che si è tenuta presso il Museo di Sant’Eustorgio a Milano nel giugno del 2010. L’artista, che affianca alla pittura di stampo tradizionale la sperimentazione attraverso altre tecniche, presenta ai visitatori una serie di oltre duecento ritratti fotografici di persone, accompagnando ad essi altrettante ciocche dei loro capelli: occasione per trasformare l’individuo in opera d’arte, per renderlo in qualche modo eterno tramandando agli altri un suo ricordo trasformato in una sorta di reliquia. Per quest’opera, come per altri lavori di Gaetano Cammarata, l’immagine dell’uomo o della donna assume le caratteristiche di

moderna icona, immersa in una situazione atemporale, dove il momento fuggevole viene impresso indelebilmente, una presenza fisica nell’immagine. “Disiecta Membra” diventa occasione per sottolineare l’importanza del tema della memoria nel pensiero dell’artista: i suoi lavori sembrano, infatti, trovarsi spesso a cavallo tra passato e presente, tra la percezione del costante mutamento, del momento che sfugge dalle mani per passare oltre, e il desiderio di annullare la sensazione di transitorietà, di far perdurare almeno attraverso l’arte ciò che è destinato a scorrere. Un elemento sotterraneo, il tema del rapporto tra presenza e memoria, che accomuna sia le opere pittoriche che il resto della sua produzione artistica, tanto da far affermare allo stesso Cammarata, nel presentare la sua arte, che le opere da lui realizzate «evocano il tempo che scorre e salvano e custodiscono le esperienze vissute, una sorta di “arte del ricordo” tanto vicina alle Wunderkammer quanto alle Camere delle reliquie». La mostra, di particolare attualità per la tematica che ne è il fulcro, ossia l’universo femminile, si tiene in un contesto storico e sociale in cui pari opportunità ed emancipazione non sono ancora diritti per tutti e in cui si assiste ad atti di violenza sempre più frequenti e brutali nei confronti delle donne, tanto da richiamare alla mente le parole di Alda Merini nel suo volume Maria: «la donna è sempre stata ripudiata quasi per forza d’inerzia, come se facesse piacere all’uomo vedere scatenare questa iattura addosso a una creatura che forse è il più bell’ornamento della natura». Gaetano Cammarata con questa personale scrive attraverso le sue opere d’arte un racconto che parla di noi, che possiamo ritrovarci fissati per sempre attraverso una fotografia o, nel caso delle donne, rispecchiarci nelle sue figure, moderne icone in un tempo che muta incessantemente a una velocità isterica, con una rapida obsolescenza e amnesia di tutto, un tempo, il nostro, che deve creare occasioni per farci fermare a riflettere, per imparare dagli errori ed evitare di dimenticare.

http://www.gaetanocammarata.it

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