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MILANO IN MOSTRE: DICEMBRE

DICEMBRE 2017 - MOSTRE - MILANO

SCELTE PER VOI SU "MILANO 24orenews"

Mostre Milano dicembre 2017

REVOLUTION. MUSICA E RIBELLI 1966-1970.

DALLA LONDRA DEI BEATLES A WOODSTOCK

Dal 2 dicembre 2017 al 4 aprile 2018

Fabbrica del Vapore

Via Giulio Cesare Procaccini 4

Orari: lun 15-20; mar-mer-ven-sab-dom 10-20; gio 10-22

Una mostra sulle storie, i protagonisti e gli oggetti di quel breve, densissimo periodo tra il 1966 e il 1970 che cambiò per sempre le vite di quella generazione e, a cascata, quelle di tutti noi. Il clima sociale e culturale dell’epoca viene qui rappresentato da oltre trecento fra oggetti di moda, design, film e canzoni, in un percorso esperienziale dove il visitatore viene travolto dall’atmosfera e dalla musica. Un viaggio in un’epoca in cui il mondo cambiava al ritmo di parole come pace, libertà e diritti uguali per tutti. Curata da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh insieme a Francesco Tomasi, Clara Tosi Pamphili e Alberto Tonti, è una mostra che riporta indietro nel tempo chi quegli anni li ha vissuti e chi li ha solo sentiti raccontare e che ora può immergersi in quel clima sociale e culturale dei tardi anni ‘60, unico e irripetibile.

TAKE ME (I’M YOURS)

Sino al 14 gennaio 2018

Pirelli Hangar Bicocca

Via Chiese 2

Orari: gio-ven-sab-dom 10-22

La mostra collettiva, curata da Christian Boltanski, Hans Ulrich Obrist, Chiara Parisi e Roberta Tenconi, reinventa le regole con cui si fa esperienza di un’opera d’arte. I visitatori sono invitati a compiere tutto quanto è di norma vietato fare in un museo: i lavori si possono toccare, usare, consumare, indossare, comprare e perfino portare via lasciando in cambio cimeli personali. Il pubblico può prendere una delle migliaia di copie di ciascuna opera prodotta - concorrendo a svuotare fisicamente lo spazio - e modificarne l’aspetto partecipando a performance in cui lo scambio non è necessariamente legato a un oggetto ma piuttosto a un’esperienza, assecondando un’idea di immaterialità sempre più presente tanto nell’arte quanto nella vita reale.

MILANO E LA MALA

Sino all’11 febbraio 2018

Palazzo Morando

Via Tortona 56

Orari: mar-mer-ven 10-19; gio 10-22.30; sab-dom 10-19.30

Una mostra fotografica dedicata a uno degli aspetti più controversi della storia novecentesca di Milano: la criminalità, capace di organizzarsi secondo forme di associazione sempre più diversificate. Curata da Stefano Galli, l’esposizione parte dal fenomeno della Ligera, forma di criminalità caratterizzata dalla mancanza di organicità e dalla leggerezza di piccole bande che si coalizzavano in vista di uno specifico colpo, alle forme di malavita organizzata e violenta degli anni ‘60, che giunsero alla fine del decennio a spartirsi il controllo del gioco d’azzardo, della prostituzione e del traffico di stupefacenti. Fino ad arrivare alla drammaticità degli anni ‘70 con lo spaccio di droga, la mafia, il timore dei sequestri, la diffusione dei fenomeni di microcriminalità che crearono un clima di paura che spinse i Milanesi a non uscire la sera, cambiandone così le abitudini sociali.

We R All SLAVES To Pussy

Sino al 30 dicembre 2017

Galleria Après-Coup Arte

Via privata della Braida 5

Orari: mar-mer-gio-ven-sab 8.30-22

La mostra, a cura di Sarah Lanzoni, sottolinea un principio assoluto: la String-Art di Silvia Lana e Ilaria Marchesini, in arte Parallel Lines, è un’ulteriore testimonianza di come l’arte possa raccontare le donne secondo prospettive diverse, aiutando le persone a riflettere. Le giovani artiste si concentrano sull’universo femminile, raccontano le loro storie con centinaia di chiodi e infiniti metri di filo che vi girano intorno,e sottolineano che l’arte non può certo placare la violenza sulle donne, ma contribuire a cambiare la cultura di una società conflittuale e feroce. I loro lavori, frutto di una scrupolosa e costante ricerca di materiali, soggetti ideati e tecnica esecutiva, offrono immagini tridimensionali attraverso gradazioni chiaroscurali di volta in volta differenti, che si formano sulle tavole in base al modo in cui la luce colpisce le opere.

 

 

 

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