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CUNEO. MOSTRA FOTOGRAFICA DI MICHELE PELLEGRINO

CUNEO MOSTRA MICHELE PELLEGRINO 2

CUNEO – COMPLESSO MONUMENTALE di SAN FRANCESCO

Mostra  di MICHELE PELLEGRINO “UNA PARABOLA FOTOGRAFICA

promossa dalla Fondazione CRC

a cura di Enzo Biffi Gentili.

Dal 19 luglio al 30 settembre 2018

Complesso monumentale San Francesco Cuneo grandarte museo civico

La Fondazione CRC presenta, da giovedì 19 luglio a domenica 30 settembre 2018 presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo, con la collaborazione del Comune di Cuneo, la mostra Michele Pellegrino. Una parabola fotografica, a cura di Enzo Biffi Gentili. L’esposizione è un'antologica dedicata al fotografo cuneese Michele Pellegrino che ripercorre 50 anni di carriera. La mostra è stata realizzata grazie alla donazione dell’intero archivio fotografico da parte di Michele Pellegrino alla Fondazione CRC che, nell’ambito del progetto Donare - Rilanciare la cultura del dono in provincia di Cuneo, intende rafforzare lo spirito di condivisione nella comunità della provincia di Cuneo custodendo i tesori che vengono donati e promuovendo nuove opportunità di donazioni.

sx. il curatore Enzo Biffi Gentile centro Michele Pellegrino  a dx Pres.Fondazione CRC Giandomenico Genta

Il titolo della mostra trae ispirazione da una riflessione di Cesare Pavese, l’illustre scrittore cuneese del quale quest’anno ricorre il 110° anniversario dalla nascita. In una lettera del 1949, pubblicata nella raccolta Lettere 1926 - 1950 (Einaudi 1968), Pavese, riferendosi al suo romanzo Paesi tuoi, afferma: "L'opera è un simbolo dove tanto i personaggi che l'ambiente sono mezzo alla narrazione di una paraboletta, che è la radice ultima della narrazione e dell'interesse: il 'cammino dell'anima' della mia Divina Commedia".

Le parole di Cesare Pavese diventano una sorta di guida d'eccezione della mostra accompagnando il visitatore tra le immagini esposte: come in un gioco di specchi è il celebre scrittore a illustrare il lavoro di Pellegrino e non viceversa. Entrambi gli artisti sono accomunati dall’insofferenza verso l’etichetta di narratori realisti e naturalisti data da molti critici, quando è invece l’ottica simbolica a dirigere le loro trame artistiche.

"Cesare Pavese, che molti si ostinano a considerare un testardo narratore realista, specializzato in campagne e periferie..." così lo stesso autore, parlando in terza persona, si difende dalle accuse dei critici nella sinossi redatta per i Dialoghi con Leucò (Einaudi, 1947). Il percorso espositivo comprende 75 fotografie suddivise in 19 sezioni monotematiche e prende avvio dalla navata della ex Chiesa di San Francesco per terminare nelle cappelle, in un viaggio che parte dai ritratti dei contadini degli anni ’70, sino ai paesaggi montani dagli anni ’80 a oggi. Nelle fotografie degli anni ’70 i soggetti rappresentati sono “anacronistici”, residenti in un limbo temporale che li separa dal giogo della quotidianità.

MOISTRA MICHELE PELLEGRINO   scatti

Si tratta di mezzadri della pianura e di montanari resistenti sulle alture delle Langhe, frati e suore di clausura. Personaggi fuori dal tempo, raffigurati come fossili antropologici.Proprio i frati e le suore di clausura sono i protagonisti della sezione Padri e sorelle, dedicata agli 8 anni, dal 1972 al 1980, in cui Michele Pellegrino, credente, seppur non osservante, appassionato di letture filosofiche e teologiche, si è dedicato a ritrarre questi personaggi che per propria scelta vivono al di fuori della società e della storia. È una missione fotografica unica nel suo genere, originata dall’interesse verso queste scelte di radicalità spirituale ed esistenziale. L’importanza della sua ricerca è tale che nell’abside della ex chiesa di San Francesco è ospitato Il trittico mistico, una composizione di tre grandi foto conventuali. Dagli anni ’80 le fotografie di Pellegrino vedono via via scomparire la figura umana, trasformandosi in immagini inanimate e difficilmente databili. Gli adorati paesaggi montuosi e, più raramente, marini, diventano i soggetti scelti dal fotografo. Luoghi in cui l’unico vissuto è quello minerale, in lentissima e impercettibile evoluzione. Le sue vette, soprattutto quelle più “tenebrose”, privilegiate in questa mostra, rinviano al tempo stesso al sublime e all’eremitico. Pellegrino si dimostra egualmente straordinario quando fotografa interi paesi del cuneese, luoghi che sembrano disabitati, infestati da oscure presenze che rimandano al neogotico e al fantasy. L’interpretazione della realtà in Pellegrino si accosta al senso ultimo dell’opera del citato Pavese, una visione simbolica e metafisica del mondo che lo circonda, una concezione quindi, quella di Pellegrino, della fotografia come allegoria. La mostra sarà accompagnata da Storie, una speciale monografia sull'intera opera di Pellegrino edita da Skira con testi critici redatti da Enzo Biffi Gentili e Walter Guadagnini.

