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Orchestra Internazionale di Roma: i giovani e la classica

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Della Morte AlessandroRoma Domenica 09 aprile alle ore 18.00 Teatro italia Via Bari 22 verranno eseguiti di W.A. Mozart il celebre Requiem, composto da nel 1791, e l’Ave Verum Corpus K618. Forse non tutti sanno che la Messa di Requiem in re minore K626 fu proprio l’ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart. Rimasta incompiuta per la morte dell’autore avvenuta il 5 dicembre 1791, fu completata dall’amico e allievo Franz Sussmayr.
L’Orchestra Internazionale di Roma, orchestra sinfonica giovanile della Civica Scuola delle Arti di Roma, sarà diretta dal M° Antonio Pantaneschi, direttore stabile. Solisti: Annalisa Pellegrini, soprano; Joanna Bronikowska, contralto; Marco Santarelli, tenore; Alessandro Della Morte, basso. Continua l’azione divulgativa della musica classica e a sostegno dei giovani da parte dell’Ass. Fabrica Harmonica, sostenitrice del progetto OIR, che attraverso un bando nazionale ha selezionato due giovani talenti, Bronikowska e Della Morte, i quali avranno la preziosa possibilità di esibirsi con orchestra dal vivo, eseguendo un repertorio importantissimo affiancati da cantanti professionisti.
Particolare è l’occasione del tempo dell’anno che vede l’esecuzione della Messa di Requiem a ridosso delle festività pasquali. Evento nell’evento, per l’occasione canteranno insieme ben 4 formazioni corali: il Coro Cantoria Nova Romana, il Novum Convivium Musicum, il Coro Nomentum e il Coro Gloria della Chiesa Coreana di Roma, preparati dai Maestri Roberto Murra e Shin Inchul. Una dimostrazione tangibile del potere aggregante della Musica che riesce a tradurre in un ecumenismo diffuso i sentimenti di fratellanza e vicinanza fra tutti gli uomini, appartenenti ad ogni credo religioso e latitudine: un messaggio di speranza e di bellezza per gli animi di tutti coloro che vorranno assistere all’evento.
L’opera è legata alla controversa vicenda della morte di Mozart, avvenuta il giorno successivo al completamento delle parti vocali del Lacrimosa. Stendhal, in Vite di Haydn, Mozart e Metastasio 
(1815), parla di un anonimo committente (che si presentò alla sua porta nel cuore della notte con una maschera come quelle di carnevale, un mantello scuro, aria lugubre e una sacca contenente danari) che incarica Mozart, malato e caduto in miseria, di comporre in quattro settimane una messa da requiem, dietro compenso di cinquanta ducati.
Secondo l’ipotesi avanzata da Stendhal, Mozart si convinse che il committente fosse un emissario dell’aldilà che lo avesse incaricato in realtà di scrivere la messa di Requiem per se stesso. Una leggenda molto famosa ma totalmente infondata vuole che sia stato il musicista italiano Antonio Salieri – invidioso del talento di Mozart – a forzare il deperimento del già malato collega. Tale leggenda è stata alimentata da Aleksander Puškin nella sua opera teatrale Mozart e Salieri (1830), e ripresa negli anni settanta dal drammaturgo Peter Shaffer nell’opera teatrale Amadeus (1978). Da Shaffer il regista Miloš Forman ha tratto il suo Amadeus (1984), film nel quale tale leggenda è, appunto, narrata. (foto: pellegrini, Bronikowska, Marco Santarelli, Della Morte Alessandro)

 

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