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MILANO - GESSATE. ARTE MUSICA FESTIVAL 2019

Zefiro Ensemble .Highres. -Foppe Schut

MILANO - GESSATE

MilanoArteMusicaFestival 2019

Lunedì 29 luglio ore 20.30

Chiesa di San Pietro in Gessate

Piazza San Pietro

European Baroque Sonatas

Musiche di Händel, Vivaldi, Zelenka

Ensemble Zefiro

Lunedì 29 luglio alle ore 20.30, si ritorna nella Chiesa di San Pietro in Gessate per ascoltare Ensemble Zefiro 

in un programma dedicato alle European Baroque Sonatas, una selezione di musiche di Händel, PlaFaschVivaldi,Philidor, Fux e Zelenka.

Un unico principio presiede al variopinto corteo di autori e lavori che ani­mano il concerto di questa sera: il congegno formidabile della sonata a tre, una delle colonne portanti della musica strumentale barocca. Nel numero tre, non a caso mantenuto nelle traduzioni nelle varie lingue (la francese sonate en trio, l’inglese triosonata, il tedesco Triosonate), sta il principio compositivo essenziale, ovvero il ricorso a due strumenti melodici e a una linea di basso (che potrà naturalmente essere disimpegnata da più stru­menti). Benché rispetto alla sonata solistica l’operazione consista semplice­mente nel raddoppio del dessus, la questione muta radicalmente. Fine della composizione non sarà più infatti l’esibizione istrionica del talento indi­viduale d’un solo interprete, bensì la dialettica tra due pari, i quali inne­scano un dialogo serrato che modera di necessità gli slanci virtuosistici, compensandoli con l’interesse per una trama contrappuntistica, o pseudo­contrappuntistica, di grande vitalità e capace di notevole coinvolgimento. Più che non un monologo, la sonata a tre, analogamente alle assai meno frequenti sonate a quattro, attiva un dialogo tra strumenti che aspirano a uno statuto quasi attoriale: le due voci superiori sono “primedonne” ma anche primi inter pares, che si esibiscono in piena evidenza sul piedistallo del basso continuo. Se saldamente ancorata alla sonata d’ascendenza italiana è la prima parte del nostro concerto, la seconda apre al versatile genere francese della suite, adattabile a qualsiasi organico, dalla più delicata intimità cameristica alle sonorità più fragorose. Già questa sera si avrà modo di sperimentarla nella compagine en trio che ha eseguito le sonate e insieme in una versione clavi­cembalistica denominata, all’uso tedesco, partita. Con un’unica eccezione, le sonate in programma aderiscono alla varietà più autentica di sonata (quelle che, non per nulla, Corelli nelle proprie raccolte chiamate laconicamente «sonate», senza precisazioni ulteriori): la sonata “da chiesa”, una composizione ispirata a una cifra espressiva into­nata a ideali di decoro, misura, armonia, perseguiti attraverso una scrittura colta. A tale solennità allude appunto la generica dicitura «per chiesa», adottata per la prima volta dall’op. XII di Tarquinio Merula, pubblicata a Venezia nel 1637, che il critico francese Sébastien de Brossard interpreta nel proprio Dictionnaire de musique (1703) come appropriata «alla dignità e alla santità del luogo» - e dunque anche alla sede di questo concerto. Un ruolo essenziale è ricoperto dal formato, articolato in quattro tempi, in accorta alternanza e varietà di affetti e di agogica (lento-veloce-lento-ve­loce): monadi autonome, microcosmi chiamati a esprimere un carattere specifico che interagisca con i tempi circostanti, in un’alchimia la cui effi­cacia risiede nella varietà delle tecniche compositive adottate e degli affetti evocati. Deroga parzialmente a tale formato soltanto la sonata dei fratelli Pla, che adotta la variante più moderna e secolare, fattasi strada nel cuore del Settecento, che assimila la sonata al concerto solistico, con la caduta del tempo lento d’apertura e la conseguente articolazione in tre tempi (veloce ma non contrappuntistico – lento – veloce).

