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Gli "Angeli custodi" di Filippo Martinez

Angeli Custodi - Filippo Martinez

A cura di Alessandro Trani

tratto da

Milano 24orenews            Roma 24orenews

Cover MI24 Gen-Feb 2020 Cover RM24 Gen-Feb 2020 Cover IDG Gen-Feb 2020

“Filippo Martinez è impresentabile. È un artista talmente eclettico che ogni definizione appare sminuirlo, ogni aggettivo peggiorativo, ogni sostantivo un diminutivo. Parlare di una qualsiasi delle sue attività vuol dire escluderne altre.”

È con questo felice incipit che Matteo Bugliaro sulle pagine web della rivista letteraria Piegodilibri recensisce “Cammellini che entrano ed escono dalle orecchie (Bompiani); un vero pezzo d'antologia, secondo Roberto Carnero che lo commenta su Il Sole 24 ore.

Filippo Martinez è pittore, regista, scrittore, sceneggiatore, rettore dell'Università di Aristan (corsi di scienze della felicità e di prevenzione dell'idiozia), docente di Regalità Individuale, direttore di periodici, organizzatore di eventi spettacolari come i Raduni mondiali degli Zorro. Barbara Alberti che lo conosce bene di lui dice che è uno degli ultimi veri, totali artisti viventi e aggiunge per Filippo l'utopia è ciò che deve essere fatto. Pietrangelo Buttafuoco su Panorama lo definisce il vero nocciolo del genio italiano. Sforna idee e le regala agli altri. Per Giulio Giorello non è semplicemente un regista, è anche un poeta, un pittore, uno scrittore e chissà cos’altro. In realtà lui è il vero Zorro. Effettivamente non è facile inquadrarlo. Mentre tutti cercano di farsi conoscere, lui desidera farsi dimenticare. E non certamente per modestia, ma per superbia. Sommamente aristocratico egli aspira all’invisibilità, dice di lui su Il Giornale il suo grande amico Vittorio Sgarbi che poi su Canale 5 si sbilancia in un'affermazione perentoria poi ripresa su Nero di Seppia da Fabio Canessa: Filippo Martinez è il più grande artista italiano vivente. E non si può negare che sia vivente anche se nel giorno del suo 50° compleanno ha annunciato la sua morte indidascalica e si è proclamato postumo. Non a caso in occasione della sontuosa mostra palermitana del 2004 intitolata “La ricerca dell'identità” Sgarbi, che ne era il curatore, lo inserì con la data di nascita e di morte (1951-2001) tra grandi classici come Antonello da Messina, Tiziano e Bernini.

Filippo - si firma solo col nome - sviluppa i suoi temi declinandoli in varie forme d’arte così, ad esempio, la battaglia delle Termopili l'ha raccontata in un libro, in un breve film intitolato “Termopili, nostalgia della battaglia”- mandato in onda da Canale 5 l'ultimo giorno del millennio - e in una enorme mostra inedita. Anzi, quasi inedita; infatti da questa è stato tratto un polittico di 16 metri per 5 intitolato “Gli Immortali” - così si chiamava la guardia scelta del re persiano Serse - esposto alla Biennale di Venezia del 2011. L'ultima sua mostra che presto sarà presentata a Milano è intitolata “Angeli custodi, arcangeli e Milton Friedman”. È lo stesso titolo di un libro che esce in questi giorni nel quale 36 autori (scrittori, storici, teologi, monaci zen, filosofi, giornalisti, sceneggiatori, musicisti...) hanno assunto il ruolo di medium trascrivendo le voci degli angeli che raccontano i loro protetti; per Garcìa Lorca il medium Roberto Vecchioni è riuscito addirittura a cogliere la testimonianza di Dio. Nella mostra saranno esposti tutti i dipinti pubblicati sul libro: gli angeli custodi di Kafka, Hitler, Amy Winehouse, Stan Laurel, Osvaldo Soriano, di Batman, di Gesù, di Giuni Russo, di Buddha, dell'arbitro Moreno... Ci saranno, ovviamente, anche gli arcangeli e i ritratti apocrifi di Milton Friedman, un unico dannato per rappresentare tutto l'inferno (la voce del suo angelo è stata raccolta dal medium Alberto Forchielli).

Filippo dice che gli angeli custodi sono l'infanzia del nostro desiderio di trascendenza; il libro e la mostra offriranno l'opportunità di verificare e comprendere questa affermazione.

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