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“L’EUROPA DELLA LUCE” GEORGES DE LA TOUR A MILANO

GEORGES DE LA TOUR - I giocatori di dadi - The Preston Hall Museum

“L’EUROPA DELLA LUCE”

GEORGES DE LA TOUR A MILANO

Tratto da:

Milano 24orenews Marzo 2020

Cover MI24 Marzo 2020

A Milano, per la prima volta in Italia, una mostra dedicata a Georges de La Tour. Inaugurata il 7 febbraio, rimarrà a Palazzo Reale fino al 7 giugno: un’esposizione unica, considerato che in Italia non è conservata nessuna sua opera e sono poco più di 30 le opere certamente attribuite al Maestro. Considerato come uno dei più celebri artisti del ’600, de La Tour è una delle grandi riscoperte artistiche del Novecento. Sconosciuto per più di due secoli, fu grazie al tedesco Hermann Voss, autore nel 1915 di un articolo rivelatore sulla sua opera, che il pittore francese continua ad affascinare generazioni intere di storici dell’arte, che si prodigano alla ricerca di documenti, quadri e disegni preparatori che testimonino l’attività di questo artista straordinario, non convenzionale. La Tour fu un pittore molto stimato ai suoi tempi, originale per la mistura di spiritualità e di realismo, sempre in bilico fra delicatezza e brutalità. Dal carattere difficile e guardato spesso con una certa diffidenza, tuttavia ebbe successo prima nel Ducato di Lorena dove nacque, e poi a Parigi dove fu nominato, nel 1639, pittore del re Luigi XIII. Le sue tracce, e quelle della sua opera, si persero però durante tutto il XVIII e XIX secolo, non solo, ma anche a causa delle guerre per l’indipendenza che sconvolsero la sua terra natale. De La Tour è un artista enigmatico, che ritrae angeli presi dal popolo, santi senza aureola né attributi iconografici, e che predilige soggetti presi dalla strada, come i mendicanti, dipingendo in generale gente di basso rango più che modelli storici o personaggi altolocati. I pochi quadri riconosciuti come autografi sono perlopiù di piccolo o medio formato, intimi, privi di sfondo paesaggistico, notturni e, soprattutto nella presunta ultima fase artistica, quasi dei monocromi dall’impianto geometrico, semplice ma modernissimo per l’epoca. La mostra, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, è a cura della Prof.ssa Francesca Cappelletti e vanta un comitato scientifico composto da Pierre Rosenberg (già direttore del Louvre), Gail Feigenbaum (direttrice, Getty Research Institute), Annick Lemoine (direttore, Musée Cognacq-Jay), Andres Ubeda (vice direttore, Museo del Prado).

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