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LUGANO. A WOPART LA MOSTRA DI BOB KRIEGER

BOB KRIEGHER

LOVE – BOB KRIEGER

Wopart, | Lugano 19-22 settembre 2019

FUSIONE JOHN ELKANN 130 x 130 cm Opera in rilievo su carta telata e resinata con inserimento di simboli FiatChrysler. 2017 BobKrieger

La Quarta edizione di Wopart, a Lugano dal 19 al 22 settembre presso il Centro Esposizioni, dedica a Bob Krieger una mostra dal titolo LOVE a cura di Mimmo di Marzio. Ospitata nell’Area Talk della fiera, le opere, provenienti dalla collezione privata di Krieger, rappresentano immagini iconiche della serie Nudi e Occhi, riprodotte dall’artista attraverso la sua personale interpretazione dell’amore inteso come passione per la bellezza, per l’arte, per il corpo umano. “Ho sempre amato l’arte, in particolare la fotografia, la pittura e la scultura. Ad un certo punto del mio lavoro ho voluto dare una seconda vita alle mie foto plasmandole con la materia”.

Le opere della mostra LOVE custodiscono i sentimenti dei soggetti protagonisti, dove persino le cornici si fondono con l’opera stessa e svelano l’anima di grandi personalità. Un modo personalissimo per Krieger di celebrare la sua eterna ammirazione per le arti e le professioni eccellenti con al centro il corpo umanobocche, mani e occhi che esprimono la grandezza in un gesto, in uno sguardo. Le opere sono dunque “messaggi da interpretare” affidati a materiali che si appoggiano su carte preziose che l’artista ha modellato e scolpito.

A queste si aggiungono quattro preziosissimi ritratti fotografici di personaggi straordinari: Gianni Agnelli, Giorgio Armani, Lang Lang e Leonardo Del Vecchio, parte della prestigiosa galleria di personalità immortalate da Kriger nel corso della sua attività.

Così scrive Mimmo di Marzio, curatore della mostra:

Nel suo saggio del 1889 L’arte da un punto di vista sociologico, il filosofo e poeta francese Jean-Marie Guyau sosteneva che l’arte era fondamentalmente comunicazione: vale a dire che l’opera d’arte non ha valore di per sé, ma solo in quanto medium tra l’artista e lo spettatore.  Un medium universale dunque, così come universale, e non individuale, dev’essere considerata la corrispondenza di amorosi sensi che l’opera genera per la sua forma, i suoi contenuti e le sue idee. Una posizione forse un po’ estrema e romantica, diremmo prettamente ottocentesca, quella di Guyau, ma che nasconde un’esigenza di sconcertante attualità per un’epoca come la nostra che ha alienato la funzione emozionale e comunicativa dell’oeuvre delegando all’arte un ruolo di “etica sociale”. A questa necessità si affida la ricerca di Bob Krieger, artista sui generis il cui percorso di fotografo si intreccia a doppio filo, ad una prima superficiale visione, all’estetica dello star system. La sua galleria di ritratti, tra personaggi famosi e conturbanti top model, rappresenta, potremmo dire, il volto pubblico e un po’ glamour di un artista che, attraverso l’obbiettivo, ha in realtà sempre cercato di riconquistare l’immagine umana come “centro”, direbbe lo storico dell’arte Hans Sedlmayr, tra lo spirito e i sensi. La mostra “LOVE”, frutto di una selezione della privatissima collezione dell’autore, prova a testimoniare questa ricerca di un’anima universale che, attraverso la metafisica dello sguardo e l’esplosione erotica dei corpi, vuole riaccendere quella potenza comunicazionale che l’arte contemporanea sembra aver abbandonato per sempre. La fotografia, ora più che mai, assurge a pretesto per vere e proprie installazioni dove l’energia dell’immagine si mescola alla forza della materia (dall’oro puro alle polveri, dalle vernici all’asfalto) e del colore. “Le mie opere parlano di un Amore che trascende la relazione uomo-donna ma abbraccia lo spirito delle cose, lo spirito della vita”, dice l’artista. La sacralità dello sguardo non a caso viene spesso riassunta nell’iconografia degli occhi, che nel passato della storia dell’arte hanno sempre racchiuso un significato profondo: sono proprio loro, gli occhi, sembra volerci dire l’artista, ad accendere in noi l’amore per la bellezza e per il mistero umano di cui l’opera d’arte è depositaria.  La fotografia, chiarisce Bob, rimane la sua musa ispiratrice, la sua base, la sua tela. Una delle nuove opere più famose e che ha riscosso maggior successo trae origine da un meraviglioso nudo maschile datato oltre 50 anni fa, espressione di plasticità vigorosa, possente, ma anche sensuale e conturbante. Dice l’artista: “L’anatomia umana è una mia passione, la fisicità, la straordinarietà del corpo umano è stata la fonte di ispirazione e la materia del mio lavoro. Ora, anche a 50 anni di distanza, amo plasmare quei corpi, dalla loro linfa, sangue, luce, spessore. Quei corpi si muovono, le bocche si esprimono, ogni parte del corpo trasmette messaggi da interpretare”.

WOPART 2019 - LUGANO

Mostra LOVE – area Talk

Bob Krieger, Pad. 4 Stand B20

BOB KRIEGER - Bio

Fra i più grandi artisti internazionali, Bob Krieger ha segnato un’epoca nella fotografia di moda internazionale. Autore di tre copertine del Time, corrispondente del New York Times Magazine, Krieger ha lavorato per le più prestigiose case di moda del mondo e gli stilisti più importanti dell’ultimo mezzo secolo. Davanti al suo obiettivo hanno posato da Giorgio Armani a Miuccia Prada, da Gianni Versace a Gianfranco Ferré, da Linda Evangelista a una splendida Kelly Le Brook per Valentino: il suo obiettivo ha colto e raccontato quella che negli anni ’70 il prestigioso Vogue definì «l’invasione degli italiani negli Stati Uniti. Negli ultimi anni Krieger si è dedicato a una nuova avventura nell’arte figurativa, attraverso lo sviluppo dell’immagine nella materia. Il tutto sempre attraverso la chiave ironica che contraddistingue il suo lavoro.

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