L’appartenenza al medesimo canone compositivo di riferimento è palese per le tre sonate più corpose del programma, quelle di Händel, Fasch e Zelenka, che condividono un avvio di segno vario (la cantabilità effusiva in Händel, un reticolo patetico in Fasch, un abbozzo di contrappunto quasi in stile severo in Zelenka), il meccanismo cinetico inesorabile del primo Allegro, un tempo lento variamente connotato (si apprezzino il lirismo pudico e introverso in Händel; i due oboi che tubano nel conte­sto armonico e timbrico accogliente predisposto dal fagotto in Fasch; il costante legato in Zelenka) e il brillante Allegro conclusivo. Si discosta dal modello comune, oltre alla baldanzosa sonata dei Pla, scritta da strumenti­sti per strumentisti, il lavoro vivaldiano, dal carattere inconfondibile nella suadente cantabilità del primo Largo, nel suggestivo notturno del secondo, nel cicaleccio festoso e sonoro dei due Allegro.  Si sarà infine notato come, nella querelle plurisecolare che contrappone Italia e Francia, gli autori dei due Paesi si riducono a un paio, il sommo Vivaldi, autore anche di molta pregevolissima musica da camera, e Pierre Philidor, membro d’una dinastia di strumentisti che alimentò per gene­razioni la compagine dei 12 Grands Hautbois du Roi a Versailles. Gli altri autori ci permettono di compiere un giro d’Europa che testimonia la diffrazione dei modelli italiano e francese e il loro carattere prescrittivo per il resto del continente ancora nel primo Settecento. D’altra parte, proprio uno degli autori in programma, Jan Dismas Zelenka, compositore boemo ma formatosi a Vienna e attivo a Dresda, nel 1712 aveva chiesto al proprio padrone di potersi recare in Italia e in Francia, «per potermi perfezionare nella prima nel solido stile da chiesa e nell’altra nel bon goust» - termini che corrispondono alla perfezione al programma di questa sera. Vi incon­triamo soprattutto autori dell’Europa centrale, che coprono buona parte del continente, dalla Vienna di Fux alla Londra di Händel, passando per Corti tedesche in cui sono attivi Zelenka, maestro di musica da chiesa a Dresda, Fasch, maestro di cappella alla Corte di Anhalt-Zerbst, e i fratelli Pla, spagnoli ma in forza come oboisti alla Corte di Stoccarda.

BIGLIETTI

29 luglio: posto unico 15 euro

Giovani fino 26 anni: posto unico 5 euro (disponibilità limitata)

Gruppi: sconto 20% minimo 10 persone (solo acquisto in prevendita)

Punti venditasul posto, secondo disponibilità, 40 minuti prima di ogni concerto; in sede presso la segreteria parrocchiale di S. Maria della Passione dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.00; online (con diritto di prevendita): Circuito Vivaticket www.vivaticket.it

SEDE

Chiesa di San Pietro in Gessate

Piazza San Pietro in Gessate

MM San Babila, tram 9, 12, 19, 27 bus 60, 65, 73, 84, 94

PER INFORMAZIONI

Associazione Culturale La Cappella Musicale

via Vincenzo Bellini 2 - 20122 Milano

tel 02.76317176         
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 www.milanoartemusica.com

 

PROGRAMMA

Georg Friedrich Händel  Sonata Op. 2 n. 3 in fa maggiore per 2 oboi e b.c. HWV 392 (1685-1759)   (Largo) - Allegro - Adagio - Allegro

Josep e Joan Baptista Pla Sonata n. 6 in mi bemolle maggiore per 2 oboi e b.c.(1728-1762) (c.1720-1773)     Allegretto - Andante - Allegro ma non tanto

Johann Friedrich Fasch  Quadro in sol minore per 2 oboi, fagotto e b.c.

(1688-1758)    Largo - Allegro - Largo - Allegro

Antonio Vivaldi Sonata a 4 in do maggiore per 2 oboi, fagotto e b.c.

(1678-1741)  Largo - Allegro - Largo - Allegro

* * *

Pierre Philidor    Terza suite in trio in do maggiore per 2 oboi e b.c.

(1681-1731)   Ouverture legerment - Simphonie tendre - Allemande - Air - Siciliènne - Sarabande - Ouverture

Johann Joseph Fux  Partita in fa per clavicembalo

(1660-1741)    Aria - Rigaudon - Echeggiata - Giga - Minuetto

Jan Dismas Zelenka  Sonata n. 4 in sol minore per 2 oboi, fagotto e b.c.

