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Bologna. Da Picasso a Fontana. Mezzo secolo di sguardi d’artista nelle opere della collezione di Sandro Cherchi

Da Picasso a Fontana.

Mezzo secolo di sguardi d’artista nelle opere della collezione di Sandro Cherchi

Lucio Fontana - Guerriero - 1953-55  ceramica smaltata e colorata bianca e turcheseBologna Mercoledì 3 ottobre 2018, alle ore 18.00, sarà inaugurata la mostra da Picasso a Fontana presso la Raccolta Lercaro in via Riva di Reno 57 (Orari di apertura museo: giovedì e venerdì, 10-13 sabato e domenica, 11-18.30 Il 4 ottobre (San Petronio) e il 1° novembre il museo resterà aperto con orario ordinario Ingresso gratuito.)
Mezzo secolo di sguardi d’artista nelle opere della collezione di Sandro Cherchi presenta al pubblico, per la prima volta, il ricco corpus di opere entrate nella collezione della Raccolta Lercaro grazie alla donazione disposta nel 1997 dall’artista Sandro Cherchi (Genova 1911-1998) e, successivamente, dalla moglie Anna. Oltre a disegni, incisioni, ceramiche e vetri realizzati dall’artista stesso, il nucleo comprende opere della sua collezione privata: due splendidi disegni su carta di Marino Marini, una cera graffita di Felice Casorati, una fragile quanto preziosa ceramica smaltata di Lucio Fontana, seguita da un grande foglio di carta ancora “impastato” di argilla su cui sono tracciati studi e bozzetti per sculture diverse. Poi ancora, un carboncino di Ennio Morlotti, diversi disegni di Mino Maccari, al confine tra umorismo vignettistico e satira, un delicatissimo ritrattino femminile di Pietro Marussig, una natura morta su carta di Giuseppe Santomaso, due litografie di Pablo Picasso, una di Jean Dubuffet, un’altra di Virgilio Guidi, un olio di Piero Ruggeri e un lavoro di Emilio Scanavino. Infine, due opere antiche: un’icona e un disegno a penna su carta del XVIII secolo.
Ad eccezione di queste ultime, che testimoniano l’ampio respiro degli interessi figurativi di Cherchi, tutte le altre opere provengono dalle ricerche di artisti a lui coetanei e riflettono la rete di relazioni che lo circondava. Si tratta, infatti, di lavori entrati nella sua casa e nel suo studio grazie a quello scambio di pezzi che è prassi costante fra intellettuali che si stimano e che hanno occasione, anche per un breve periodo, di lavorare insieme.Una raccolta che assume un particolare significato culturale in quanto testimonianza non solo delle frequentazioni dello scultore ligure, della ricchezza e della continuità dei suoi rapporti artistici, ma anche della vivacità del clima culturale che, nel dopoguerra, ha caratterizzato quell’ampio “triangolo” territoriale compreso tra Milano, Torino e Genova in cui Cherchi ha lavorato.
Sandro Cherchi, artista interessante, avvia la propria attività di scultore a Genova, ma nel 1936 si trasferisce a Milano, dove conosce Renato Birolli, Giacomo Manzù, Bruno Cassinari, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Duilio Morosini, Raffaele De Grada ed Ernesto Treccani, con i quali entra a far parte del gruppo Corrente.Nel 1942, in pieno conflitto, ritorna nella sua città natale e inizia ad interessarsi alla lavorazione plastica della ceramica su stimolo di Lucio Fontana, che lo invita ad Albisola. Da questo momento e fino alla fine della vita la ceramica rimarrà una costante nella sua ricerca artistica.

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