Cuneo mostra Michele Pellegrino

MICHELE PELLEGRINOBiografia Michele Pellegrino

Michele Pellegrino è nato il 1° febbraio 1934 a Chiusa di Pesio in provincia di Cuneo e ha avuto una vita piuttosto movimentata. Da bambino ha vissuto gli anni difficili e travagliati della guerra. A nove anni, da giugno, appena finita la scuola, fino all’inizio del seguente anno scolastico, è andato come servitore in una cascina. La paga pattuita era mezzo sacco di castagne e mezzo sacco di patate. Erano tempi difficili e in famiglia tutti dovevano contribuire. Il lavoro di pastore fu l’inizio di molti altri mestieri. Poi l’innamoramento per la fotografia, fino a quel momento un universo sconosciuto. Per Pellegrino fu l’inizio di una nuova vita. Autodidatta assoluto, senza la minima idea di cosa concretamente fosse e a che cosa servisse la fotografia, incominciò a fare le cose che fanno tutti i fotoamatori, e aprì un piccolo laboratorio per servizi e sviluppi su commissione. Poi, sentendo l’esigenza anche di un lavoro più creativo, autonomo e personale, si guardò intorno e decise di fotografare il mondo che conosceva meglio, quello della montagna. Erano gli anni dell’“esodo”. La montagna si spopolava, la gente era abbandonata da tutti e l’unica possibilità per loro era migrare verso la pianura, la città, la fabbrica. Dopo i primi goffi tentativi, Pellegrino si rese conto che raccontare per immagini non era così semplice, ma da montanaro testardo non si arrese e nacque così Il profondo Nord. Un’indagine a tappeto su quasi tutte le vallate del Cuneese. Seguirono altre storie, spesso con argomenti diversi tra loro. Pellegrino ha sperimentato quasi tutti i generi fotografici, non si è mai fatto mancare niente. Pur avendo fatto mostre importanti in Italia e all’estero ha sempre privilegiato il libro. Ne ha pubblicati circa trenta.

Cuneo centro 20 luglio 2018

Brevi cenni della Città::  Cuneo, con la sua "provincia Granda", la terza più grande per estensione in Italia, rappresenta uno dei migliori punti di partenza per scoprire il Piemonte. Fondata nel 1198, Cuneo prende il nome dalla forma dell’altopiano su cui sorge, alla confluenza del torrente Gesso con il fiume Stura, un triangolo con una punta conficcata nel cuore della pianura e le altre due aperte verso le montagne e le sei meravigliose vallate che portano in Francia. È la città dei sette assedi, da sempre considerata strategica dal punto di vista militare, indomita e ribelle, ma anche una città salotto, caratterizzata da un’atmosfera di accoglienza e ospitalità. Centinaia di metri di portici, che ne fanno un vasto centro commerciale all’aria aperta “Capitale verde del Piemonte”.  Assolutamente da gustare, il dolce principe di Cuneo: il Cuneese al Rhum, nato nel 1923 da un'idea di Andrea Arione. Questo grosso cioccolatino è formato da due cialde di meringa che racchiudono una crema pasticcera al cioccolato fondente e rhum, il tutto rivestito da uno strato di cioccolato fondente. Lo stesso Hemingway, nel 1954, in viaggio da Milano a Nizza, fece una breve sosta nella pasticceria Arione per acquistare i deliziosi cuneesi al rhum da regalare alla moglie Mary, su consiglio di Arnoldo Mondadori. I saperi tramandati da tradizioni antiche hanno portato all'affermazione di prodotti agroalimentari di eccellenza: i pregiati formaggi Dop come il Bra Dop, il Raschera Dop, il Castelmagno Dop e la Toma piemontese Dop, il grano saraceno, le carni e i salumi quali il cappone di Morozzo, l'agnello Sambucano, la razza bovina piemontese, il lardo, il salame cotto e la salsiccia di Bra. Ogni stagione offre un'opportunità per gustare nuovi sapori, un giro per i mercati degli agricoltori, una visita alle cantine dei grandi vini rossi, come il Barolo, il vino italiano più famoso al mondo e dei vini bianchi profumati come l'Asti, una sosta nelle tante botteghe dell’enogastronomia presentano un’offerta talmente variegata che non c’è una stagione migliore dell’altra, ognuna ha le sue tipicità.  Per apprezzare al meglio, i funghi e i tartufi, prodotti principi della gastronomia cuneese, non si può non fare una sosta nei migliori ristoranti della provincia di Cuneo.

Interno Complesso Monumentale San Francesco Cuneo

Cenni  Storici :Il Museo Civico di Cuneo, originariamente collocato presso Palazzo Audiffredi in via Cacciatori delle Alpi, intorno al 1980 viene trasferito e riallestito nell'attuale sede del Complesso monumentale di San Francesco.  I percorsi interni del Museo si snodano partendo dalle più antiche testimonianze della preistoria per giungere a quelle di età moderna e raccontano al visitatore la storia del territorio. Il Museo ospita una ricca biblioteca specialistica, aggiornata su tutte le tematiche riguardanti i beni culturali. Sono a disposizione del pubblico archivi topografici, cartografici e fotografici, tra cui citiamo il Fondo Vacchetta ed il Fondo Scoffone.  Consultazione Biblioteca e Archivio Storico su appuntamento durante l’orario di apertura del Museo.  Complesso Monumentale di San Francesco Via Santa Maria 10 Visualizza la mappa - Tel. 0171.634.175. Il Complesso Monumentale di San Francesco aderisce al progetto "Abbonamento Musei Torino Piemonte

 

Informazioni pratiche

Michele Pellegrino, una parabola fotografica

Luogo: Complesso monumentale

di San Francesco via Santa Maria 10  -.  Cuneo

Orari: dal martedì alla domenica alle ore 15.30 - 18.30. Lunedì chiuso.

INGRESSO LIBERO

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