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Verona. "Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky" | 19.11.19 - 05.04.20

Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky

Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky

Verona Lunedì 9 settembre, alle 9, il call center di Linea d’ombra (0422.429999, www.lineadombra.it) comincerà a essere preso d’assalto. Da quel giorno e a quell’ora iniziano, infatti, le prenotazioni per la grande mostra. Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght che Linea d’ombra e Comune di Verona, in accordo con la Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence, propongono alla Gran Guardia dal prossimo 19 novembre al 5 aprile 2020, con il fondamentale supporto del Gruppo Baccini, main sponsor dell’iniziativa.

Già molti sono i segnali che indicano come intorno a questa affascinate rassegna l’interesse del pubblico stia lievitando in modo sensibile. È afferma il curatore della mostra, Marco Goldin – un’occasione imperdibile per conoscere uno dei momenti più straordinari dell’intera arte del Novecento. Una mostra ampia, forte di un centinaio di opere, che unisce una vera e propria antologica dedicata ad Alberto Giacometti, il più importante scultore del XX secolo, ma anche strepitoso pittore nonché disegnatore, ai quadri, spesso di grande formato, di alcuni autori che gravitarono attorno a Giacometti e alla Galleria Maeght nella Parigi degli anni precedenti o successivi il secondo conflitto mondiale. Per cui si vedranno capolavori da Kandinsky a Chagall, da Miró a Braque solo per citarne alcuni.

Goldin anticipa anche alcune caratteristiche di un allestimento che si preannuncia molto originale. Le splendide e ampie sale della Gran Guardia faranno da sfondo a un allestimento di poetica suggestione, con le grandi sculture di Giacometti, a cominciare dal celeberrimo L’uomo che cammina, che quasi galleggeranno sul pavimento su cui verrà stesa una speciale moquette scura, sulla quale si staglieranno le basi in pietra bianca su cui si poseranno poi le sculture stesse. Questo per seguire il volere di Giacometti che privilegiava proprio l’utilizzo del bianco. Mentre sulle pareti attorno verranno appese sequenze mozzafiato di capolavori di Miró, Kandinsky e tutti gli altri, in un dialogo quasi teatrale tra colori accesi e monocromia delle statue, il tutto esaltato dallo studiatissimo apparato illuminotecnico che isolerà le singole forme nello spazio.

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