(1679-1745)  Andante/adagio - Allegro - Andante/adagio - Allegro

 

BIOGRAFIA

Nel 1989 a Mantova, gli oboisti Alfredo Bernardini e Paolo Grazzi e il fagottista Alberto Grazzi fondano Zefiro, un complesso con organico variabile specializzato in quel reper­torio del Settecento in cui i fiati hanno un ruolo di primo piano. In questi anni Zefiro è diventato un punto di riferimento, in ambito internazionale, per il repertorio di musica da camera del ‘700 e ‘800 con strumenti d’epoca. Zefiro è presente nei principali festival europei di musica e con tournée in Israele, Egit­to, Sud America, Giappone, Canada, Corea, Stati Uniti e Nuova Zelanda, riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e di critica.  Zefiro è stato scelto dalla televisione belga per un documentario su Vivaldi e ha al suo attivo la registrazione di numerosi CD, tra cui le Sei Sonate di Zelenka, musica per insie­me di fiati e Divertimenti per fiati e archi di Mozart, la musica per fiati di Beethoven, Water Music di Händel e Wassermusik di Telemann, gli arrangiamenti per 13 strumenti a fiato di arie da opere di Mozart e la pubblicazione dei Concerti per vari strumenti Con­certi per oboe di Vivaldi (Opus 111 / Naïve). Inoltre i CD realizzati con la Sony Music/ DHM: Concerti per oboeConcerti per fagotto e il Concertone di Mozart, i concerti di Joan e Josep Pla e due CD di Händel: The Musick for the Royal Fireworks Venus et Ado­nis, con sonate e cantate da camera con Gemma Bertagnolli.

Le registrazioni più recenti, pubblicate con l’etichetta Arcana, sono i Concerti per fagotto di Vivaldi, le Ouvertures a doppio coro di Telemann, i Concerti veneziani per oboe, il CD Harmonie & Turcherie per fiati e percussioni, Concerti Brandeburghesi e ouvertures di Bach. Alcuni di questi hanno ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Grand Prix du Disque, il Premio Nazionale Classic Voice, l’Editor’s Choice di Gramophone, le Choc du Monde de la Musique de l’année 2007, il Diapason d’Or de l’année 2009, il Premio Franco Abbiati 2016 e fanno di Zefiro un punto di riferimento per questo repertorio nel mondo intero.

L’attività di Zefiro si divide in tre organici: ensemble da camera, gruppo di fiati [“Har­monie”] e orchestra barocca, proponendo una grande varietà di programmi dall’ampio repertorio del Settecento: dai concerti a 5 e per strumenti solisti di Vivaldi alle opere tea­trali e musica festiva di Händel, dalle ouvertures e cantate di Bach alle Messe di Haydn, fino alla musica per fiati di Mozart, Beethoven e Rossini.

Oboi                              Alfredo Bernardini, Paolo Grazzi

Fagotto                         Alberto Grazzi

Violone                          Paolo Zuccheri

Clavicembalo                Anna Fontana

Alfredo Bernardini, nato a Roma nel 1961, si trasferisce in Olanda nel 1981 per spe­cializzarsi in oboe barocco e musica antica al Conservatorio Reale dell’Aja con, tra gli altri, Bruce Haynes e Ku Ebbinge, conseguendo nel 1987 il diploma di solista. Da allora suona regolarmente con i più prestigiosi complessi tra i quali: Hesperion XXI, Le Concert des Nations, Academy of Ancient Music, La Petite Bande, Freiburger Barockor­chester, The English Concert, Amsterdam Baroque Orchestra, Bach Collegium Japan, Balthasar Neumann Ensemble. Nel 1989 fonda il complesso di fiati Zefiro assieme ai fratelli Paolo e Alberto Grazzi. L’attività concertistica lo ha portato in Europa, Stati Uniti d’America, Canada, America Latina, Cina, Corea, Giappone e Israele. Ha parteci­pato a più di cinquanta registrazioni discografiche, alcune delle quali ricompensate con importanti premi internazionali, come ad esempio il Cannes Classical Award 1995 per i concerti per oboe di Vivaldi. Oltre a guidare Zefiro in formazione orchestrale, ha diretto diverse orchestre barocche in Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Olanda, Australia e la European Union Baroque Orchestra in tour in Cina, Spagna e Germania. Svolge inoltre attività di ricerca sulla storia degli strumenti a fiato - molti suoi articoli sono stati pubblicati da importanti riviste internazionali - e costruisce copie di oboi antichi. Da molti anni insegna in diversi corsi estivi, tra cui Urbino, Venezia, Barbaste, Innsbruck.

Dal 1992 al 2015 è stato docente di Oboe barocco presso il Conservatorio Sweelinck di Amsterdam e dal 2002 al 2008 ha insegnato alla Escola Superior de Música de Cata­lunya di Barcellona. Attualmente è docente presso l’Università Mozarteum di Salisburgo.

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